<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916</id><updated>2012-02-11T19:39:38.769+01:00</updated><title type='text'>Anni Quaranta</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>386</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8189485914590413172</id><published>2012-01-21T17:58:00.001+01:00</published><updated>2012-01-21T23:56:02.924+01:00</updated><title type='text'>Te Deum laudamus</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Abbiamo a che fare con truffe, grassazioni tentacolari, anonime, insonni, irresponsabili ed immense, che ci hanno preso tutti in contropiede. La voracità di pochi si alimenta di miliardi di bit impazziti. E come i computer vengono spesso protetti da degli anti-virus, che sono venduti dalle società che hanno messo in rete i virus stessi, così, adesso, sovente ed assurdamente, chiamiamo a risolvere il marasma finanziario coloro che, in un modo o nell'altro, lo hanno prodotto traendone immensi benefici. Ci stanno rovinando i multimasterizzati, gli azzeccagarbugli poliglotti, gli apprendisti stregoni della finanza globale, i matematici iperspecializzati in imbroglionologia. Ci salveranno gli uomini di buona volontà. Ci riusciranno perché sono tanti, credono negli affetti, non si lasciano intimorire, sanno soffrire. Anche se i giornali non ne parlano mai. Te Deum. E tu se puoi, mi raccomando, dacci una mano. Non prevalebunt, non prevarranno. Ce lo avevi detto tu, no? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Pier Luigi Magnaschi (Tempi 11-1).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8189485914590413172?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8189485914590413172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8189485914590413172' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8189485914590413172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8189485914590413172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2012/01/te-deum-laudamus.html' title='Te Deum laudamus'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5317887988005919234</id><published>2011-10-01T15:48:00.005+02:00</published><updated>2011-10-21T02:05:44.535+02:00</updated><title type='text'>Banca Popolare di Milano: una nobile decaduta</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Sono riluttante a scrivere di Bpm. Troppe emozioni, troppi ricordi, troppe ferite appena rimarginate.&lt;br /&gt;Ma l'odissea della sua governance, come si usa dire oggi, merita qualche modestissimo commento.&lt;br /&gt;La peculiarità delle società cooperative è il voto capitario in assemblea. Conta il libro soci, non le azioni possedute. È certamente un concetto che sa di socialismo ottocentesco e di sana cultura mazziniana, ma funziona egregiamente, checché ne pensi Draghi,  a precise condizioni.&lt;br /&gt;1) La sfera decisionale dei manager, del consiglio di amministrazione e delle rappresentanze dei soci si riconosca reciprocamente totale autonomia nell'ambito delle specifiche competenze.&lt;br /&gt;2) La banca sappia esprimere una redditività ed un'efficienza operativa di buon livello.&lt;br /&gt;3) Il Consiglio di amministrazione sia la proiezione delle migliori istanze economico-culturali del territorio di riferimento.&lt;br /&gt;Questa è l'unica "velina" che ha diritto di cittadinanza in una cooperativa e che ha ispirato per decenni i delicati equilibri e rapporti della Bpm, che fu negli anni '80 fra le prime otto banche italiane e, fra le popolari, seconda per dimensione alla Novara ma prima per efficienza gestionale (negli anni '90 vinse l'oscar del più trasparente bilancio bancario).&lt;br /&gt;Sono passati quattro lustri e sono arrivate nuove generazioni di soci-cooperatori, che forse non hanno saputo distinguere il possibile dal passibile e si sono inebriati nel gioco del potere, senza l'umiltà di studiare la storia e senza la consapevolezza che una banca non è un consiglio comunale e che gli errori nessuno li ripiana. I consigli si sono sbiaditi qualitativamente e la gestione è stata a uomini di cultura finanziaria certo poco sensibile alle connotazioni storiche di una cooperativa forte e radicata sul proprio territorio e della cultura media dei livelli manageriali interni.&lt;br /&gt;Ci si sono messe le crisi sistemiche e globali, certamente, ma da quelle ci si difende meglio se si è se stessi e non si scimmiottano improbabili modelli gestionali.&lt;br /&gt;Si è dispersa una bella cultura bancaria, forse ruspante, ma genuinamente vicina alle esigenze del territorio; si sono fatte prove di grandeur espansionistica che hanno dilapidato il patrimonio aziendale e trovata impreparata la banca a dimensioni troppo dilatate.&lt;br /&gt;Questa la mia analisi, discutibile, ma questo percorso introspettivo sarebbe stato bene che tutti gli attori in campo lo avessero fatto prima  di esercitarsi in formulette statutarie che paiono pensate più per conservare lo sbagliato che non per recuperare l'originario spirito e il consenso e la solidarietà della clientela e del territorio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5317887988005919234?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5317887988005919234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5317887988005919234' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5317887988005919234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5317887988005919234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/10/banca-popolare-di-milanouna-nobile.html' title='Banca Popolare di Milano: una nobile decaduta'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-6606642857043037017</id><published>2011-09-30T14:09:00.004+02:00</published><updated>2011-10-21T02:17:54.774+02:00</updated><title type='text'>Nell'intervallo, una morbidella farcita di marmellata fatta in casa</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Siamo agli sgoccioli di un settembre estivo come non se ne ricordano, ma la politica non ha cambiato spartito, sempre arroventata e vuota di contenuti propositivi. Da un lato un governo inesorabilmente infiacchito, con una maggioranza che non crede più al dovere di governare e si riposiziona per la conta elettorale prossima a venire; dall'altra un'opposizione con l'elettroencefalogramma piatto, che sa solo gridare terribili anatemi contro Berlusconi, ma dopo due anni non ha ancora detto quale sarebbe la sua ricetta di governo per toglierci dalle sabbie mobili.&lt;br /&gt;Se la cultura di comando è la medesima del governo municipale di Milano della strampalata coalizione di Pisapia e del rancoroso Tabacci, viene francamente da rabbrividire.&lt;br /&gt;Tutto  finirà in vacca? No, tranquilli! È come ce lo spiega, in un arguto fondo di oggi sul Giornale, Marcello Veneziani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;strong&gt;Alla fine per stanchezza verrà Casini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;(di Marcello Veneziani, su Il&amp;nbsp;Giornale del 30/09/2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Dopo Berlusconi prevedo Casini. Mi azzardo a fare una previsione, anzi una profezia. Nella sfera di vetro ho visto il faccino di Pierferdy. Dopo il diluvio verrà la pioggerellina. Quando si tira troppo la corda alla fine si spezza, non scappa il morto ma scappano spaventati i presenti. Si accendono le luci in sala e arriva l'intervallo con i popcorn. Casini&amp;nbsp;è la tregua tra due film. Casini delude tutti ma in modo tenuo ed equilibrato. Casini non entusiasma nessuno ma non dispiace a nessuno. Casini rassicura, non suscita gli amori e gli odi di Berlusconi e degli anti, ed&amp;nbsp;è pure munito di conforti religiosi. Alla fine verrà Casini perché le guerre civili cercano poi la pace domestica. Perché disfatte le case della libertà, si torna ai palazzinari ed ai loro congiunti. Perché prima o poi tornano le mezze stagioni. Perché da noi anche nella scienza trionfano i neutrini. Perché dopo le erezioni viene la mosceria. Perché quando ci vogliamo divagare dopo una giornata intensa, andiamo in centro. Perché quando vogliamo addormentarci prendiamo il bromuro democristiano. Casini&amp;nbsp;è l'ultimo prodotto dell'antica farmacia del Corso,&amp;nbsp;è la camomilla parrocchiale. Magari non dice granché,non eccelle, non ha mai governato, ma ci fa riposare. L'Italia&amp;nbsp;è il paese dell'acqua né liscia né gasata ma lievemente frizzante; l'Italia cerca  sempre una via di mezzo tra Roma e Milano, alla fine ci si incontra a Bologna&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;. Infine perché Casini&amp;nbsp;è il peluche che ci lasciò mamma Dc quando morì, per farci compagnia la notte al buio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-6606642857043037017?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/6606642857043037017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=6606642857043037017' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6606642857043037017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6606642857043037017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/09/siamo-agli-sgoccioli-di-un-settembre.html' title='Nell&apos;intervallo, una morbidella farcita di marmellata fatta in casa'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4768556873005955643</id><published>2011-08-26T15:43:00.005+02:00</published><updated>2011-10-21T02:07:41.483+02:00</updated><title type='text'>Giornale di bordo del 26 Agosto</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Appello a Via Bellerio.&lt;br /&gt;Chiudete in un convento di clausura Calderoli! &lt;br /&gt;Per quanto scassata sia la politica italiana, risparmiateci almeno questo Tecoppa delle Orobie. L'ultima esternazione sulle pensioni di reversibilità è miserevole ed indegna e dimostra una insensibilità sociale inammissibile. &lt;br /&gt;Invito gli amici alla lettura molto istruttiva e condivisibile dell'articolo di Giorgio Fedel sul Corriere a pag. 45 intitolato: "Perché manca una morale civica".&lt;br /&gt;La chiusa è giustamente sconfortata sulla capacità di inventarsi un collante che tenga unita questa sgangherata comunità.&lt;br /&gt;La retorica della patria, al di fuori del contesto liberal-risorgimentale corrotto dal fascismo, non ha retto l'usura degli anni e degli eventi ed il tentativo di riportarla in vita degli ultimi due Presidenti della Repubblica è caduto nell'indifferenza popolare, se mai è solo servito ad alimentare la stanca creatività dei markettari della pubblicità.&lt;br /&gt;Cosa ci resta? Forse la riscoperta delle comuni radici cattoliche potrebbe essere l'avvio di una consapevolezza unitaria che la politica oggi non sa più promuovere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4768556873005955643?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4768556873005955643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4768556873005955643' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4768556873005955643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4768556873005955643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/08/giornale-di-bordo-del-26-agosto.html' title='Giornale di bordo del 26 Agosto'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-2318503107735403024</id><published>2011-08-20T12:02:00.002+02:00</published><updated>2011-10-21T02:08:40.215+02:00</updated><title type='text'>Borse e stregoneria</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;C’è chi sta facendo e farà ottimi affari, approfittando di Borse che offrono prezzi sempre più bassi. Fra quanti possono gioire non rientrano i governi (mica solo il nostro), perché impotenti. I giornali titolano sui miliardi che vengono “bruciati”, vale a dire persi per colpa dei ribassi. La cosa non è del tutto ragionevole, perché avrebbero dovuto far titoloni anche sui miliardi che furono “creati”, quando gli indici sono stati improntati, per lungo tempo, al bello o al sereno. Il fatto è che quegli strilli non avrebbero attirato un gran interesse, perché è difficile credere che la ricchezza possa essere inventata e, comunque, la gente che cammina per la strada ed entra al supermercato non coglie il nesso fra i gloriosi rialzi borsistici e lo spessore del proprio borsellino. Un nesso che, al ribasso, vuole invece prepotentemente imporsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;C’è sempre, quel nesso. Anche gli abitanti del paesello di campagna, che sorbiscono il caffè al circolo e vanno di briscola al tramonto, pur magari non avendo mai investito una lira in Borsa, hanno visto crescere il valore dei propri immobili. È avvenuto anche grazie al fatto che c’era gente disposta a pagare di più per avere un rifugio lontano dalla città. Nei sistemi aperti, la maggiore ricchezza degli uni arricchisce sempre gli altri. La maggiore povertà, di converso, li impoverisce. Ma fino ad un certo punto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;I governi che guardano alle Borse, cercandovi gli auspici per il futuro immediato, sono come i comandanti che interrogavano gli aruspici per sapere della sorte in battaglia: si spera, non del tutto in balia della divinazione. I mercati non sono governati da occulte cabine di regia o da comitati esecutivi di gente cinica e competente. Nella gran parte dei casi, funziona la logica del gregge: battete le mani da una parte e le pecore vanno tutte dall’altra. Ciascun operatore osserva il proprio computer e cerca di reagire in tempo reale, sulla base di modelli matematici, all’andamento della giornata. Siccome i modelli sono simili, va a finire che si muovono all’unisono. Talora provocando disastri, perché un gregge che corre cieco sui tuoi campi te li distrugge, e prega che non siano bisonti e di non trovartici in mezzo. Che loro non sappiano cosa fanno e non ne avessero l’intenzione è, alla fine, irrilevante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Qualcuno crede di star per assistere ad una crisi del capitalismo. Sbagliato, assisterà alla sua vitalità. Quello che va in scena è l’inciampo della finanza, che crea un tonfo enorme. La finanza può agire da sistema nervoso del capitalismo, indicando quali sono i settori che i mercati considerano promettenti. Ma se lo droghi, un sistema nervoso, lo inganni. E lui, per vendetta, inganna te. Come quelli che prendono l’lsd e si lanciano dalla finestra con l’idea di volare, finendo spiaccicati al suolo. La finanza contemporanea ha veramente fatto credere che si potesse inventare la ricchezza, sicché oggi lascia titolare che la si brucia, ma, in realtà, quel che mangiamo va coltivato, allevato e preparato, quello di cui ci vestiamo va cucito, e anche impreziosito con il bottone del colore giusto. Se, poi, considero ricchezza quel bottone e lo valuto più del cappotto divento ricco e famoso finché dura, dopo di che crollo e faccio crollare, anche perché il cappotto s’usa per il freddo, non per il bottone. Se dico di avere eliminato i rischi, come s’è fatto con i derivati, induco ad andar per mare i non natanti e a far salire in vetta gli obesi. Finiranno annegati e sfracellati, perché non sono stati in grado di vedere il rischio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;I governi dovrebbero guardare alle economie reali, sapendo di non potere governare quelle virtuali, che sono, per definizione, sovranazionali e digitali. Il nostro governo non può fare un accidente per la Borsa di Milano, ma può fare molto per la nostra economia. Se gli rimproveriamo i crolli e da Palazzo Chigi si guardano solo gli indici ci prendiamo tutti in giro. Il tema della finanza globale dovrà essere argomento di relazioni internazionali, perché quella macchina, che è importante e deve funzionare, rischia di stritolare tutto. La regolazione della finanza ha oggi un valore pari alla risoluzione delle dispute territoriali: o lo si fa con la diplomazia o finiscono con il parlare le armi (siano essere quelle da fuoco o da speculazione). Nell’attesa c’è moltissimo da fare, ma ha a che vedere con le nostre capacità cognitive e produttive. Insomma, se l’economia s’esaurisce nella finanza (che, lo ripeto, è pur importantissima) sconfina nella stregoneria, e se la politica s’esaurisce nell’inseguire gli speculatori deborda nella totale inutilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Il benessere non s’inventa e non si brucia, ce lo si guadagna. Lavorando. Il dovere dei governanti è regolare i mercati in modo che i nostri risparmi non siano divorati da sconosciuti smanettatori con il master, ma anche quello di ricordare che non si diventa miliardari standosene in panciolle e affidandosi a loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;da: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;a href="http://www.davidegiacalone.it/"&gt;www.DavideGiacalone.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-2318503107735403024?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/2318503107735403024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=2318503107735403024' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2318503107735403024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2318503107735403024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/08/borse-e-stregoneria.html' title='Borse e stregoneria'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7320318001295353498</id><published>2011-08-20T11:11:00.004+02:00</published><updated>2011-10-21T02:14:16.096+02:00</updated><title type='text'>La buttano in cagnara ma sanno come uscirne</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Stiamo assistendo, ma era prevedibile vista la dilatazione dei tempi fra l'annuncio del piano di risanamento e l'inizio del dibattito parlamentare, ad una squallida commedia della politica sugli interventi strutturali (?) per azzerare il deficit corrente dell'Italia entro il 2012.&lt;br /&gt;È bene avere coscienza che la leva maestra è sempre quella delle entrate, come hanno fatto nel tempo ed in situazioni emergenziali dal '92 ad oggi la sinistra, la destra ma anche e soprattutto i governi dei mandarini di stato. La ragione è di una semplicità disarmante: per raccogliere soldi sicuri occorre prelevare laddove le fonti sono note ed accertate.&lt;br /&gt;Inutile dire che pagano i soliti. Sì, pagano e pagheranno sempre i soliti, perché con la lotta all'evasione siamo a zero, sostanzialmente perché gli italiani non credono a questo stato e non sentono il dovere civico, etc. ma sono elettori buoni come gli schedati dal fisco, classici vasi di coccio di manzoniana memoria.&lt;br /&gt;O si ha il coraggio di essere reazionari assolutisti, riservando il diritto di voto a chi contribuisce all'erario, o ci si accetta come siamo in questa finzione di stato in cui viviamo.&lt;br /&gt;Torniamo al dibattito. La sinistra e Casini fanno il loro mestiere negando validità al piano e mettendo in evidenza, giustamente, l'assenza di un qualsivoglia progetto di rilancio dell'economia. Questo governo, o meglio Tremonti che è l'unica testa pensante della compagnia, si comporta come i manager bancari di oggi: dinanzi ad un cambiamento epocale del modo di fare banca non tagliano i costi e rimediano a decennali inefficienze, ma aspettano una ripresa degli spread sempre più lontana nel tempo.&lt;br /&gt;Si afferma che si è disboscato il mondo degli enti locali e quindi si risparmierà moltissimo. Rammento che nel suo piccolo, un governo della prima repubblica fece eguali prospettazioni sulla eliminazione degli enti inutili, che ad anni di distanza sono rimasti in vita magari semplicemente cambiando pelle e finalità sociale.&lt;br /&gt;Figuratevi con i comuni e le provincie, provvedimento già di per sè urticante per la cultura campanilistica degli italiani, ed in fondo ultimo baluardo di democrazia diretta nel nostro paese.&lt;br /&gt;La triste realtà è che in Italia le riforme strutturali non si possono fare, perché la burocrazia, vera padrona del paese, vuole che nulla cambi per perpetuare la sua centralità ed inamovibilità. E gli italiani non sono disposti a fare nessuna rivoluzione, perché di questa burocrazia ci campano in tanti e perché comunque non credono che valga la pena cambiare lo status quo.&lt;br /&gt;Cosa succederà in Parlamento? Poco importa e poco rileva. Chiediamoci invece cosa farà la Bce dopo le nostre abituali e rumorose cagnare.&lt;br /&gt;Io vedo delineata una pesante patrimoniale che Amato, gran maestro di salassi, ha già profetizzato ed auspicato quest'inverno. Quanto ai mega progetti, verranno ripensati in una logica più ampia e sotterrati sino alla prossima recita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7320318001295353498?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7320318001295353498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7320318001295353498' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7320318001295353498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7320318001295353498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/08/la-buttano-in-cagnara-ma-sanno-come.html' title='La buttano in cagnara ma sanno come uscirne'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-9073069006689429657</id><published>2011-08-12T16:42:00.007+02:00</published><updated>2011-10-21T02:15:33.493+02:00</updated><title type='text'>Le società di rating ed i loro portaborse</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Dopo mesi di bufera ribassista, alimentata dalle tempestivissime pagelle delle società di rating, al Corriere (giornale dei banchieri e delle anime belle) alla vigilia di ferragosto, quando i quotidiani servono al più per riparare dal sole durante la pennicchella postprandiale sulla sdraio, si rivelano le inquietanti interconnessioni fra le suddette società di rating ed il mondo della finanza, dei fondi americani, degli hedge funds.Molto istruttivo! A pag. 17.&lt;br /&gt;Se si vuole capire qualcosa di più, consiglio però di leggere in materia l'articolo odierno del Fatto quotidiano, che sull'argomento non soffre di reticenze, non essendo imparentato con queste catene di Sant'Antonio del potere globale.&lt;br /&gt;A proposito di parentele. San Draghi non era consulente di una delle tre sorelle all'epoca delle privatizzazioni dei capitani coraggiosi amici di D'Alema?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-9073069006689429657?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/9073069006689429657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=9073069006689429657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9073069006689429657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9073069006689429657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/08/le-societa-di-rating-ed-i-loro.html' title='Le società di rating ed i loro portaborse'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4343251492999471463</id><published>2011-08-03T17:41:00.002+02:00</published><updated>2011-08-08T01:19:31.668+02:00</updated><title type='text'>Tiro alle banche</title><content type='html'>La borsa di Milano ha una caratteristica unica in Europa. Il comparto dei bancari/finanziari rappresenta oltre il 60 per cento di capitalizzazione dell'intero listino. Ė così intuitivo che la speculazione, spendendo la sua forza d'urto sui bancari, riesca a realizzare due obiettivi essenziali per alimentarsi: deprimere l'indice generale con uno sforzo relativamente basso e tenere viva la sensazione di tracollo non solo sulle banche ma anche su tutti gli aggregati merceologici.&lt;br /&gt;Questa evidenza è misurabile ogni giorno con un confronto fra le principali piazze europee.&lt;br /&gt;Quindi le banche non perché più deboli o meno patrimonializzate delle concorrenti europee, ma semplicemente perché al flipper borsistico danno un maggiore punteggio.&lt;br /&gt;Eppure le ragioni per ritenere relativamente messe meglio le italiane ci sarebbero tutte.&lt;br /&gt;Hanno pagato un prezzo modesto alla deriva dei derivati, salvo casi eccellenti che il buon cuore delle autorità preposte ha amnistiato in istruttoria secondo inveterato vizio nazionale, sono state tutte "costrette" a sostanziosi aumenti di capitale che le costringeranno a darsi dei modelli produttivi più redditizi e hanno, talune, sopportato il peso economico dei tremanti-bond, che è stato un affare solo per il ministero dell'economia, hanno una profittabilità ancora accettabile anche perché gli effetti dei misfatti finanziari sono stati relativamente lievi.&lt;br /&gt;Sono diventate bersaglio grosso perché l'effetto leva del loro arretramento per il listino di Milano è rilevantissimo, come detto.&lt;br /&gt;Credo quindi che non vi sia in atto nessun tentativo di comprare banche a prezzo di realizzo, fatto salvo i casi più disperati che avrebbero comunque pagato pegno in qualsiasi diverso scenario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4343251492999471463?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4343251492999471463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4343251492999471463' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4343251492999471463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4343251492999471463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/08/tiro-alle-banche.html' title='Tiro alle banche'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-543713186567643945</id><published>2011-07-31T00:21:00.005+02:00</published><updated>2011-08-03T01:28:41.474+02:00</updated><title type='text'>Storie di speculazione ribassista nel mercato globale</title><content type='html'>Seguo lo schema cronologico di Panorama del 20.7.2011.&lt;br /&gt;1) Il 22.4.2011 l'agenzia di rating Moody's abbassa il voto della Grecia.&lt;br /&gt;2) Il gestore di un fondo hedge stabilisce che la crisi greca può indebolire anche i titoli italiani..&lt;br /&gt;3) In maggio il gestore inizia a vendere allo scoperto i titoli di stato italiani (quotati per ipotesi, 98 euro) con l'impegno a consegnarli fra tre mesi.&lt;br /&gt;4) Afondi si accodano ed iniziano a vendere titoli italiani.&lt;br /&gt;5) Il 17 giugno l'agenzia di rating annuncia che potrebbe tagliare il rating sui titoli italiani: il loro prezzo inizia a scendere.&lt;br /&gt;6) I titoli di stato su cui ha scommesso il gestore scendono a 95. Il gestore li compra a 95 e li rivende a 98 con un guadagno di 3 euro per titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso di scuola, è quanto avvenuto in primavera ed i protagonisti hanno nome e cognome. Moody's non è una sigla inventata ma è una delle tre società che nel mondo dà i voti a tutti: imprese e debiti sovrani . Ogni tanto, poiché è congenitamente afflitta da uno spaventoso conflitto di interessi, prende qualche abbaglio (vedi subprime) o fa silenziose azioni di comparaggio per il mondo della grande finanza in cui affonda le sue radici.&lt;br /&gt;La speculazione ribassista non l'hanno però inventata loro, con il supporto di sofisticatissimi software ed hardware potentissimi. La meccanica operativa è antica come il mondo ed in Italia Ravelli, con fiuto ed esperienza, era il ribassista principe della modesta ed asfittica Borsa di Milano.&lt;br /&gt;Cosa c'è ora di diverso? L'economia globalizzata per le sue interdipendenze consente di ripetere il copione all'infinito senza tregua.&lt;br /&gt;Il potere di analisi e decisione è passato dall'uomo ai sistemi informatici. Si possono governare grandi masse di eventi ma l'automatismo dei provvedimenti cosiddetti stop-loss rende disastrosi i cosiddetti effetti collaterali, trasformando dei fenomeni per definizione ciclici in crisi&lt;br /&gt;planetarie e permanenti.&lt;br /&gt;I governi del mondo assistono inerti a questo diabolico marchingegno che rende ricchi solo i cento padroni del mondo, siano essi non più solo i grandi finanzieri americani ma anche gli sceicchi arabi o gli oligarchi russi e cinesi. La politica gioca di rimessa rammendando la tela dell'economia reale sempre più logora ed attaccabile. Certo vi sono grandi errori sullo sfondo, il primo definitivo dei quali è stato pensare di potere assicurare un relativo benessere all'occidente con lavoro decrescente e sfruttamento inalterato del sud del mondo. Anche questa una strategia speculativa che prima dell'economia la storia ha sconfitto.&lt;br /&gt;Ha un senso tutto ciò? O è semplicemente un'accelerazione della corsa che porterà l'umanità all'autodistruzione?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-543713186567643945?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/543713186567643945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=543713186567643945' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/543713186567643945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/543713186567643945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/07/storie-di-speculazione-ribassista-nel.html' title='Storie di speculazione ribassista nel mercato globale'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3960576049319579005</id><published>2011-07-30T16:39:00.005+02:00</published><updated>2011-08-30T01:17:11.994+02:00</updated><title type='text'>Social  network</title><content type='html'>Scrive (e sottoscrivo) Vittorio Feltri su il Giornale: "YouTube, la piazzetta preferita e maggiormente frequentata dai nuovi cretini e dai volontari del precariato, due categorie perfettamente fungibili".&lt;br /&gt;Il giudizio politico sul precariato è di pancia e persino irriverente per un dramma sociale che investe il presente ed il futuro del mondo occidentale, specie nella certa prospettiva della fine del generoso e folle welfare italiano, ma su Youtube basta a confermarne la sprezzante definizione andare a vedere i filmati più cliccati.&lt;br /&gt;Andate. Deprimente, ma istruttivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3960576049319579005?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3960576049319579005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3960576049319579005' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3960576049319579005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3960576049319579005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/07/social-network.html' title='Social  network'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-9067038178279513437</id><published>2011-07-28T00:29:00.004+02:00</published><updated>2011-08-03T01:19:47.924+02:00</updated><title type='text'>Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu</title><content type='html'>Prosegue una vacanza serena ed in cui mi sento totalmente a mio agio.&lt;br /&gt;Tempo splendido, caldo ma temperato dalle brezze, mare trasparente, fondali bassi per i nuotatori da "si tocca?", come io sono.&lt;br /&gt;Poi la scoperta dell'umanità, del dialetto, della cultura gastronomica ed enologica.&lt;br /&gt;Un caleidoscopio di attimi, di sensazioni, di curiosità che la gente non respinge ma cortesemente asseconda.&lt;br /&gt;Qualche annotazione.&lt;br /&gt;I bambini, tanti, chi belli e chi obesi proprio come saranno da adulti, mediamente meno chiassosi ed isterici di quelli di città, guardati a vista da genitori che incutono loro un quieto rispetto e dai fratelli/sorelle maggiori. Perché qui le famiglie sono numerose ma non tribù, la media è ben oltre i due.&lt;br /&gt;I ragazzi si sposano giovani ed il progetto-famiglia è ancora fra i loro obiettivi di vita.&lt;br /&gt;Sembra poco ma per una comunità dinamica che vuole tramandarsi questo è tutto.&lt;br /&gt;Non credo che le condizioni di sopravvivenza economica qui siano migliori che nelle aree post industriale: anzi, il tasso di emigrazione temporanea verso il Nord Europa è elevato.&lt;br /&gt;Ma i riti e le costumanze qui si mantengono, e qui soprattutto si torna per le ferie o per sempre quando i risparmi consentono di avviare un'attività od integrare una pensione.&lt;br /&gt;E' una connotazione di tutta la gente di Puglia, come ben sappiamo a Milano, la seconda città pugliese per abitanti dopo Bari.&lt;br /&gt;Tornando alla famiglia, non senti mamme chiamare i loro figli gioia, amore e tesoro come siamo abituati a sentire noi.&lt;br /&gt;I figli non sono generiche astrazioni, e se l'hai battezzato Nicola così lo devi e lo vuoi chiamare.&lt;br /&gt;Se hai l'uzzolo malsano di adorare i nomi Luna, Asia o paccottiglia simile che le mode marchettare suggeriscono, o anche il solo passaparola in ufficio o in fabbrica, ti prendi un cane e così lo chiami perché né la chiesa né l'anagrafe te lo acconsentirebbero. Gli effetti nefasti della televisione spazzatura incidono anche qui, ma la tradizione e la famiglia sono ancora un'inaffondabile argine all'ignoranza dilagante.&lt;br /&gt;Sembrano sciocchezze ma è civiltà tramandata e rispetto per un esserino che da adulto si sentirà affibbiare tanti nomignoli, fra cui a Milano "pirla" il più probabile e frequente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-9067038178279513437?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/9067038178279513437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=9067038178279513437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9067038178279513437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9067038178279513437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/07/salentu-lu-mare-lu-sulelu-ientu.html' title='Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-2027425647754146769</id><published>2011-07-22T23:23:00.006+02:00</published><updated>2011-08-03T01:12:32.138+02:00</updated><title type='text'>Uscire dal silenzio</title><content type='html'>In ferie, in una terra incredibilmente stupenda ed amica: il Salento.&lt;br /&gt;Ritorna anche la voglia di scribacchiare qualcosa o magari, più ambiziosamente come mi sollecita Stefano, rivisitare gli spazi e le persone del mio lungo sentiero umano.&lt;br /&gt;Verrebbe voglia anche di impegnarsi in più elevate riflessioni per cercare di verificare con se stesso cosa si è capito dell'unico target che conta veramente nella vita.&lt;br /&gt;Per ora, l'impresa è ritrovare la voglia di raccontarsi qualcosa e di trasferirlo a quei pochi pazienti lettori che mi resistono. Non a quei quattro furfanti che ravanano in vecchi post per lasciare messaggi e siti pornografici. Ravvedetevi! Non parlo alla vostra coscienza, perché non ho sufficiente autorità morale ma al vostro spirito mercantilistico: troppi pochi lettori per sprecare tempo e sterco; credetemi, nella nostra epoca chi non è attento al ritorno è solo un povero pirla o un lenone fallito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo cosa è successo di saliente in questi tre mesi.&lt;br /&gt;Berlusconi ed il Pdl cercano di sopravvivere a se stessi ed al partito dei manettari ma l'ossigeno sta finendo, come è giusto dopo 18 anni.&lt;br /&gt;Cosa succederà dopo? Una dittatura dei mandarini di stato appare sempre più probabile, fra gli osanna della stampa massonico-borghese ed i sussulti di una sinistra che non c'è più dai tempi di tangentopoli, stranita dalle facili assoluzioni in istruttoria.&lt;br /&gt;Le amministrative a Milano hanno consegnato per la prima volta alla sinistra radicale ed estrema Palazzo Marino. Non è merito di Pisapia, un borghese afflitto da sindromi romantico-rivoluzionarie, ma della rivolta popolare contro il clan Moratti e dell'antipatia naturale che permea la signora Letizia, finalmente ex sindaco, sostenuta sino al suicidio elettorale da Berlusconi, un tempo famoso per sapere interpretare gli umori popolari, ora stordito da Palazzo Grazioli e dalle notti da lupanare.&lt;br /&gt;Rimarrebbe la squallida vicenda Calciopoli e l'ignavia della Federazione calcio.&lt;br /&gt;Ma di questo vale forse la pena parlare in modo più diffuso, per capire come in Italia ci sia sempre un croupier che non solo dà le carte ma decide preventivamente chi deve vincere le partite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-2027425647754146769?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/2027425647754146769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=2027425647754146769' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2027425647754146769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2027425647754146769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/07/uscire-dal-silenzio.html' title='Uscire dal silenzio'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8242916993015381096</id><published>2011-04-15T09:12:00.006+02:00</published><updated>2011-05-09T15:27:06.738+02:00</updated><title type='text'>Quelli che in Europa vincono ogni 45 anni</title><content type='html'>Solo un curvaiolo irriducibile e gli indecenti parolai di Sky potevano illudersi, ed illudere il mondo, che l'Inter avrebbe ribaltato in Germania il 5 a 2 casalingo contro una squadretta che, peraltro, nel suo campionato veleggia nella parte destra della classifica. Nella settimana fra il 5 ed il 13 abbiamo assistito alla più mendace e fuorviante operazione di marketing calcistico, cui hanno dato un nobile avallo il proprietario dell'Inter Moratti ed il suo finto allenatore Leonardo. Chi ne mastica da una vita, sa che nel calcio vi è molta imprevedibilità - ed è il suo fascino - ma una regola è ferrea e infrangibile: se sei atleticamente esaurito non puoi battere undici giovanotti abbastanza scarsi che però corrono 90 minuti. E questa Inter è bollita da almeno un mese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8242916993015381096?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8242916993015381096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8242916993015381096' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8242916993015381096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8242916993015381096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/04/quelli-che-vincono-ogni-45-anni.html' title='Quelli che in Europa vincono ogni 45 anni'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7022340352839519100</id><published>2011-04-13T17:09:00.005+02:00</published><updated>2011-04-13T17:19:04.733+02:00</updated><title type='text'>A Milano il derby Moratti. La lista al caviale di Milly con archistar e registi.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;L’ha chiamata «lista dell’aran&amp;shy;cia», ma solo perché le ostriche probabilmente erano finite. Mil&amp;shy;ly Moratti, moglie del presidente dell’Inter, scende in campo con&amp;shy;tro la cognata Letizia e mette in&amp;shy;sieme una squadra così chic che la tribuna d’onore di San Siro, nel giorno del derby, al confronto po&amp;shy;trebbe apparire la mensa dei po&amp;shy;veri. Evidentemente, per sostene&amp;shy;re il candidato della sinistra, ex di Rifondazione comunista, Giulia&amp;shy;no Pisapia, bisogna avere una cer&amp;shy;ta consuetudine ai ricevimenti targati Prada, alle vacanze a Forte dei Marmi o a Crans Montana, al risotto con la foglia d’oro e a quelle inserzioni delle riviste patinate che spacciano un attico di 700 metri quadri in centro a Milano per una «residenza dal sapore bohémien». Bohémien, eccome no, terrazze e verande comprese. L’unico problema è che il comitato elettorale di questa lista ostriche e arancia, per il momento, non ha ancora una sede. E tutti s’interrogano: dove si stabilirà? Da Cova o al Sant Ambroeus? Uno champagne, due tartine (col caviale), patanegra e analcolico eco-drink. Si parte: nella lista Moratti, presentata ieri, si candidano 4 architetti, 3 avvocati, un editore, 4 imprenditori cultural-teatrali, un gastronomo, 2 registi, 2 veterinari, un neurochirurgo, un medico (l’ex deputato Elio Veltri), 2 giornalisti, 2 docenti universitari, un professionista dei media, un comunicatore (la differenza tra professionista dei media e comunicatore? Bah), un fotografo di moda, un’attrice, un musicista e due scienziati fisici (una è Mil-ly, guai a chi ride). Di operai, naturalmente, nemmeno uno, di saldatori e panettieri manco l’ombra. Si capisce: la lista che sostiene la sinistra si può forse mescolare con chi non ha mai sorseggiato nemmeno un cognac a Villa Imbersago? C’è un pensionato, a dir la verità, tal Mario Mosca: probabilmente è capitato lì per caso, avrà sbagliato porta, magari cercava una tabaccheria per il Gratta&amp;amp;Vinci. L’hanno subito messo in lista perché un veterano Inps fa la sua figura, fra il fotografo di lusso e il regista teatrale. O Dio, quant’è chic. Ma il pensionato, per quanto chic, resta un’eccezione. Per entrare nella lista della Milano Cova-Sant Ambroeus e sostenere la sinistra già comunista di Pisapia, in realtà, bisogna avere un conto corrente di famiglia come minimo milionario. Simile a quello di Ada Marchetti Gigli, la docente universitaria che ha studiato a fondo l’organizzazione sindacale dei tipografi e poi (alla faccia dei tipografi) si è sposata un editore, cioè il notaio Piergaetano Marchetti, presidente Rcs: grazie al reddito annuo del marito, che sfiora i 4 milioni di euro, la Marchetti Gigli può permettersi di scrivere sul calendario del popolo, di fare la pasdaran dell’operaismo e di sostenere il compagno Giuliano. Se poi proprio non si ha il portafoglio gonfio, allora, come minimo per essere ammessi nel club di Milly bisogna essere presidenti dell’Accademia di Brera, come Gabriele Mazzotta, editore di prestigiosi libri d’arte, sede in Foro Bonaparte, responsabile di una fondazione che organizza mostre come «L’estetologo Gillo Dorfles e l’avanguardia tradita» oppure «Arte ed eros nel Giappone del periodo Edo». Quando si dice essere vicini ai bisogni della gente, eh? Ma si capisce: quelli della lista Moratti, tutti Sant Ambroeus e Cova, sono di natura molto vicini alla gente. Ne parlano sempre ai bagni Piero in Versilia, ne discutono molto a St. Moritz: come aiutare i cittadini di Milano? Se lo chiede Patrizia Wachter, ex gestore del teatro Ciak, che oggi divide il suo tempo fra Gabriele Salvatores e il Festival di Locarno. Se lo chiede l’artista con studio in via Moscova Donata Almici, che (ci fa sapere) «da sempre dipinge in isolamento per rispetto della severa professione del pittore» e che «si apre alla contemplazione del mare» (da via Moscova? E come fa?). E soprattutto se lo chiede il gastronomo Carlo Fiorani, uno degli autori del Bio-food, quello che propone cibi ad «energia rinnovabile» come l’insalata di pollo piccante alla papaya e cocco e il curry di patate dolci con okra e curcuma. Visti i protagonisti, siamo ansiosi di leggere i programmi della lista arancia e champagne: non è che in via Moscova, visto che ci contemplano il mare, vogliono permettere il transito solo ai pedalò (assai eco-chic)? Non è che penseranno di risolvere il problema del traffico mettendo l’obbligo di circolazione in barca a vela sui Bastioni? E non è che nelle mense scolastiche proporranno menu a base di papaya, cocco, okra e curcuma? Per carità, siamo pronti a tutto, anche al curcuma. La presentazione dell’Armata BrancaMilione del resto è avvenuta in un teatro, e anche questo la dice lunga su come i Milly’s boys siano pronti a dare spettacolo. Fra i candidati vicini allo show, ci sono anche Claudio Trotta, noto per aver organizzato il concerto di Springsteen, il fondatore di Zelig Saturno Brioschi e soprattutto Luca Mangoni, uno che sale sul palco con il gruppo Elio e le Storie Tese e, anziché cantare, si esibisce come Zorro, SuperGiovane, Dottor Stramangone o mille altri travestimenti. Lo chiamano rock demenziale. E, a pensarci bene, è la colonna sonora perfetta per una lista così. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;da Il Giornale di oggi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7022340352839519100?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7022340352839519100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7022340352839519100' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7022340352839519100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7022340352839519100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/04/milano-il-derby-moratti-la-lista-al.html' title='A Milano il derby Moratti. La lista al caviale di Milly con archistar e registi.'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-811799577894866706</id><published>2011-04-03T13:20:00.004+02:00</published><updated>2011-04-05T01:36:29.982+02:00</updated><title type='text'>L'Aida è resuscitata?</title><content type='html'>Mai trarre considerazioni definitive parlando di calcio. Questo verrebbe da dire dopo avere assistito ad un derby ove un Milan incerottato ha travolto gli ectoplasmi di oltre Naviglio. Eppure il dubbio che si sia trattato della magia di una notte, la consapevolezza che il derby è una partita a sè soprattutto sul piano nervoso, che trovare sulla panchina avversaria un bamba come Leonardo capita solo due volte all'anno, induce a rinviare ogni considerazione a metà maggio, a campionato concluso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-811799577894866706?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/811799577894866706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=811799577894866706' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/811799577894866706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/811799577894866706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/04/laida-e-resuscitata.html' title='L&apos;Aida è resuscitata?'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-6792946092256860868</id><published>2011-03-31T08:27:00.005+02:00</published><updated>2011-04-01T03:23:19.899+02:00</updated><title type='text'>Cabaret Berlusconi</title><content type='html'>L'ineffabile Cav. spende gli ultimi spiccioli della sua presidenza del consiglio in esibizioni di pura arte teatrale. Ieri a Lampedusa ha nell'ordine promesso: liberazione dell'isola in 60 ore dai clandestini, Nobel per la pace, zona franca doganale, casinò, riverniciatura delle case, rimboschimento dell'isola. Non una parola sul domani dell'isola, che si vedrà periodicamente invasa da orde di nuovi poveri attratti dall'Italia perché ventre molle dell'Europa. Per l'oggi il problema si risolve come con lo sporco sotto il tappeto. Via da Lampedusa, trasferimento a Manduria, in Puglia ove è più facile allontanarsi e disperdersi sul territorio. Pronto il Cav. ad atterrare anche là per snocciolare un'altra favola degli specchietti colorati e prendersi applausi e coriandoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-6792946092256860868?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/6792946092256860868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=6792946092256860868' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6792946092256860868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6792946092256860868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/03/cabaret.html' title='Cabaret Berlusconi'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7385383175322430956</id><published>2011-03-29T01:40:00.005+02:00</published><updated>2011-04-01T03:21:39.106+02:00</updated><title type='text'>I cari estinti, di Giampiero Pansa</title><content type='html'>Da leggere. Per i reduci ed i simpatizzanti della prima repubblica, per gli amanti della politica e dei politici, per capire attraverso quali meccanismi la nostra democrazia è diventata da vent'anni ostaggio dei giustizialisti, consiglio vivamente di leggere questa indispensabile cronaca della politica italiana fra il 1960 ed il 1990. Edizioni Rizzoli, 2010.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7385383175322430956?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7385383175322430956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7385383175322430956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7385383175322430956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7385383175322430956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/03/i-cari-estinti-di-giampiero-pansa.html' title='I cari estinti, di Giampiero Pansa'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3487327488032671829</id><published>2011-03-20T11:24:00.000+01:00</published><updated>2011-03-21T19:49:33.112+01:00</updated><title type='text'>Palermo-Milan 1 a 0</title><content type='html'>Ed anche quest'anno, parafrasando il grandissimo Gianni Brera, l'é morta l'Aida. Grazie geometra di Monza per l'avveduta campagna di rafforzamento di gennaio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3487327488032671829?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3487327488032671829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3487327488032671829' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3487327488032671829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3487327488032671829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/03/palermo-milan-1-0.html' title='Palermo-Milan 1 a 0'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8000922467070482367</id><published>2011-03-14T10:55:00.004+01:00</published><updated>2011-03-14T15:53:11.422+01:00</updated><title type='text'>Una lettura utile per i 150 anni</title><content type='html'>Nel mare agiografico dei pubblicitari e dei politici con la cattiva coscienza, scatenati intorno al succoso osso dell'anniversario dell'unità d'Italia, mi permetto di consigliare un agevole libricino del giornalista ed ex-ambasciatore Sergio Romano:&lt;br /&gt;"Finis Italiae" , Edizioni Le Lettere.&lt;br /&gt;A Milano cercatelo in Galleria alla libreria Rizzoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8000922467070482367?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8000922467070482367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8000922467070482367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8000922467070482367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8000922467070482367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/03/una-lettura-utile-per-i-150-anni.html' title='Una lettura utile per i 150 anni'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-646871477470374503</id><published>2011-03-12T15:56:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T15:50:10.457+01:00</updated><title type='text'>Parliamo del dopo Berlusconi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Cari compagni,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel centro destra c’è chi s’illude di poter essere il successore di Silvio Berlusconi, faticando a comprendere che i voti non sono come il fatturato dell’azienda di famiglia e che gli spazi politici vanno interpretati, non ereditati. La cosa più impressionante, però, è che nella trappola sono caduti per primi quelli della sinistra, i quali, quando saranno privati di Berlusconi, non sapranno neanche più di cosa sono la sinistra. Ne è sintomo l’ultima sceneggiata, che segnala un inquietante vuoto mentale: prima raccolgono le firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi, poi si accorgono di avere avuto l’appoggio di Pippo, Pluto e Paperino, quindi provvedono a dir lo sproposito dei dieci milioni e, alla fine, non contenti della performance, consegnano il tutto a Gianni Letta. Il significato è chiaro: Silvio, sei tutti noi, salvaci da noi stessi, resisti, dura, rimani, decidi tu cosa fare, altrimenti noi non solo non sappiamo che dire, ma neanche a chi dirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari compagni della sinistra, molti di voi sono stati comunisti per l’orrore d’essere stati fascisti, altri per moda, altri ancora perché qualcosa sentivano di dover essere, pur non capendone il perché. La storia vi ha condannato ad essere gettati fra i relitti inguardabili. Le cose che diceste e scriveste paiono anche a voi vergognose, tanto è vero che, a chi ve le rammenta, non sapete dire altro che: ancora credi all’esistenza dei comunisti? In fondo vi sentite morti, e ne comprendo il dramma. Però, vedete, una democrazia ha bisogno di una sinistra che possa andare al governo, di forze alternative a quelle di maggioranza, che si candidino a far progredire il Paese, non solo a vendicarsi. Vi pare possibile che la sinistra, in Italia, s’incarni in reduci della sconfitta e in adoratori dei governi tecnocratici? Credete pensabile che si possa oscillare fra l’affabulazione vendoliana e il corteggiamento di Mario Monti, passando per un prodotto dell’economia socialistizzata dell’Emilia Romagna, che si esibisce nelle stazioni ferroviarie con cartelloni che non dicono un bel niente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuggire al dialogo sul tema della giustizia è suicida. Il centro destra ha commesso molti errori, alcuni dei quali intollerabili (e qui non abbiamo fatto sconti), ma voi li avete coperti con errori ancora più grandi. Non vi siete accorti che state balbettando, nel mentre chiedono d’arrestare un vostro parlamentare, laddove è solare che non deve essere arrestato? Ricordate che il vostro ultimo governo è caduto per mano delle procure? Siete prigionieri delle vostre paure, della vostra cattiva coscienza e della vostra inconsistenza. Luciano Violante vi ha condotto nei pasticci, ma è anche il più intelligente fra voi, sicché mena ancora le danze, fa il ragionevole, dialoga, poi chiude, il tutto con la vostra parte politica che si limita a pigliar schiaffi e far la faccia di chi li merita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensare di andare al referendum sul nucleare mettendosi dalla parte del più logoro luogocomunismo, pensando d’essere i socialisti degli anni ottanta (fu una delle loro colpe più grandi), anzi, pensando di essere Claudio Martelli, significa qualificarsi come inadatti a governare qualsiasi cosa. Ma non avete imparato? Metteste all’Enel un ecologista, Chicco Testa, che ha cambiato casacca e ora vi dà lezioni. Quanto contate di potere continuare, in questo modo. Per non dire dell’acqua: ma davvero v’apprestate allo sforzo demenziale di far credere che la si privatizzi? Vi comportate da minoranza che vuole restare tale, perché ha paura delle cose che farebbe se divenisse maggioranza. Naturalmente voterete per l’abrogazione del legittimo impedimento, perché almeno in quello vi soccorre la vostra unica bussola: Berlusconi. Ma quando avrete finito di farlo non avrete ottenuto un fico secco, se non di andare a rimorchio di un giustizialista fascistoide. Alla faccia della sinistra!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attesa che Massimo D’Alema e Walter Veltroni concludano vegliardi il congresso della Federazione Giovanile Comunista, in corso da quaranta anni, stabilendo chi dei due ce l’ha più adattabile, non credete che sia fin troppo chiaro il bisogno di cambiare classe dirigente? Non c’è un solo vincente da salvare, siete agevolati. E se continuate, come a Torino, a cancellare quel che arriva dall’esterno per candidare quel che si crede eterno, diventerete la barzelletta della più grottesca conservazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dirò, quel Matteo Renzi (non me ne voglia), se la smette di fare il Jovanotti sinistrato, non è poi male. Ne avete altri? Che il cielo ve li benedica. Metteteli in pista. Il berlusconismo è una stagione durata a lungo e non terminata, cercate di non esserne gli ultimi e patetici alfieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da www.DavideGiacalone.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-646871477470374503?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/646871477470374503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=646871477470374503' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/646871477470374503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/646871477470374503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/03/parliamo-del-dopo-berlusconi.html' title='Parliamo del dopo Berlusconi'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-412851185107587356</id><published>2011-01-28T17:30:00.005+01:00</published><updated>2011-01-31T19:19:55.554+01:00</updated><title type='text'>Gli eterni gattopardi</title><content type='html'>Mentre la politica italiana si accanisce sul cadavere di Berlusconi, chi per salvare la seggiola chi per vocazione da mozzaorecchi, mentre la giustizia (cfr. relazione della Cassazione) denuncia il tracollo del sistema con qualche apertura ad analisi meno corporative dell'abituale, gli eterni padri della spesa pubblica, il tristo Amato in prima fila, si apprestano a confezionare un ulteriore scippo ai risparmiatori secondo lo stile e la cultura della sinistra marxista. Una patrimoniale di dimensioni inaudite che avrebbe il falso obiettivo di riportarci sotto la linea del 100 nel rapporto Pil/debito pubblico, ma che in effetti acconsentirebbe di riaprire il portafoglio dello stato, rinviare a mai le riforme strutturali e la modernizzazione della macchina pubblica, creare un clima di effimera euforia dei consumi con cui accativarsi il consenso delle plebi assisistite soprattutto nel Sud.&lt;br /&gt;Questa spogliazione colpirebbe i ceti medi, poiché il grande capitale, alleato storico della sinistra, conosce sistemi e metodi per sfuggire alla tagliola.&lt;br /&gt;Effetti collaterali? Tutti compatibili con l'etica politica della sinistra: fuga dei capitali, sterilizzazione dell'iniziativa privata, ritorno dello statalismo economico.&lt;br /&gt;Sarà interessante seguire il dibattito nei prossimi mesi e vedere come gli araldi della democrazia ma anche della spesa pubblica si muoveranno per fare digerire ad un'opinione pubblica imbesuita dai festini del premier e dallo sdegno mediatico lo scippo del terzo millennio.&lt;br /&gt;Scomettiamo che Casini e Fini (Rutelli è un due di picche) riscopriranno le loro antiche radici stataliste e corporativistiche?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-412851185107587356?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/412851185107587356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=412851185107587356' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/412851185107587356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/412851185107587356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/gli-eterni-gattopardi.html' title='Gli eterni gattopardi'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3693415815334818472</id><published>2011-01-24T12:02:00.002+01:00</published><updated>2011-01-25T02:18:43.335+01:00</updated><title type='text'>Ciao, Pino Brumatti</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Pino Pino. La gente lo accoglieva così quando il Simmenthal, l’ultima vera Olimpia, andava all’assalto. Noi, piangendo, lo gridiamo ancora adesso che Pino Brumatti se ne è andato a 62 anni e non poteva essere che il cuore, il suo grande cuore, a tradirlo, perché regalava alla gente felicità, ai compagni amicizia vera, al gioco che amava tutta la sua straordinaria forza di goriziano nato per andare sempre all’attacco. Impeto e assalto, ma aveva testa, sapeva sempre dove fermarsi e colpire. Arresto e tiro. Poesia in movimento. Ci è mancato tanto quando il grande basket lo ha costretto ad uscire dalla scena, perché non aveva imparato a mettersi in maschera come piaceva a troppi dirigenti che ci hanno poi portato alla deriva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Oscar Eleni, sul blog Indiscreto&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3693415815334818472?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3693415815334818472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3693415815334818472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3693415815334818472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3693415815334818472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/ciao-pino-brumatti.html' title='Ciao, Pino Brumatti'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3980606200230116230</id><published>2011-01-21T13:40:00.003+01:00</published><updated>2011-01-21T18:13:00.710+01:00</updated><title type='text'>Il nazismo che ci sta comprando</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Intervista al professore di storia economica Giulio Sapelli, che diversamente dalla maggioranza dei colleghi è molto interessato al presente e poco al politicamente corretto. Temi liberi: la forza del Brasile, l'argentinizzazione dell'Italia, il parassitismo belga, la sottovalutazione del pericolo cinese, l'ottusità del managerialismo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al grande pubblico è noto soprattutto per quel “gnocca senza testa” carpito da Striscia la Notizia e riferito a Rula Jebreal, allora collaboratrice di Santoro. Definizione abrasiva in tempi così politically correct, ma non sorprendente per chi conosce Giulio Sapelli e ne ama lo spirito. Professore di Storia Economica, nonché scrittore, editorialista del Corriere della Sera e con una vita passata in giro per il mondo tra università e aziende come Olivetti, Eni, Telecom. Lo incontriamo nel suo studio alla Fondazione Enrico Mattei di cui è attualmente ricercatore emerito, ad alcuni anni di distanza dall’ultima lezione universitaria a cui avemmo la fortuna di assistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La crisi che ancora sta attanagliando i paesi più sviluppati pare non aver toccato i grandi paesi emergenti, i BRIC. In Italia si parla soprattutto di Cina e India meno di Russia che viene menzionata in caso di crisi d’approvvigionamento di gas o per l’amicizia tra Putin e Berlusconi. Ancor meno si parla però del Brasile, la nazione che, nonostante tutto, ci è più vicina culturalmente.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Il Brasile è sicuramente il più affidabile tra i 4, anche l’India lo è ma in misura minore. Il Brasile è il più stabile innanzitutto perché ha avuto 20 anni di buona politica, partendo dal governo di Cardoso, mio collega a Parigi ai tempi della dittatura militare. Lula ha proseguito in quel solco col vantaggio di non avere alle spalle un partito col 5% come Cardoso, ma del 25%. Un altro vantaggio è che la dittatura, pur essendo sanguinaria, ha avuto anche qualche merito, come la grande spinta data all’industria aeronautica che oggi è tra le migliori al mondo. Lula poi ha istituzionalizzato il movimento dei senza terra, creando una piccola e media borghesia contadina, capendo che così ci si salva dagli effetti nefasti del riversamento di tutte queste persone nei contesti urbani. In più è un grande paese esportatore e ha anche enormi giacimenti petroliferi. Infine sta diventando la forza stabilizzante dell’America Latina.“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Senza dimenticare che fra pochi anni avrà Mondiali di calcio ed Olimpiadi...&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Sì, e il mondo si accorgerà sempre più della grandezza di quel paese, pensiamo per esempio ai suoi architetti... Ma un altro dato fondamentale per capire se uno stato sudamericano ha futuro è vedere se la borghesia crede e investe nel proprio paese, in Brasile ciò avviene al contrario dell’Argentina dove i ricchi portano i soldi a Miami e dove hanno avuto la disgrazia del Peronismo. Basti vedere anche quel che è successo pochi anni fa coi Kirchner che han voluto tassare ancor di più gli esportatori di carne per finanziare la spesa pubblica improduttiva. Nonostante tutti i problemi amo molto l’Argentina e mi piacerebbe trascorrer lì la mia vecchiaia, è un paese di persone straordinarie, di grandi intellettuali, anche del mondo ebraico e c’è un grande vitalismo, come han dimostrato quegli operai che han voluto riaprire le fabbriche dopo il default invece di accontentarsi dell’assegno di disoccupazione. ”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E pensare che a inizio anni ’50 era un paese che aveva un reddito pro capite ai livelli della Francia, ma da quel momento in poi decenni di sostanziale non sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Colpa innanzitutto del peronismo, una vera e propria sifilide, che s’è scontrato con le classi dirigenti del mondo finanziario e contro la borghesia contadina. Oltre a questo ci son stati dei mutamenti negli scambi internazionali che l’hanno svantaggiata. Ed infine il radicalismo, un movimento di stampo socialdemocratico europeo che ha espresso anche un presidente come Alfonsine, non è riuscito a diventare egemone.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A proposito di Argentina, mi viene in mente l’opinione di Luca Ricolfi sulla situazione italiana che secondo lui sta vivendo “una lenta argentinizzazione” più che un rischio di deriva in stile Cecoslovacchia.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Il nord e il centro dell’Italia sono una grande colonna della cosiddetta “Germania europea”, cioè di una regione che parte dal cuore manifatturiero del continente e che arriva fino a coprire una parte del nostro territorio. Credo che il federalismo fiscale, soprattutto quello demaniale, farà da apripista alla secessione anche perché è probabile che il sud vada alla deriva, in virtù del non controllo del territorio e della mancanza del monopolio della forza da parte dello stato, però è altrettanto vero che se non si fa il federalismo allora il sud trascina il nord nell’abisso, come dice Ricolfi, e quindi la secessione sarebbe anche salutare. Tutto questo è però un fenomeno che va al di là della Lega Nord nel senso che le nostre identità pre-unitarie son rimaste più forti dell’identità unitaria. Tuttavia va detto che il federalismo storicamente nasce per unire, ma ciò vale nei paesi che nascono federali come Stati Uniti e Germania, non come da noi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un fenomeno che pare essersi messo in moto anche in Belgio.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Sì, anche lì fiamminghi e valloni son divisi, ma ciò che li tiene assieme, più della monarchia, è quell’idrovora di soldi chiamata Bruxelles, piena di funzionari che non servono a nulla se non a rapinare le tasche degli europei. Prima il Belgio prendeva saprofiticamente dalla colonia congolese, adesso da queste istituzioni europee, però c’è una grossa differenza: i congolesi avevano più dignità.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tornando all’argomento Bric, vale la pena parlare dell’ultima lettera, la Cina. é d’accordo con chi sostiene che la democrazia arriverà come conseguenza dell’arricchimento della popolazione o invece sarà il suo modello di capitalismo autoritario a corrompere le democrazie occidentali?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;“La Cina è una dittatura che rientra nel grande filone dei regimi comunisti che abbiamo visto nel secolo scorso. In questo momento sono in una fase di N.E.P. (nuova politica economica) di Leniniana memoria, con la “piccola” differenza che quella Unione Sovietica non era un paese di quasi 1,2 miliardi di persone. Ovviamente ci sono delle differenze, e anche in Cina esistono diverse visioni all’interno della sua nomenklatura, però un dato importante è che quella cinese è una dittatura di stampo militare mentre quella bolscevica aveva un carattere misto. L’errore catastrofico, ai tempi dell’era Clinton, è stato quello di farla entrare nel WTO creando così un’asimmetria incredibile che sta distruggendo una parte d’economia dei paesi più avanzati e soprattutto democratici. A me pare che la Cina sia una riedizione dell’Unione Sovietica con tratti di nazismo e quindi sia un pericolo per la civiltà.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quasi che l’America abbia creato inconsapevolmente un mostro...&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“A me preoccupa molto l’allontanamento degli Stati Uniti dall’Occidente; è significativo che Hillary Clinton il primo viaggio l’abbia fatto in Cina e non in Europa. Un errore strategico loro, ma anche nostro, che si rischia di pagare carissimo. Tuttavia in Cina i conflitti sociali son in aumento nonostante una repressione feroce e credo che non andranno molto lontano: hanno una grande carenza di lavoratori qualificati e le aziende ed il sistema bancario non sono così sani come vogliono far sembrare. Hanno un grande bisogno di know-how e la gran parte delle loro esportazioni è fatta da multinazionali americane ed europee che lavorano lì. Anche le loro statistiche sull’economia secondo me sono false, se fossero vere dovrebbero consumare 5 volte l’energia elettrica che consumano, quindi è un po' difficile discutere in modo scientifico della loro economia. Però sono certamente una grande potenza e rappresentano una nuova forma d’imperialismo in un’area che diventa sempre più importante come l’Asia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Secondo diversi economisti la Cina non sta facendo altro che attuare una politica mercantilista tenendo artificialmente basso il cambio dello Yuan.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Beh, ma è una cosa per niente sorprendente. È uno stratagemma usato per certi versi anche dall’Unione Sovietica che faceva un po' quel che voleva non rendendo convertibile il rublo e manovrando la ricchezza che le derivava dal petrolio incrociando l’andamento del prezzo internazionale del greggio con la rivalutazione del rublo. La vera questione di fondo è che non si vuol fare la guerra contro di loro, 100 anni fa si sarebbe fatta. La grande occasione persa è stata la guerra dell’oppio e lì la Cina sarebbe poi dovuta esser divisa, ma purtroppo le grandi potenze non vollero.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quindi non crede ad una Cina non aggressiva...&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“No, assolutamente. Io vado spesso in Australia e lì i laburisti, che in fondo sono più anti-cinesi dei conservatori, sono convinti che la Cina vorrà prima o poi invadere l’Australia. Come fecero i giapponesi, d’altronde. I miei critici rispondono che contro Taiwan non hanno fatto nulla, ma solo perché non son ancora pronti... è un dato di fatto poi che si stia sempre più sviluppando un pensiero nazionalista. Credo che il futuro sarà molto interessante.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Intanto in Africa, la strategia d’insediamento cinese pare avere soppiantato quella americana che legava gli scambi economici a questioni legate a diritti umani e democrazia in quei paesi. Magari non credendoci fino in fondo e forse anche con un po' d’ipocrisia, ma perlomeno dava l’impressione di provarci.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Beh, se pensiamo che i cinesi esportano addirittura il lavoro forzato dai famosi Laogai... il quadro che ne esce è quella di una potenza coloniale di tipo nuovo che ha all’interno un eccesso di forza lavoro che lo stato sfrutta esportando schiavi per costruire infrastrutture in Africa, per questo parlo di un’economia nazionalsocialista. La Cina non sta che realizzando quello che Hitler voleva fare con gli slavi. La cosa sconvolgente è che di fronte a tutto ciò le classi dirigenti dell’occidente capitalistico e democratico rimangano affascinati.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A proposito di nazionalsocialismo mi rimase impresso in un suo articolo il conio della definizione di “managerialismo” in cui tracciava una sorta di parallelo con la forma mentis nazista.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“È l’ideologia delle varie Mckinsey, Bain ecc. che propugnano un pensiero piatto senza prospettiva storica, senza complessità, anti- e a-umanistico. La loro visione è la slide di powerpoint al quadrato e le persone trattate come commodities. C’è quindi un abbassamento del livello culturale generale, di cui il managerialismo è parte, che sta infettando la direzione delle grandi imprese e non solo.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Ferrari, in esclusiva per Indiscreto &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3980606200230116230?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3980606200230116230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3980606200230116230' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3980606200230116230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3980606200230116230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/il-nazismo-che-ci-sta-comprando.html' title='Il nazismo che ci sta comprando'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1950886089436841510</id><published>2011-01-20T15:45:00.004+01:00</published><updated>2011-01-20T18:20:15.304+01:00</updated><title type='text'>Lo sputtanamento contro il puttanaio, ovvero The End</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Il paese del bunga bunga e dei piemme piemme.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il reato di bunga bunga non esiste. Esiste, invece, l’inviolabilità delle conversazioni private. Esiste nella Costituzione, quella carta fondamentale tanto invocata da chi poi la viola ogni giorno a caratteri di scatola. Il quadro sulla vita privata del premier è da sultanato (copyright Giuliano Ferrara). Non è vita privata, se poi paghiamo lo stipendio a Nicole Minetti. È basso impero, basso alquanto. Anche senza tener conto delle parole di Veronica Berlusconi. Le decennali inchieste sul conto del premier sono da repubblica delle banane. C’è un potere militante e irresponsabile (non risponde a nessuno) che si diverte a sovvertire l’espressione della sovranità popolare, da Berlusconi a Prodi, dalle giunte di destra a quelle di sinistra. Questa tendenza antidemocratica di parte della magistratura italiana è ben più grave di qualsiasi bunga bunga e di qualsiasi reato, ma ovviamente non li giustifica di una virgola. Berlusconi s’è fatto male da solo. La Procura di Milano non c’entra. Sarebbe stato sufficiente non assoldare escort di ogni tipo, per evitare lo sputtanamento a mezzo stampa. Questa è la partita finale tra lo sputtanamento e il puttanaio. L’Italia è questa? Sono convinto che sia piena di né né, né sputtanatori né puttanieri. Ci fosse un’opposizione credibile (Renzi, Veltroni, datevi una mossa) si farebbe un boccone del berlusconismo così mal ridotto. Ma un’opposizione seria non c’è. Il Pd non ha nemmeno il coraggio di chiedere le elezioni. Vuole abbattere Berlusconi al solito modo, con i giudici e con lo sputtanamento totale, non alle urne. Berlusconi dovrebbe staccarsi la spina, lasciare a Tremonti e fare, una volta tanto, lo statista. Dubito che lo farà. Ma è finita. Speriamo che il finale non sia quello immaginato nel film Il Caimano. Speriamo che a sinistra qualcuno provi a rifondare, prima che il vuoto venga colmato da quelli che un tempo si chiamavano poteri forti. Ma lì finiremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal blog Camillo &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1950886089436841510?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1950886089436841510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1950886089436841510' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1950886089436841510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1950886089436841510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/lo-sputtanamento-contro-il-puttanaio.html' title='Lo sputtanamento contro il puttanaio, ovvero The End'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5129683903215784489</id><published>2011-01-09T14:53:00.002+01:00</published><updated>2011-01-09T17:28:50.909+01:00</updated><title type='text'>Buon anno 2011</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Vi auguro sogni a non finire&lt;br /&gt;la voglia furiosa di realizzarne qualcuno&lt;br /&gt;vi auguro di amare ciò che si deve amare&lt;br /&gt;e di dimenticare ciò che si deve dimenticare&lt;br /&gt;vi auguro passioni&lt;br /&gt;vi auguro silenzi&lt;br /&gt;vi auguro il canto degli uccelli al risveglio&lt;br /&gt;e risate di bambini&lt;br /&gt;vi auguro di resistere all'affondamento, all'indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.&lt;br /&gt;Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Frasi di Jacques Brel&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5129683903215784489?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5129683903215784489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5129683903215784489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5129683903215784489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5129683903215784489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/buon-anno-2011.html' title='Buon anno 2011'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4274790899615925220</id><published>2011-01-09T12:39:00.011+01:00</published><updated>2011-01-10T09:13:12.472+01:00</updated><title type='text'>L'Italia del boom</title><content type='html'>Sono sempre stato convinto che nella mia storia personale, ma credo anche di tutta la mia generazione, l'età dell'oro del nostro Paese sia stato il periodo 1948-1963, quello caratterizzato politicamente dall'alleanza centrista(DC-PRI-PSDI-PLI)&lt;br /&gt;Il buon governo e l'alto profilo dei governanti determinarono le condizioni per quel boom economico dei primi anni Sessanta che diede all'Italia benessere diffuso e una definitiva trasformazione dell'economi da prevalentemente agricola ad industriale, con conseguenti fenomeni di concentrazione urbana al nord e di imponenti fenomeni di migrazione dal sud al nord.&lt;br /&gt;Forse la nostra storia post-unitaria non ha mai vissuto un periodo così tumultuoso e positivo, euforico, con grandi strati della popolazione che migliorarono significativamente il loro stile di vita. Cominciò l'era dei consumi, seppure allora solo essenziali.&lt;br /&gt;La guerra era ormai alle spalle, dimenticata. Eravamo proiettati verso il domani, che allora si chiamava Stati Uniti d'Europa.&lt;br /&gt;In questo mare di ricordi che mi riprometto di sistemizzare, ho voluto fare una ricerca ed un elenco dei benemeriti politici che guidarono l'Italia dalle macerie nelle strade alla 600 per tutti.&lt;br /&gt;Ed anche un riconoscimento doveroso, seppure per me tardivo, del ruolo di guida fondamentale della prima Democrazia Cristiana, della sua avvedutezza politica nell'inventarsi la politica centrista, nella sua fedeltà alla politica liberista con cui Giuseppe Pella, allievo di Luigi Einaudi, improntò la sua azione per quasi un decennio al Ministero del Tesoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i Presidenti del Consiglio, l'omaggio ed il record di durata va al padre della repubblica Alcide De Gasperi, che guidò per sette anni il governo, attraverso due legislature (1948-1953 e 1953-1958) e che seppe calibrare la durata dei suoi governi secondo la sapiente cultura democristiana, che per sfamare la bestia politicante ogni 18 mesi faceva fare un giro di sottosegretariato alla truppa (questo il Berlusconi che vuole battere i record di durata non lo ha mai capito, perché non ha cultura politica ma padronale).&lt;br /&gt;Per non tediare: ecco l'elenco degli anni del centrismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidenti del Consiglio: De Gasperi (7 volte), Zoli, Segni (3), Scelba, Fanfani (4), Pella, Tambroni (governò con un monocolore dal 25/03 al 26/07 del 1960 e si dimise dopo violentissimi scontri di piazza organizzati dal PCI in tutta Italia, a causa delle aperture politiche del suo governo al Msi di Almirante, che lo sosteneva in parlamento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministri del Tesoro: Giuseppe Pella, Silvio Gava, Medici, Tambroni, Taviani (stabilmente verso la fine degli anni Cinquanta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministri delle Finanze: Vanoni, sino alla morte nel dicembre 1956 e poi Andreotti, dopo una lunghissima esperienza di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con De Gasperi e con i suoi successori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4274790899615925220?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4274790899615925220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4274790899615925220' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4274790899615925220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4274790899615925220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/litalia-del-boom.html' title='L&apos;Italia del boom'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-6225090348290829775</id><published>2011-01-09T00:02:00.008+01:00</published><updated>2011-01-10T02:06:42.911+01:00</updated><title type='text'>Il poeta del sud dell'esistenza</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Nichi, ma che stai a di'?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"Morte, bellezza, dolore. Le tre parole sono sorelle, stanno in qualche maniera dentro una danza vitale: a me riocordano il Dio che danza la vita, e danzare la vita non è un modo per fuggire dalla inquietudine del pensiero della bellezza, dalla drammaticità (che ci rende fratelli e sorelle) dell'esperienza del dolore e dall'incombenza della morte".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nichi Vendola: "I dilemmi della speranza: un dialogo", Meridiana Editore, pagina 27&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da: &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/cerazade"&gt;www.ilfoglio.it/cerazade&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-6225090348290829775?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/6225090348290829775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=6225090348290829775' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6225090348290829775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6225090348290829775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/il-poeta-del-sud-dellesistenza.html' title='Il poeta del sud dell&apos;esistenza'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3663909060447293081</id><published>2011-01-08T18:49:00.002+01:00</published><updated>2011-01-10T02:04:38.926+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KxdbrFisCa0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/KxdbrFisCa0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3663909060447293081?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3663909060447293081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3663909060447293081' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3663909060447293081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3663909060447293081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/blog-post.html' title=''/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-975410390785563043</id><published>2011-01-05T15:45:00.004+01:00</published><updated>2011-01-08T02:31:21.432+01:00</updated><title type='text'>Batte la mezzanotte del 31 e ritorna Dan</title><content type='html'>Per un vecchio disilluso dagli sport marchettari del terzo millennio, la notizia che il proprietario dell'Olimpia Basket Armani ha silurato disastro Bucchi è già un bel godere. Ma nulla al confronto dell'entusiasmo per la scelta del sostituto: Dan Peterson, anni 75, pluridecorato vincitore di scudetti, coppe dei campioni etc. sino a 25 anni fa, quando smise la panchina perché non reggeva lo stress agonistico.&lt;br /&gt;È una trovata pubblicitaria? È circonvenzione di incapace? È una lucida follia che può generare miracoli? Certamente è la rivincita dell'anagrafe e questo mi basta ed avanza. È un tuffo nel mare delle sensazioni forti con il sapore dei trionfi europei. È la speranza che il tempo riprenda a battere sui ritmi che imponeva questo grande piccolo uomo alla sua squadra: ardore, forza fisica, carattere di fuoco ed impegno sino all'ultima stilla di sudore. E poi la magica 1-3-1 con Mordente nelle vesti di Premier ed un uomo vero (da trovare sul mercato) che si metta i baffi di Mike. Forza immarcescibile Dan. Comunque vada io torno sugli spalti a gridare!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-975410390785563043?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/975410390785563043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=975410390785563043' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/975410390785563043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/975410390785563043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2011/01/batte-la-mezzanotte-del-31-e-riotrna.html' title='Batte la mezzanotte del 31 e ritorna Dan'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4753644082850577148</id><published>2010-12-23T00:27:00.002+01:00</published><updated>2010-12-23T00:31:05.896+01:00</updated><title type='text'>Bilancio di un'epoca (fine)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Arriva il 25 ottobre.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1969:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Non succede nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;br /&gt;È il giorno del cambio dell'ora legale: le persone soffrono d'insonnia e di depressione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;La fine delle vacanze.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1969:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Dopo aver passato 15 giorni di vacanza con la famiglia, nella roulotte trainata da una Fiat 125, le vacanze terminano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il giorno dopo si ritorna al lavoro freschi e riposati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Dopo 2 settimane alle Seychelles, ottenute grazie ai Last Minute, rientri stanco ed esasperato a causa di 8 ore di attesa all'aeroporto, seguite da 12 ore di volo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;I bagagli devi andarteli a riprendere la settimana dopo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Al lavoro ti ci vogliono 4 giorni per riprenderti dal fuso orario. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come si dice: viviamo in un'epoca davvero formidabile! &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4753644082850577148?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4753644082850577148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4753644082850577148' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4753644082850577148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4753644082850577148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/12/arriva-il-25-ottobre.html' title='Bilancio di un&apos;epoca (fine)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3193084481310837749</id><published>2010-12-22T19:09:00.003+01:00</published><updated>2010-12-22T19:18:57.176+01:00</updated><title type='text'>Bilancio di un'epoca (2)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Disciplina scolastica&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1969:&lt;br /&gt;Fai il bullo in classe. Il professore ti molla una sberla. Quando arrivi a casa, tuo padre te ne molla un’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;br /&gt;Fai il bullo in classe. Il professore ti domanda scusa. Tuo padre ti compra una moto e va a spaccare la faccia al prof. che ha fatto la spia. Forse dovrai andare dallo psicologo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Michele vuole andare nel bosco all'uscita da scuola. Mostra il suo coltellino a Giovanni, col quale pensano di fabbricarsi una fionda.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;1969:&lt;br /&gt;Il preside vede il suo coltello e gli domanda dove l'ha comprato, per andarsene a comprare uno uguale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;br /&gt;Il preside chiama la polizia che porta Michele in commissariato e la scuola chiude.&lt;br /&gt;Il TG1 presenta il caso durante il telegiornale in diretta dalla porta della scuola.&lt;br /&gt;Studio Aperto fa un servizio sui Centri Sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Franco e Marco litigano. Si danno qualche pugno dopo la scuola.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1969:&lt;br /&gt;Gli altri seguono lo scontro. Franco vince. I due si stringono la mano e anni dopo, ne riparleranno ridendo con mogli e figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;br /&gt;La scuola chiude.&lt;br /&gt;Il TG1 denuncia la violenza scolastica.&lt;br /&gt;Il Corriere della Sera mette la notizia in prima pagina su 5 colonne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enrico rompe il parabrezza di un auto nel quartiere. Suo padre si sfila la cintura e gli fa capire come va la vita. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;1969:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Enrico farà più attenzione la prossima volta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Diventa grande normalmente, finisce gli studi, va all'università e diventa una bravo professionista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La polizia arresta il padre di Enrico per maltrattamenti sui minori. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Enrico si unisce ad una banda di delinquenti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Lo psicologo arriva a convincere sua sorella che il padre abusava di lei e lo fa mettere in prigione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Giovanni cade nell'intervallo durante una corsa con i compagni. Si ferisce il ginocchio e piange. La maestra lo raggiunge, lo prende in braccio per confortarlo.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1969:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;In due minuti Giovanni sta meglio e continua la corsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La maestra è accusata di perversione su minori e si ritrova disoccupata, si becca 3 anni di prigione con la condizionale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Giovanni va in terapia per 5 anni. I suoi genitori chiedono i danni e gli interessi alla scuola ed al Ministero per negligenza nella sorveglianza, e alla maestra per trauma emotivo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Vincono tutti i processi. La maestra disoccupata e interdetta, si suicida gettandosi da un palazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Più tardi Giovanni morirà per overdose in una casa occupata. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3193084481310837749?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3193084481310837749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3193084481310837749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3193084481310837749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3193084481310837749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/12/bilancio-di-unepoca-2.html' title='Bilancio di un&apos;epoca (2)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1397616660112837973</id><published>2010-12-21T17:59:00.003+01:00</published><updated>2010-12-21T18:03:51.131+01:00</updated><title type='text'>Bilancio di un'epoca (1)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Latte, burro e uova&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;1969:&lt;br /&gt;Vai a prendere il latte dal lattaio, che ti saluta, con in mano il bidone in alluminio; prendi il burro fatto con latte di mucca, tagliato a panetti. Poi chiedi una dozzina di uova che sono messe in un vaso di vetro. Paghi con il sorriso della lattaia ed esci sotto il sole splendente. Il tutto ha richiesto 10 minuti di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;br /&gt;Prendi un carrello del cavolo, che ha una ruota bloccata e lo fa andare in tutti i sensi salvo in quello che tu vorresti, passi per la porta che dovrebbe girare, ma che è bloccata perché un cretino l'ha spinta; cerchi il settore latticini, dove normalmente ti ghiacci e cerchi di scegliere fra 12 marche di burro, che dovrebbe essere fatto a base di latte comunitario. E controlli la data di scadenza...&lt;br /&gt;Per il latte: devi scegliere fra vitaminico, intero, scremato, nutriente, per bambini, per malati, ad alta digeribilità o magari in promozione.&lt;br /&gt;Per le uova: cerchi la data di deposizione, se sono deposti a terra o in gabbia, il nome della ditta e soprattutto verifichi che nessun uovo sia incrinato o rotto.&lt;br /&gt;Fai la coda alla cassa, ma la cicciona davanti a te ha preso un articolo in promozione che non ha il codice...&lt;br /&gt;Allora aspetti e aspetti... Poi sempre con questo carrello del cavolo, esci per prendere la tua auto sotto la pioggia, ma non la trovi perché hai dimenticato il numero della corsia...&lt;br /&gt;Dopo aver caricato l'auto, bisogna riportare l'arnese rotto e solo in quel momento ti accorgi che è impossibile recuperare la moneta... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Torni alla tua auto sotto la pioggia che è raddoppiata nel frattempo...&lt;br /&gt;È più di un'ora che sei uscito. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fare un viaggio in aereo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1969:&lt;br /&gt;Viaggi con Alitalia, ti danno da mangiare e ti invitano a bere quello che vuoi, il tutto servito da bellissime hostess: il tuo sedile è talmente largo che ci si può stare in due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010:&lt;br /&gt;Entri in aereo continuando ad impigliarti con la tua cintura, che ti hanno fatto togliere in dogana per passare il controllo. Ti siedi sul tuo sedile e se respiri un po' forte, dai una botta con il gomito allo schienale del vicino. Se hai sete lo steward ti porta la lista e i prezzi sono stratosferici. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1397616660112837973?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1397616660112837973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1397616660112837973' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1397616660112837973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1397616660112837973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/12/bilancio-di-unepoca-1.html' title='Bilancio di un&apos;epoca (1)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5545754743410759317</id><published>2010-12-18T12:32:00.003+01:00</published><updated>2010-12-21T17:35:19.697+01:00</updated><title type='text'>Un Natale a luci spente</title><content type='html'>La crisi di vocazioni sacerdotali ha ridotto gli organici ai minimi storici in Italia. Per fronteggiare la situazione si è provveduto ad un accorpamento di parrocchie, con una soluzione vagamente federale, ritenendo forse non maturi i tempi per affidarsi a preti extra-comunitari.&lt;br /&gt;Tant'è ma il risultato è sconfortante. Nella mia chiesa, ridotta di rango,le messe hanno subito un drastico taglio tremontiano, la vita comunitaria ne ha sofferto e la casa parrocchiale, senza inquilino è chiusa.&lt;br /&gt;È un segno dei tempi che si preannunciano veramente tempestosi se i messaggeri evangelici dovessero assotigliarsi ulteriormente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5545754743410759317?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5545754743410759317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5545754743410759317' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5545754743410759317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5545754743410759317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/12/un-natale-luci-spente.html' title='Un Natale a luci spente'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5802524154765553435</id><published>2010-12-01T23:37:00.005+01:00</published><updated>2010-12-02T19:21:35.623+01:00</updated><title type='text'>Un sogno chiamato Barça</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Tecnica, radici e calcio totale: l'utopia realizzata&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La partita perfetta del Barça al Camp Nou è l'utopia realizzata, il calcio totale del terzo millennio capace di concretizzare l'antico sogno del club: fondere l'anima e la tecnica catalana con il pensiero calcistico olandese che dagli Anni '70 (con Rinus Michels e Joahn Cruyff) ha permeato la storia blaugrana. Alla disintegrazione del Real Madrid hanno partecipato - davanti al mondo intero, fra cui 1 milione e 320 mila persone sintonizzate con Sky - ben 8 &lt;em&gt;canterani&lt;/em&gt; (diventati 10 con l'ingresso di Bojan e Jeffren), gente del famoso vivaio de La Masia, esemplari di calciatori tutti con caratteristiche ben precise e riprodotte in serie: tecnica di base sopraffina, creatività e «catalanità». Un imprinting fortissimo che, oltre a un generale risparmio (la rosa del Barça è costata 157 milioni, quella del Real 477), determina una memoria genetica di gioco e un senso di appartenenza unici. «Ai miei grandi catalani parlavo dell'orgoglio di giocare per il loro popolo, agli stranieri parlavo di soldi...», raccontò il furbo Helenio Herrera ricordando il proprio periodo al Camp Nou dal 1958 al 1960. Retorica, forse, ma la grinta con cui il Barça, guidato dall'icona e capitano Puyol, pressa e sa difendere (particolare sempre decisivo per costruire le grandi squadre) e la ferocia con cui ha infierito sul Real con il quinto gol al 91', oltre che alla storica rivalità e alle provocazioni di Mourinho, ha probabilmente a che fare anche con questo. A La Masia, non a caso nata su suggerimento di Cruyff nel '79 all'allora presidente Nuñez sull'esempio dell'Ajax, l'hardware domestico si integra con il software olandese, che prevede un modulo base (4-3-3) e la versatilità dei giocatori, chiamati a svolgere diverse funzioni, cambiare posizione, insomma «fare tutto» nel miglior modo possibile. Esemplari sono gli scambi di posizione fra Pedro e Messi e il movimento - mai a vuoto e senza sprechi di energie - di Xavi e Iniesta, protetti nel loro lavoro creativo da Busquets, fondamentale uomo-sponda che offre sempre una linea di passaggio per il tiki-taka veloce come un flipper. Tra le mille sfumature di questa filosofia, la più interessante è l'assenza di un attaccante sfondatore. Da La Masia, mediamente, escono grandissimi centrocampisti, difensori solidi, bravi portieri, ma non bomber tradizionali. Non a caso, nella storia recente del club, i grandi realizzatori sono stati importati: Lineker, Stoichkov, Romario, Ronaldo, Eto'o, Ibrahimovic. E non a caso Guardiola si è liberato senza problemi degli ultimi due, estremizzando il principio supremo del football all'olandese. «Il calcio totale è ricostruire ogni volta l'architettura spaziale del campo, creare spazio ed entrarci», diceva Barry Hulshoff, difensore del grande Ajax degli Anni '70. È quello che fa il Barça, ridisegnando il campo in tante ristrette zone per «torelli» con l'avversario e creando azioni-gol lavorate ai limiti del manierismo. Tutto ciò, per essere inaffrontabile come con il Real, presuppone uno stato di grazia collettivo. Se non c'è - poiché l'ortodossia non prevede un piano B - arrivano cortocircuiti come quello dell'anno scorso in Champions nei 180' con l'Inter, la cui impresa, dopo lo show di lunedì, appare ancora più leggendaria. Forse qualcuno (magari lo stesso Real a primavera) riuscirà a imitarla, ma gli 8 titoli vinti dal Barça di Guardiola in due stagioni confermano che il calcio totale del Duemila non è solo bellezza ma tanta, tremenda sostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Alessandro Pasini, dal Corriere dell Sera di oggi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5802524154765553435?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5802524154765553435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5802524154765553435' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5802524154765553435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5802524154765553435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/12/un-sogno-chiamato-barca.html' title='Un sogno chiamato Barça'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-752018583125125696</id><published>2010-11-09T23:38:00.001+01:00</published><updated>2010-11-10T13:53:27.017+01:00</updated><title type='text'>Fine della fajolada rossonera?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Con Allegri nella «guerra» agli intoccabili.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Che Alexandre Pato, firmando il terzo gol milanista a Bari dopo un'ora di sana panchina, abbia festeggiato portando la mano all'orecchio sinistro, è un fatto secondario. Come pure il destinatario (o i destinatari) della sua polemica esultanza: che ce l'avesse col suo allenatore, colpevole di averlo schiaffato tra le riserve, oppure con chi per due volte (Juve e Real) lo aveva fischiato a San Siro, non cambia la sostanza delle cose. Quello che invece conta è il tempismo con cui Massimiliano Allegri ha colto al volo le indicazioni della notte di Milan-Real Madrid. Se i rossoneri non sono affondati contro i mourinhani dopo gli scivoloni di Madrid e con la Juve, il merito è interamente ascrivibile allo zoccolo duro della vecchia guardia, non certo all'aria fritta sparsa a piene mani da Pato e dal suo sodale Ronaldinho. A noi i brasiliani sono naturalmente simpatici perché esprimono allegria e gioia di vivere. Però quando si fa sul serio, i bongo, il samba, la fajolada e tutte le amenità del floklore brasileiro non ci interessano più. Al Milan si gioca a pallone, si corre e, se è il caso, si sputa sangue. Chi, come Ronaldinho e Pato, dimostra di essere duro di comprendonio, non ha più diritto a cambiali in bianco: il suo posto è la panchina. Finalmente, dopo anni di lassismo all'insegna di una malintesa brasilianità, qualcuno l'ha capito. Quel qualcuno è Massimiliano Allegri e noi siamo con lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Alberto Costa, sul Corriere della Sera di oggi &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-752018583125125696?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/752018583125125696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=752018583125125696' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/752018583125125696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/752018583125125696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/11/fine-della-fajolada-rossonera.html' title='Fine della fajolada rossonera?'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7203791457471085207</id><published>2010-09-26T17:14:00.003+02:00</published><updated>2010-09-26T18:42:56.711+02:00</updated><title type='text'>Lezioni di onestà dai ladri</title><content type='html'>Coira-Flims.&lt;br /&gt;Prima colazione in un albergo svizzero con una compagnia di gitanti italiani.&lt;br /&gt;Sul tavolo un foglietto.&lt;br /&gt;"Ti auguriamo buona colazione, ma non riempirti di cibo il calzone".&lt;br /&gt;Solo un demente può impossessarsi di fette biscottate alla segale o marmellatine che una locanda pugliese si vergognerebbe di mettere in tavola.&lt;br /&gt;Ma il razzismo è un sentimento forte, specie in un paese che è sopravissuto grazie agli evasori fiscali italiani.&lt;br /&gt;Per meglio inquadrare la situazione, la sera prima a cena un caffè orribile come solo questi scimmioni sanno fare: franchi svizzeri 4,50 alla tazza!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7203791457471085207?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7203791457471085207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7203791457471085207' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7203791457471085207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7203791457471085207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/09/lezioni-di-onesta-dai-ladri.html' title='Lezioni di onestà dai ladri'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1241300540752249168</id><published>2010-09-26T17:10:00.007+02:00</published><updated>2010-09-26T18:44:36.500+02:00</updated><title type='text'>Lettera al Foglio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Pier Luigi Bersani dopo la direzione del PD: "La bussola c'è". Mancano ancora solo il vascello, l'equipaggio, il nocchiero, le carte di navigazione e il porto di approdo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;di Michele Magno&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1241300540752249168?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1241300540752249168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1241300540752249168' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1241300540752249168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1241300540752249168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/09/lettera-al-foglio.html' title='Lettera al Foglio'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3704902646267174536</id><published>2010-08-19T18:28:00.007+02:00</published><updated>2010-08-20T00:18:28.636+02:00</updated><title type='text'>Nun ve reggae più</title><content type='html'>Agosto politico come una &lt;em&gt;pochade&lt;/em&gt; teatrale.&lt;br /&gt;Fini l'austero esce dal Pdl con trentatre argonauti, ma giochicchia con il patrimonio di An e con la famiglia della convivente.&lt;br /&gt;Feltri il vendicatore orobico, ormai pervaso da una egocentrica missione distruttrice, finirà per fottere anche il suo editore.&lt;br /&gt;Berlusconi si risveglia senza maggioranza e perde la trebisonda, perché è il momento di fare funzionare la testa e non la pancia. Ma è un ex da un pezzo!&lt;br /&gt;L'opposizione frastornata, perché la storia l'ha posta davanti al bivio agognato: la fine dell'avventura berlusconiana.&lt;br /&gt;Ma quello che tutti avevano capito, ad eccezione dei &lt;em&gt;repubblicones&lt;/em&gt;, è sotto i nostri occhi: politicamente non esiste un progetto alternativo, non esiste un candidato, e trovano spazio persino il presidente che ha fatto fallire la regione Puglia o il pallido ciuffettino della Ferrari, ormai scaricato dal clan Agnelli.&lt;br /&gt;Trova così rilievo il progetto del governo tecnico, cioè di quel generone romano che ha contaminato la politica italiana degli ultimi trent'anni e che ha dato illuminante prova di sè con i governi Ciampi e Dini.&lt;br /&gt;La proposta folgorante ed apprezzata dal geometra Bersani è Casini, un portaborse della prima repubblica che non ha saputo imparare la scienza politica della Dc (a sua scusante, era nella corrente di Forlani).&lt;br /&gt;Bossi dice e disdice, ma il pieno l'ha già fatto al nord e questo gli basta.&lt;br /&gt;Tremonti tace. La prudenza senza coraggio si chiama ignavia.&lt;br /&gt;Pochi minuti fa ho scoperto un programma che riproduce vecchi spezzoni cinematografici. Mi sono divertito con la tigre di Arezzo, Amintore Fanfani, e con la graffiante ironia del grande presidente della Repubblica che ci ha lasciato in queste ore. Ma soprattutto con il video di quel grande chansonnier che fu Rino Gaetano, e che suggerisco a tutti di andare a vedere e risentire.&lt;br /&gt;Anni '80: non vi reggo più. Come ora, 2010.&lt;br /&gt;Penisola immodificabile, ladrona, spensierata, dove una minoranza di malfattori sopravvive a tutti i regimi perché è essa stessa il vero eterno regime che comanda da un secolo in Italia.&lt;br /&gt;Alla soglia degli addii vi lascio il messaggio crudo ed inoppugnabile di Rino.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nun ve reggae più!&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3704902646267174536?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3704902646267174536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3704902646267174536' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3704902646267174536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3704902646267174536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/08/nun-ve-reggae-piu.html' title='Nun ve reggae più'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5615653225914555832</id><published>2010-07-23T16:45:00.004+02:00</published><updated>2010-08-08T17:48:31.099+02:00</updated><title type='text'>Farisei</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il termine indica "i separati" o anche "i separatori", cioè coloro che distinguono i precetti della Legge biblica secondo la loro maggiore o minore importanza. Si tratta di una corrente del giudaismo di taglio spirituale, aperta alle esigenze del popolo,costituita da laici, spesso in contrasto con la corrente sacerdotale detta dei "Sadducei". I Vangeli polemizzano con loro più per l'ipocrisia e l'incoerenza del loro comportamento che non per i contenuti della loro dottrina che era abbastanza vicina ad alcuini insegnamenti di Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianfranco Ravasi, 500 curiosità della fede&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5615653225914555832?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5615653225914555832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5615653225914555832' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5615653225914555832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5615653225914555832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/farisei.html' title='Farisei'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-185719428200218989</id><published>2010-07-23T16:37:00.004+02:00</published><updated>2010-08-08T17:50:10.071+02:00</updated><title type='text'>Eden</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il vocabolo di per sè rimanda alla"delizia", al "piacere" anche se nelle lingue della Mesopotamia designava invece "la steppa" e il "deserto". La Bibbia, infatti, identifica la regione di Eden non col "giardino" ma piuttosto col suo contenitore geografico: "Il Signore piantò un giardino in Eden"(Genesi 2,8). È in questa luce che diventa un contenitore "paradisiaco".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianfranco Ravasi, 500 curiosità della fede&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-185719428200218989?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/185719428200218989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=185719428200218989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/185719428200218989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/185719428200218989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/eden.html' title='Eden'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5590973103898515375</id><published>2010-07-21T10:51:00.002+02:00</published><updated>2010-08-08T17:46:15.005+02:00</updated><title type='text'>A quando l'outing di un magistrato?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;I più attenti forse ricordano che qualche giorno fa c’è stato lo sciopero dei giornalisti italiani, l’ennesimo. Non entriamo nel merito, non abbiamo un'opinione, però siamo curiosi di sapere se contro la legge bavaglio abbia scioperato quel signore vicino all’età della pensione, sindacalista viscerale, che al Mondiale appena entrato Lippi in sala stampa dopo la disfatta contro la Slovacchia ha esordito così: “A nome di tutti vorrei ringraziare per i momenti vissuti insieme”. Sicuramente il momento più basso del giornalismo sportivo mondiale.&lt;br /&gt;Probabilmente ha scioperato perfino il suo collega, altro eroe, altro cronista guerriero sempre in prima fila per difendere la libertà di stampa, quello che ha dato l’ultima mazzata all’ex ct: “Marcello, complimenti per il tuo coraggio nel prenderti le responsabilità”. No, non eravamo su Scherzi a parte. E' la stampa italiana, bellezza. E notate che Lippi era al suo ultimo giorno come allenatore, per cui almeno in quella situazione una domanda scomoda la si poteva fare. No, i nostri eroi hanno lasciato che il fallimentare c.t. prendesse in giro un giornalista ugandese reo di avergli fatto una domanda su Totti.&lt;br /&gt;Una pattuglia dell'esercito dei giornalisti scomodo si esibirà oggi a Milanello, con una strategia non dissimile dai colleghi di Appiano e Trigoria. Felici di esswere smentiti dai fatti, dubitiamo che in conferenza stampa sentirete le seguenti domande:&lt;br /&gt;a) Perché mai non cedete almeno 20 per cento del Milan investendo i soldi incassati in acquisti?&lt;br /&gt;b) Come mai non siete riusciti a piazzare nemmeno uno degli undici giocatori in scadenza fra un anno? L’Inter si è liberata di quasi tutti i pesi morti, perfino di Quaresma (non ancora di Burdisso e Mancini)...&lt;br /&gt;c) Come si spiega l’acquisto di Daminuta, uno che in Romania ha giocato 42 minuti in 19 gare, uno che è stato mandato nella seconda squadra in un momento dove la Dinamo non aveva nemmeno un difensore centrale di ruolo? Che ci fa Daminuta al Milan? Sapete che il ragazzo non sa se fare il centrocampista oppure il difensore? Il suo ex allenatore glielo aveva chiesto, lui ha risposto "Mister, non saprei che dire"...&lt;br /&gt;d) Sapete di aver vinto un solo scudetto negli ultimi undici anni?&lt;br /&gt;e) Signor Presidente, ci può confermare che lei stenta a investire per non dare la possibilità all’opposizione di partire con il bolso discorso “Lui pensa al Milan mentre il paese è in crisi”? E come mai si cura di quello che dice l’opposizione, proprio su un argomento di così poco conto? Uno qualsiasi dei vari scandali vale di più dell'ingaggio (teorico) di Dzeko...&lt;br /&gt;Ecco, sarebbe bello sentire queste domande. Ma non accadrà. Vi chiederete forse perché, se facciamo tanto gli eroi, non andiamo a gridarle noi le domande. Risposta semplice: noi non lavoriamo per un quotidiano, nessuno ci paga per fare domande scomode o anche solo domande. E quando le facciamo, visto che spesso non resistiamo alla tentazione, il giorno dopo vediamo il lavoro (gratis) sfruttato dagli stenografi (con stipendio). E poi i grandi giornalisti con la schiena diritta (…) non ti difendono mai, anzi, si dissociano, iniziano a ridere se vieni attaccato dal Lippi di turno, come dire: “Guarda questo, viene qui a creare problemi, viene lui a fare domande, ben gli stai”. E’ accaduto mille volte e accade tuttora, quelli che scioperano sono i primi a farlo: oggi a Milanello sarà pieno di gente che aspetta religiosamente lo stipendio senza mai rischiare.&lt;br /&gt;Qualche anno fa, ad Appiano Gentile, dopo l’eliminazione nei preliminari della Champions contro l'Helsingborgs, Lippi si presentò per dire che non si dimetteva, che si era preso tre giorni liberi per andare con la barca e che il mare era bellissimo. Chiedemmo, noi: “Scusi, ci interessa poco, semmai vorrebbe dirci se è vero che rimane solo per via dei soldi?”. Lui ci guardò male, gli altri si sentirono imbarazzati, ma un collega mise subito le cose a posto: ''Mister, da dove si riparte?''. Anche lui ha scioperato, per la libertà di stampa. Pure quelli che danno alla Juve mille nomi in arrivo, se abbiamo fatti i conti siamo a quota 100 nomi nell’ultimo mese: peccato non sia arrivato ancora nessuno e nessuno arriverà. Dalla lista mancano solo Cruijff e Rensenbrink, per il resto ci sono tutti.&lt;br /&gt;E cosa dire della conferenza stampa di Del Piero, considerato dalla stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri la zavorra numero uno? Andate sul sito di Tuttosport, tutti i lettori in coro a sostenere che fino a quando ci sarà lui la Juve non vincerà mai. Risultato? Titoli su Del Piero che ha detto 'Vinciamo tutto', Del Piero che ha detto 'Oggi è sabato', Del Piero che ha detto 'L’anno ha dodici mesi'. Del Piero dovrebbe ritirarsi, ma qualcosa al calcio ha dato. Questo tipo di giornalismo invece dal calcio ha solo preso. E non si ritira mai. Al massimo sciopera, sempre a ridosso del fine settimana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;di Dominique Antognoni, in esclusiva per Indiscreto&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5590973103898515375?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5590973103898515375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5590973103898515375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5590973103898515375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5590973103898515375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/quando-louting-di-un-magistrato.html' title='A quando l&apos;outing di un magistrato?'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-6668127531889142030</id><published>2010-07-20T09:07:00.003+02:00</published><updated>2010-08-08T17:51:20.295+02:00</updated><title type='text'>Falsa memoria</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Copione perfetto. Suggestivo, ma fuorviante: prima lo sfregio alle statue di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, poi quattro gatti alla marcia del “popolo dell’agenda rossa”, quindi il governo assente alle celebrazioni per l’anniversario della strage di via D’Amelio. Non c’è altro da aggiungere, sono ingredienti più che sufficienti per la stampa originalmente conformista, pronta a scrivere che Palermo è ripiombata nell’omertà e nella connivenza, che lo Stato si prostituisce ai depistaggi e che solo pochi uomini, puri e coraggiosi, reggono il vessillo della verità e dell’antimafia. Tutto totalmente falso. Come ieri i politici dell’antimafia (Leoluca Orlando Cascio in testa a tutti) si scagliarono contro i migliori nemici della mafia, oggi i professionisti della commemorazione, veri profanatori del ricordo, si dedicano a inquinare la memoria, cercando ancora di sfregiare il volto di due uomini che morirono isolati e sconfitti, da palermitani che credevano nello Stato e lo servivano con non ricambiata lealtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente della Repubblica lo ha detto in modo autorevolissimo: “si deve fare luce”. Forse sarebbe meno scontato e retorico chiedersi da dove è giunto il buio, e fare l’elenco dei nemici di Borsellino e Falcone. Che furono tanti. Qualcuno occulto, ma tantissimi noti e palesi, dentro e fuori il Consiglio Superiore della Magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti questi anni sono state raccontate panzane colossali, ripetutamente facendo fare a Falcone e Borsellino la parte degli stupidi o quella, a loro davvero estranea, dei cospiratori. Gli stessi che provvidero a togliere dalle mani di Falcone le inchieste contro la mafia poi si sono visti, in gramaglie e condolenti, piangere la sua scomparsa, quale irrimediabile danno ai siciliani e agli italiani onesti. Ah sì? E allora, di grazia, perché la magistratura politicizzata e la sinistra togata dedicarono tanto tempo e fatica all’opera di demolizione, isolamento e neutralizzazione di Falcone? Sono cose che ho già scritto, anche se si dovrebbe ristamparle ogni giorno. Vorrei porre, però, una questione ai congiunti di Borsellino, a quelli non si fanno mancare un’occasione per comparire, al punto da organizzare manifestazioni che non manifestano nulla: scusate, ma voi sapevate che il carabiniere Carmelo Canale era uno strettissimo collaboratore del magistrato, tanto stretto che questi lo chiamava “fratello”, e sapevate che detto carabiniere ha subito 14 anni di processo, accusato d’essere un traditore e un venduto alla mafia? Io lo sapevo, e scrivevo che quell’ipotesi d’accusa era, prima di tutto, un’offesa a Paolo Borsellino, un modo per descriverlo deficiente e incapace. Non ho sentito le vostre parole, fra le tante che avete avuto modo di dire. Oggi avete una possibilità: reclamate il suo reintegro nell’Arma, da definitivamente assolto, fatelo per la memoria di Paolo Borsellino. Che qui abbiamo difeso sempre, senza attendere le ricorrenze e senza farne strumento di personale affermazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima offesa a Borsellino, in ordine di tempo, consiste nel raccontare che egli morì perché si oppose alla trattativa fra la mafia e lo Stato. E’ offensivo perché banale (figuratevi se Falcone e Borsellino potevano anche solo concepire una simile trattativa fra “istituzioni”!), offensivo perché derivante dalle parole di un Ciancimino qualsiasi, discendente di un disonorato che si asservì al crimine per fare soldi, e lasciarli ai familiari, offensivo perché facendo finta di credere alla trattativa fra la politica e la cupola si occulta la trattativa vera, che ci fu, e consistette nel fermare le indagini sugli affari e scarcerare canaglie meritevoli della galera a vita. A questa roba Borsellino si oppose per davvero, ed è la ragione per cui, come prima Falcone, era visto come un ostacolo da chi intendeva utilizzare le inchieste per fare politica, anziché giustizia, per alimentare teoremi, anziché cercare prove, e pagò, Borsellino, in vita con l’isolamento (come Falcone) e con l’interdizione a compiere certi atti d’indagine (ritirata la mattina stessa in cui un’auto bomba lo aspettava), e pagò da morto, perché le preziose carte dell’inchiesta mafia-appalti finirono nelle mani della procura di Palermo, che provvide a spezzettarle, smembrarle, neutralizzarle. I carabinieri che le avevano condotte finirono, a vario titolo, sul banco degli imputati, accusati di mafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cacasottismo mafiologico, la mollezza mentale e spinale di tanti biascicabanalità, usò le accuse a quei carabinieri quasi a dimostrazione che i due eroi, tali perché morti, sarebbero giunti chissà dove, avrebbero scoperto chissà quali santuari, se solo non fossero stati così velenosamente circondati e infiltrati. Sfuggiva un dettaglio: se quei due potevano essere circondati da mafiosi è segno che non erano eroi, ma cretini. Questo hanno finito con il far credere, i tanti marciatori della memoria bugiarda. Ora vorrebbero anche darci a bere che se i palermitani non si gettano in massa a sfilare dietro alle loro spalle è segno che sono ricaduti nella loro natura sicula: apatica, scettica, collusa. Essi offendono i morti, con i vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho l’impressione che Palermo, vergine baldracca, assista a riti, voci, cortei e fiaccolate senza né commozione né indignazione. Ha la colpa di non credere mai. Ha l’attenuante che non ne vale la pena. Un atteggiamento che fa rabbia e paura. Ma, e riconosco la mia debolezza di panormense, sempre meglio di quel mondo che disarmò i due grandi palermitani, li consegnò alla morte e pretende di piangerli. Questo, fa schifo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.davidegiacalone.it/"&gt;www.davidegiacalone.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-6668127531889142030?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/6668127531889142030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=6668127531889142030' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6668127531889142030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6668127531889142030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/falsa-memoria.html' title='Falsa memoria'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-6013359776582579780</id><published>2010-07-19T09:05:00.004+02:00</published><updated>2010-08-08T17:42:31.949+02:00</updated><title type='text'>Cherubini</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il termine ebarico &lt;em&gt;kerùb&lt;/em&gt; è di origine mesopotamica; in quella cultura indicava degli esseri alati parzialmente zoomorfi, posti a custodia delle aree sacre e regali. Israele li trasforma in ministri angelici della corte divina. Per questo appaiono nelle visioni, come nel caso della vocazione del profeta Ezechiele (cap.1), sono rappresentati sull'arca dell'alleanza sia nella tenda santa nel deserto, sia nel tempio di Sion, sono tratteggiati talora come i destrieri di Dio (Salterio 18,11) e come i custodi dell'area divina (Genesi 3,24). Sono, comunque, ben diversi dalla tradizionale iconografia cristiana che li ha dipinti come bambini graziosi e paffuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianfranco Ravasi, 5oo curiosità della fede&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-6013359776582579780?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/6013359776582579780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=6013359776582579780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6013359776582579780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6013359776582579780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/cherubini.html' title='Cherubini'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8435902635962282595</id><published>2010-07-19T08:55:00.003+02:00</published><updated>2010-08-08T17:41:28.419+02:00</updated><title type='text'>Beelzebul</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Di per sè era il nome di un dio venerato dai filistei e significava "signore principe". In ebraico era stato deformato in Beelzebub (forse signore delle mosche) per disprezzo e, così, era passato a designare il diavolo, anzi, "il principe dei demoni" (Matteo 12,24).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianfranco Ravasi, 500 curiosità della fede&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8435902635962282595?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8435902635962282595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8435902635962282595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8435902635962282595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8435902635962282595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/beelzebul.html' title='Beelzebul'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5692714778332136124</id><published>2010-07-19T08:48:00.004+02:00</published><updated>2010-08-08T17:39:54.359+02:00</updated><title type='text'>Anno sabbatico</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Ogni sette anni la terra doveva "riposare" (in ebraico &lt;em&gt;shabat&lt;/em&gt;) cioè non essere coltivata, così da riconoscere che i suoi frutti erano dono divino e che l'unico Signore della terra era Dio. Inoltre, in questa anno "sabbatico" si praticava la remissione dei debiti così da correggere le diseguaglianze sociali (Dueteronomio 15,2), una prassi che veniva esaltata (ma non sempre rispettata) nell'anno del giubileo che cadeva ogni sette settimane d'anni, ossia dopo quarantanove anni, nel cinquantesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianfranco Ravasi, 500 curiosità della fede&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5692714778332136124?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5692714778332136124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5692714778332136124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5692714778332136124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5692714778332136124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/anno-sabbatico.html' title='Anno sabbatico'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8696470863634005493</id><published>2010-07-18T15:40:00.007+02:00</published><updated>2010-08-08T17:38:34.279+02:00</updated><title type='text'>Tremonti, il software del governo</title><content type='html'>È utile leggere sul sito di Repubblica (no soldi a quelli di Largo Fochetti) l'intervista al ministro Giulio Tremonti.&lt;br /&gt;Utile ed importante per chi è convinto che la nervatura del crepuscolare governo Berlusconi sia saldamente nelle mani e nella mente del ganzo Giulio.&lt;br /&gt;Due i messaggi forti che vengono lanciati alla starnazzante opposizione dei media e dei dipietrini-bersaniani.&lt;br /&gt;La barra della politica governativa è dritta verso l'Europa ed il federalismo. Nella Comunità la credibilità di Tremonti è fortissima e la sua politica economica è un modello imitato ed apprezzato.&lt;br /&gt;Il dibattito urlato dal Pd, ma anche da settori del Pdl, contro la manovra è stato francamente di una pochezza desolante: la controricetta che per pudore non è stata declarata è un massiccio aumento delle tasse, secondo una logica vischiana che ha già massacrato il paese e la credibilità stessa della sinistra. Nessun disegno strategico alternativo ma solo il rifiuto di accettare che la ricreazione è finita. Molto poco per candidarsi alla guida del paese in fantomatici governi delle larghe intese e dei mandanti noti.&lt;br /&gt;Il secondo messaggio-cardine è il federalismo. Dice Tremonti, lì il paese si gioca tutto: la democrazia economica, la modernizzazione dello stato, la prospettiva strategica.&lt;br /&gt;È obbligatorio credergli e sostenerlo. L'alternativa è il ritorno alle disastrose logiche dei potentati romani, agli apparati della spesa e del malaffare, alla politica cialtrona.&lt;br /&gt;Tremonti non sfugge al giudizio sul rigurgito di corruzione che ha coinvolto il governo ed appassionato la compagnia dello sterco nel ventilatore (Corsera e Repubblica).&lt;br /&gt;Il giudizio morale non è equivoco e di netto distacco ma l'analisi è di largo respiro: la corruzione è un fenomeno nazionale e regionale, veicolato dal fiume di soldi senza controllo d'uso che passa per le &lt;em&gt;pipelines&lt;/em&gt; della sanità.&lt;br /&gt;La ricetta non è un governo contro la volontà del popolo elettore ma una politica finanziaria del rigore che costringa il governo locale ad assumersi precise responsabilità verso i propri governati(al riguardo sarebbe di sollievo sapere che fine hanno fatto i 18 miliardi erogati dall'agonizzante governo Prodi nel 2006 a favore delle cinque regioni più indebitate per sanità, ora fra quelle che fanno più rumore contro le nuove regole).&lt;br /&gt;Non sfugge infine Tremonti ad una nota di pessimismo sulle norme antintercettazioni. Legge bavaglino la chiama, cogliendo nel giusto. Grande dispendio di parole e di autoesaltazioni, probabile modesta efficacia.&lt;br /&gt;Berlusconi si è fatto mettere in un angolo ed ha perso di vista, come ormai spesso gli capita, l'obiettivo.&lt;br /&gt;Vuoi preservare dallo sputtanamento la vita privata di indifesi cittadini?&lt;br /&gt;Bastava un articolo. Chi promuove intercettazioni è responsabile della loro secretezza sino al deposito degli atti.&lt;br /&gt;Fuga di notizie? Immediato trasferimento ad altro incarico e provvedimento disciplinare di espulsione dalla magistratura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8696470863634005493?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8696470863634005493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8696470863634005493' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8696470863634005493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8696470863634005493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/e-utile-leggere-sul-sito-di.html' title='Tremonti, il software del governo'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1739056469623413408</id><published>2010-07-12T09:56:00.004+02:00</published><updated>2010-08-08T17:30:12.526+02:00</updated><title type='text'>Mondiali Sudafrica (fine)</title><content type='html'>È finita secondo logica e forza del destino. La Spagna (meglio sarebbe dire il Barcellona) esprimendo metà del suo potenziale, soffocata nel suo gioco dal supercatenaccio &lt;em&gt;orange &lt;/em&gt;condito di una scarponeria che avrebbe fatto arrossire i Blason e Scagnellato, ha piazzato la ciliegina al 116' supplementare.&lt;br /&gt;Vince così chi si sforza di fare gioco anche in condizioni di emergenza (Torres sparito all'appuntamento della storia, Puyol ex calciatore purtroppo, ora solo guerriero), perde chi confonde il calcio con il catch.&lt;br /&gt;Come è stato scritto da Pace sul Foglio, il gioco dell'Olanda "fa cagare" e proprio per questa sua intrinseca caratteristica svanisce all'appuntamento decisivo. Aveva un unico obiettivo: arrivare ai rigori e sperare nella fortuna e nelle esasperazioni comportamentali dei latini.&lt;br /&gt;Obiettivo fallito.&lt;br /&gt;Cosa lasciano questi mondiali?&lt;br /&gt;Un'atmosfera surreale negli stadi. Niente tifo, solo trombette assordanti.&lt;br /&gt;A Blatter è piaciuto così.&lt;br /&gt;Gioco molto, molto mediocre, incostanza di rendimento delle big, un'occasione mancata per le sudamericane, favorite dalla stagione australe, il flop generalizzato delle star a dimostrazione di quanto paranoico sia il calcio europeo nell'incoronare idoli appena normali alla prova della storia.&lt;br /&gt;L'Italia? Fortunatamente non pervenuta. Il prodotto calcio, come con fine cialtroneria dice Piersilvio, è sull'orlo del baratro. Gli stadi sono fatiscenti, sempre più vuoti.&lt;br /&gt;Il calcio giocato fa pena a dispetto delle vittorie dei globetrotters di Moratti, i vivai sono inariditi anche perché da noi arrivano solo neri brocchi, gli allenatori sono pavidi e senza inventiva tattica. Un esempio? Un vecchio trombone fallito come Del Neri incaricato di ricostruire le glorie della Juve.&lt;br /&gt;Per la televisione satellitare tutto questo è inesistente.&lt;br /&gt;Poche settimane e rivedremo partite &lt;em&gt;pazzesche&lt;/em&gt;, meravigliose, ora anche in tre dimensioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1739056469623413408?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1739056469623413408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1739056469623413408' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1739056469623413408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1739056469623413408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/mondiali-sudafrica-fine.html' title='Mondiali Sudafrica (fine)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8008555923774796197</id><published>2010-07-05T08:41:00.006+02:00</published><updated>2010-07-11T17:13:02.400+02:00</updated><title type='text'>Mondiali Sudafrica (5)</title><content type='html'>Mai dare per morto il calcio europeo! In semifinale ci ritroviamo i terribili panzer tedeschi, veri specialisti del torneo mondiale, la Spagna incostante come una damina romantica, l'Olanda che non capisci mai cosa ci faccia in alta quota con quella miseria di classe collettiva che si ritrova, ed infine gli uruguagi a difendere una solida tradizione di calcio sudamericano raffinatamente difensivo.&lt;br /&gt;Sono caduti i sacri mostri, Argentina e Brasile, ed anche piuttosto male.&lt;br /&gt;L'Argentina vantava il più bel potenziale d'attacco, ma alla prova del nove ha pagato la totale ignoranza del conduttore Maradona che, per menarsi vanto, aveva dichiarato che in panchina non capiva un c****. Puntuale, la nemesi ha mostrato al mondo che Diego non sa effettivamente fare le uniche cose per le quali si danno soldi a dei tromboni in panchina: correggere la formazione ed adattarla alle pieghe della partita, sostituire tempestivamente chi ha il serbatoio delle energie vuoto. Se ti innamori della tua rosa, fai uno spogliatoio di fedelissimi ma affondi con le loro debolezze. Noi a Milano, sponda rossonera, di queste vicende siamo esperti.&lt;br /&gt;Il discorso sul Brasile è un po' diverso. Dunga non è uno sprovveduto, ma semmai un prevenuto.&lt;br /&gt;Prevenuto verso il calciatore di pura indole brasiliana, genialoide ma sregolato, capace di sublimi raffinatezze che fanno amare il calcio, ma anche di nefandezze tattiche che ti fanno perdere una partita. Dunga, cresciuto calcisticamente in Italia, è un difensivista convinto in un paese ove si vorrebbe, per assurda follia, che anche il portiere partecipasse al gioco d'attacco. Ha plasmato una nazionale di normali, tutti maturati al calcio europeo, ma con un formidabile senso del collettivo. Doveva e poteva bastare per vincere questo mediocre mondiale. È stato tradito proprio dall'istinto brasiliano ad offendere che, nel momento necessario, non era nelle corde di questo organico, scivolato in un psicodramma impotente ed imbarazzante come raramente si era visto.&lt;br /&gt;Dunga giustamente se ne va, perché era un innesto contro natura nel calcio brasiliano, ma il vero problema comincia ora. Il successore dovrà inventarsi una formula magica che recuperi l'anima carioca e la faccia convivere con le esperienze degli "europei" che non possono e non devono essere esclusi dalla Seleçao.&lt;br /&gt;Auguri Leonardo, se il compito ti sarà affidato!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8008555923774796197?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8008555923774796197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8008555923774796197' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8008555923774796197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8008555923774796197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/mondiali-sudafrica-5.html' title='Mondiali Sudafrica (5)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7042563438314819167</id><published>2010-07-02T23:01:00.001+02:00</published><updated>2010-07-04T03:07:19.662+02:00</updated><title type='text'>Mondiali Sudafrica (4)</title><content type='html'>Oggi cominciano i quarti ai mondiali australi.&lt;br /&gt;Sinora gioco mediocre, scomparsa dei fuoriclasse, fatto salvo l'immenso Messi con le ultime stille di energia che gli ha lasciato la stagione di Liga, appiattimento tattico e trionfo dell'assioma di Gipo Viani: primo non prenderle.&lt;br /&gt;Qualche segnale arriva però forte e distintinguibile.&lt;br /&gt;Il calcio sudamericano è in ottima salute e beneficia delle esperienze europee di migliaia di emigranti del pallone. Poiché, come dice il vecchio saggio Altafini (che per tale ragione a Sky presentano come un folcloristico rincoglionito), l'abc del calcio è il controllo di palla, in questo i &lt;em&gt;sudacas&lt;/em&gt; eccellono sin dalle elementari. Disciplinati in Europa sotto il profilo caratteriale e tattico, non possono che essere protagonisti in un mondiale che li agevola anche stagionalmente. Su questo tema i soloni della critica italiana non si soffermano, forse perché loro la differenza non la colgono. Bucatini e pizza, rigorosamente a sbafo a Casa Italia, annaffiati dai vini migliori.&lt;br /&gt;Altra piccola considerazione della memoria.&lt;br /&gt;Ovunque nel mondo, nelle versioni precedenti (soprattutto centro e sudamericane) vagonate di sterco sui regimi locali, miserie indicibili, rivolte soffocate nel sangue. Chi ha buona memoria o archivi ben conservati non può non ricordare. Qui in Sudafrica ove regna Mandela, l'icona delle anime belle, dopo che Fidel e fratello si sono dimostrati quelle canaglie che sono sempre stati, silenzio assoluto sulla situazione dell'ordine pubblico, sulle favelas che sono peggio che ai tempi dei bianchi colonizzatori, sulle malefatte della classe politica. Questa è la concezione democratica dei nostri cronisti, quelli che urlano al mondo la fine della libertà in Italia perché gli si vuole rendere difficile il copia e incolla delle procure militanti.&lt;br /&gt;Tornando al calcio, l'Europa presenta tre squadre di solida tradizione, specie la Germania che ha una continuità di risultati di eccellenza ai mondiali a partire dal 1954 (edizione svizzera). Il cuore latino dice però Spagna, se non perderanno concentrazione ed umiltà. All'Olanda non credo, tanto meno in questa che ha il tasso tecnico più scadente fra le migliori. Di Giappone e Ghana non fa conto parlare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7042563438314819167?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7042563438314819167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7042563438314819167' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7042563438314819167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7042563438314819167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/mondiali-sudafrica-4.html' title='Mondiali Sudafrica (4)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8840667221407831925</id><published>2010-07-02T08:14:00.006+02:00</published><updated>2010-07-04T03:15:50.822+02:00</updated><title type='text'>Ma noi milanisti cosa abbiamo fatto di male?</title><content type='html'>Fervono i mondiali ma la politica non si fa mancare nulla. Ai tempi della balena bianca, i mondiali erano un time-out dell'intrallazzo e dell'azzeccagarbuglio.&lt;br /&gt;Ora invece lavorano indefessi. Sui grandi temi della privatezza e dello scudo giudiziario, l'epica battaglia si combatte fra due eserciti egualmente servi. Gli uni di Berlusconi, gli altri delle procure.&lt;br /&gt;Il mio antidoto? Alle 20 un telegiornale, a piccolissime dosi, tanto delle cazzate ho fatto il pieno al mattino in edicola.&lt;br /&gt;Nel frattempo, sotto traccia, si sta giocando la gigantesca partita del sottopotere: authority, enti, Rai e quant'altro, tutti i mandarini sono in movimento. Si riformulano le graduatorie, si sistemano gli amici, si consumano le vendette politiche all'interno della maggioranza.&lt;br /&gt;L'agonia del berlusconismo non è differente da quella del centrosinistra, o meglio della Dc, con un'unica significativa variante: l'altra volta la magistratura era un valore salvifico per l'opinione pubblica, oggi è correttamente interpretata come uno degli addendi del prossimo regolamento di conti.&lt;br /&gt;A noi, che l'età consente di giudicare con serenità e divertimento tutto ciò, perché riconosciamo vecchi copioni spiegazzati ed immutabili comparse che reinterpretano se stessi, un'unica grande angoscia: Berlusconi a Panama comunica che non vende il Milan.&lt;br /&gt;Una notizia terribilmente seria rilasciata durante il solito spettacolo di cabaret per la stampa internazionale (ma non facciamoci abbagliare: i cronisti di politica sono della stessa famiglia di quelli del calcio, bastano bucatini e pizza annaffiati da buon vino per appagarli). Anzi è intenzionato a trascinare le sue sclerosi per altri 25 anni in Via Turati, insieme a Galliani e Braida, con l'assistenza medico-spirituale di Don Verzè.&lt;br /&gt;Il calcio non è la politica. Non si può tifare Inter per protesta.&lt;br /&gt;Scriveva Ugo Tognazzi che si può cambiare donna ma non la squadra del cuore. Profonda verità.&lt;br /&gt;Ma noi &lt;em&gt;cacciaviti&lt;/em&gt; cosa abbiamo fatto di male?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8840667221407831925?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8840667221407831925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8840667221407831925' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8840667221407831925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8840667221407831925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/07/ma-noi-milanisti-cosa-abbiamo-fatto-di.html' title='Ma noi milanisti cosa abbiamo fatto di male?'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5530230622403960012</id><published>2010-06-26T18:20:00.006+02:00</published><updated>2010-06-27T00:31:55.043+02:00</updated><title type='text'>Mondiali Sudafrica (3)</title><content type='html'>È finita l'avventura dell'Italia in Sudafrica.&lt;br /&gt;Con il peggiore risultato di sempre, ultima in un girone politicamente di favore.&lt;br /&gt;Io nella mia giovinezza ho vissuto il pathos struggente dell'eliminazione da parte dei Coreani del Nord ad Inghilterra 2006. In quella serata incancellabile fummo battuti sulla corsa, giocammo in dieci per l'infortunio di Bulgarelli che era la nostra mente di centrocampo, la fortuna ci disse di no in occasioni da gol incredibili. Perché tutto il clan giornalistico con a capo Brera aveva snervato l'ambiente e l'inviso allenatore Mondino Fabbri, colpevole di avere abiurato il catenaccio ed impostato la nazionale sugli odiati &lt;em&gt;abatini&lt;/em&gt;, Rivera in primis.&lt;br /&gt;Sudfrica 2010: nulla di tragico, tutto quietamente normale, ma la logica conseguenza di una spedizione scellerata, di un'accozzaglia di vecchi campioni del mondo bolliti e di giovincelli senza classe e senza carattere. Diciamocelo con franchezza realistica: Nuova Zelanda e Slovacchia valgono una normale squadra di C2 italiana, ma noi non siamo riusciti a batterli perché come complesso valiamo di meno.&lt;br /&gt;Questa eliminazione è il frutto di una crisi sistemica, che Germania 2006 aveva purtroppo mascherato. L'Italia non produce più talenti perché la politica dei vivai è stata abbandonata per supportare una politica degli ingaggi demenziale.&lt;br /&gt;In Italia non esiste più da anni un progetto tattico di gioco. Viviamo con una generazione di allenatori che non sa costruire calcio ma solo assembramenti di uomini in venti metri di campo. Capita così che qualche mago cialtrone venuto dall'estero, con una rosa appena migliore della concorrenza (i reduci del campionato della Beneamata sono i peggiori nelle loro nazionali!) ma con una concezione della verticalità ormai ignota agli indigeni, vinca scudetti e coppe.&lt;br /&gt;Ultimo particolare. Ai mondiali non si può fare lotta libera in area, non si possono tirare gomitate vigliacche, non ci si può rotolare agonizzanti dopo ogni intervento. Per i nostri giocatori questo è un altro sport, e ciò spiega talune timidezze imbarazzanti riscontrate in questa disastrosa avventura mondiale.&lt;br /&gt;Ora il baraccone tende a perpetuarsi. Abete, con una faccia di tolla che viene da decenni di potere democristiano, parla del nuovo allenatore, le televisioni spostano il tiro sul calcio-mercato, i dirigenti parlano di stadi vecchi invece che di cervelli vecchi, i telecronisti di Sky si preparano a mugolare di un altro calcio superfantastico.&lt;br /&gt;Unica consolazione, e stiamone certi perché nessuno come noi è voltagabbana ed impietoso, non sentiremo più parlare l'arrogante ed ignorante Lippi e le sue figurine Panini del 2006, non vedremo più il ghigno di Cannavaro e gli spot pubblicitari di Gattuso.&lt;br /&gt;Dite che è poco?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5530230622403960012?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5530230622403960012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5530230622403960012' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5530230622403960012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5530230622403960012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/06/mondiali-sudafrica-3.html' title='Mondiali Sudafrica (3)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3729931234481331804</id><published>2010-06-26T18:12:00.003+02:00</published><updated>2010-06-26T21:31:49.307+02:00</updated><title type='text'>Berlusconi, basta!</title><content type='html'>La vicenda del ministro Brancher è indegnamente vergognosa. Costui, con un processo sulle spalle per intrallazzi nella vicenda Bpi-Unipol, anziché essere invitato ad una pausa di silenzio (è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio!) affinché organizzi al meglio la sua difesa, viene nominato ministro cosicché possa immediatamente vantare un legittimo impedimento alla partecipazione al processo.&lt;br /&gt;Credo che con questa vicenda Berlusconi abbia toccato il fondo della protervia politica. &lt;br /&gt;Se ne vada e lasci il patrimonio della destra di governo a chi, come Tremonti, sta tentando di fare politica strategica e non cabaret di squallido ordine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3729931234481331804?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3729931234481331804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3729931234481331804' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3729931234481331804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3729931234481331804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/06/berluscono-basta.html' title='Berlusconi, basta!'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-2702773802323490186</id><published>2010-06-20T13:51:00.011+02:00</published><updated>2010-06-22T02:07:55.241+02:00</updated><title type='text'>Mondiali Sudafrica (2)</title><content type='html'>Trascorrono i giorni delle eliminatorie, ma il Mondiale australe non decolla.&lt;br /&gt;Pubblico di dementi strombazzanti a parte, le condizioni ambientali per fare gioco piacevole ci sono tutte: prati ineccepibili, clima tardo autunnale, arbitraggi onesti. Eppure si vede un calcio di infimo ordine, malato di tatticismo e povero di invenzione e fantasia.&lt;br /&gt;Se il movimento a livello mandiale si è appiattito così, temo che il calcio finirà per scoppiare come una vescica esausta.&lt;br /&gt;Presto per analizzare le ragioni. Appare evidente sin d'ora che la coesistenza del calcio professionistico dei club con stagioni sempre più dilatate (60/70 partite ufficiali all'anno) e le esigenze delle rappresentative nazionali è sempre più difficoltosa.&lt;br /&gt;Aggiungo che è evidente l'asservimento dei talenti alle esigenze tattiche, né il futuro promette molto se si è avuta la pazienza di seguire i mondiali under 17/20.&lt;br /&gt;Chi si salva? Una su tutte, l'Argentina che sa stare fuori del coro forse proprio perché ha in panchina un giocatore fuoriclasse, che non si sforza nemmeno per un po' di fare l'allenatore ma solo il capitano anziano non giocatore.&lt;br /&gt;La peggiore? Per ora l'Inghilterra, massacrata da un campionato durissimo e forse nemmeno allenata adeguatamente.&lt;br /&gt;L'Italia oggi gioca con la Nuova Zelanda, un paese di nessuno calcistici. Una volta si sarebbe scommesso sulla goleada, stasera ci accontenteremmo di un gol di scarto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-2702773802323490186?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/2702773802323490186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=2702773802323490186' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2702773802323490186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2702773802323490186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/06/mondiali-sudafrica-2.html' title='Mondiali Sudafrica (2)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4374768731170704127</id><published>2010-06-20T13:45:00.005+02:00</published><updated>2010-06-22T01:47:08.685+02:00</updated><title type='text'>Addio Roberto</title><content type='html'>Si è spento dopo dieci anni di malattia incurabile Roberto Rosato, stopper di uno dei Milan degli invincibili, quello di Rocco anni '70. &lt;br /&gt;Grande difensore, marcatore implacabile, faccia d'angelo e carattere d'acciaio.&lt;br /&gt;Una delle icone della mia gioventù, un altro coetaneo che mi precede sul sentiero sconosciuto.&lt;br /&gt;I funerali si terranno a Chieri, città d'origine, martedì.&lt;br /&gt;Che la terra ti sia lieve, caro Roberto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4374768731170704127?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4374768731170704127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4374768731170704127' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4374768731170704127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4374768731170704127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/06/addio-roberto.html' title='Addio Roberto'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8908654212398837941</id><published>2010-06-14T11:42:00.011+02:00</published><updated>2010-06-22T01:55:15.240+02:00</updated><title type='text'>Mondiali Sudafrica (1)</title><content type='html'>Sono cominciati i campionati del mondo di calcio più assurdi della storia. Più di Giappone-Corea del Sud 2002, che si salvarono per l'efficienza organizzativa nipponica e lasciarono un seme calcistico che ha fruttificato una discreta scuola regionale.&lt;br /&gt;Nell'Africa australe il calcio è uno sport semisconosciuto, senza tradizioni e probabilmente senza futuro. Se, giustamente, l'Africa andava finalmente premiata, meglio dare l'organizzazione a paesi con una solida radice calcistica come Ghana o Nigeria o Camerun. I rischi ambientali sarebbero stati i medesimi del Sudafrica, sebbene le anime belle invasate di &lt;em&gt;mandelismo&lt;/em&gt; tacciano che questi mondiali si stanno giocando in un clima di emergenza delinquenziale, la stessa emergenza che ha impedito il decollo turistico della manifestazione.&lt;br /&gt;Ciò premesso, parliamo di calcio.&lt;br /&gt;Per ora se ne è visto poco, esasperatamente tattico, povero di individualità di classe. Il calcio si avvia ad una strana involuzione, un virus che ha infettato tutti i campionati nazionali europei, salvo poche e non significative eccezioni.&lt;br /&gt;Le squadre non attaccano più, sono spariti gli avanti di fascia, i rifinitori sono scartati sin dai vivai, le punte giocano spalle alla porta. Ne deriva una spaventosa melassa, in cui si agitano in venti nello spazio di trenta metri, tutti dediti a schemi perimetrali, tutti in attesa di un magico pertugio che consenta un tiro agevole in porta. È una noia infinita, una noia tale che le poche eccezioni che giocano calcio verticale sembrano marziani tornati dagli anni '80.&lt;br /&gt;Stasera esordisce l'Italia. I connotati della squadra sono quelli descritti, il ritmo da vecchie glorie. &lt;br /&gt;Ma il &lt;em&gt;balun&lt;/em&gt; è rotondo, e magari i miracoli si ripetono!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8908654212398837941?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8908654212398837941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8908654212398837941' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8908654212398837941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8908654212398837941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/06/mondiali-sud-africa-1.html' title='Mondiali Sudafrica (1)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-228598993200165261</id><published>2010-06-07T15:55:00.003+02:00</published><updated>2010-06-07T16:00:17.703+02:00</updated><title type='text'>Com'è cambiato il senso civico</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;L'educazione smarrita.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 15.43 di un pomeriggio feriale in piazza Susa, dove viale Campania e i suoi controviali intersecano l'inizio di viale Argonne, il motociclista brucia in venti metri tre sensi vietati e sprinta sulle strisce pedonali: con elegante torsione evita il basito pedone e si lancia accelerando verso viale Romagna. Il pedone, ancora stupefatto di essere tutto intero, volge lo sguardo verso il disinvolto centauro appena in tempo per vederlo festeggiare con il dito medio alzato in aria. Avesse voglia di una qualsiasi replica, se la deve far passare in fretta: lo strombazzare dei clacson annuncia la marea di auto, che ha ricevuto il via libera dal semaforo. Alla stregua di un paria fugge sul marciapiede. Nessuno lo degna della minima considerazione: d'altronde, non ha nemmeno un graffio. Che cosa pretende di più? Nel 1971 arrivando da Catania a Milano il disorientamento poteva durare settimane. Non era dovuto al semplice rispetto del codice stradale, ai marciapiedi liberi da vetture in sosta, alla possibilità di attraversare la strada senza essere travolti, agli uomini che cedevano il passo alle donne al momento di salire sui mezzi pubblici, all'abitudine di far sedere le persone anziane e le signore incinte; il disorientamento era, invece, dovuto al prevalere della creanza, dalla quale discendevano i piccoli comportamenti virtuosi che stupivano l'aspirante meteco appena sfuggito all'eccessivo calore del Meridione. Prima di essere la capitale dell'economia, della stampa, dell'intraprendenza, della moda, benché i futuri stilisti venissero chiamati sarti, Milano era la capitale dell'educazione elargita e pretesa. A suo simbolo assurgeva l'anziana signora pronta a sbattere l'ombrellino da passeggio contro il cofano della macchina colpevole, sulle strisce pedonali in via Senato, di aver frenato troppo vicina. E il consenso dei passanti stava a sottolineare che quell'ombrellino veniva sostenuto da cento mani. Poi, a presidiare marciapiedi e incroci, s'incontravano i vigili urbani. Ormai sono spariti. Sennò si sarebbero accorti che allo sbocco di via Sidoli in piazza Novelli da due anni lo scivolo per gli handicappati è occupato dalle vetture; che la pista ciclabile di via Alberto da Giussano è spesso impraticabile per le macchine posteggiate a spina di pesce; che la pista ciclabile di via Olona è in realtà il parcheggio di moto e motorini dei bar adiacenti, tranne il martedì e il sabato quando diventa il deposito per l'immondizia del mercato. Negli anni che ci apparivano peggiori, allorché proteste, rabbia, odii, sangue segnavano la nostra quotidianità, la cortesia del vivere, il regalo di un sorriso, la spontaneità del saluto rappresentavano a Milano la regola, non l'eccezione. Nelle pieghe degli affari e sui divani dei salotti si esibivano farabutti, pescecani e maliarde in numero identico a quello attuale, ma almeno - Arbasino docet - non portavano i pantaloni con la vita bassa. E il dialetto, dolce e sincopato, delle mercerie e dei panifici, degli artigiani e dei tassisti fungeva da colonna sonora, costituiva il veicolo di trasmissione delle buone maniere: ai meteci era concesso di non saperlo pronunciare, non di sconoscerlo. Oggi Milano ha perso le botteghe, ha perso il dialetto, soprattutto ha perso l' educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;di Alfio Caruso, sul Corriere della Sera del 6 giugno 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-228598993200165261?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/228598993200165261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=228598993200165261' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/228598993200165261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/228598993200165261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/06/come-cambiato-il-senso-civico.html' title='Com&apos;è cambiato il senso civico'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7596583437777246757</id><published>2010-06-04T10:05:00.004+02:00</published><updated>2010-06-07T16:01:07.455+02:00</updated><title type='text'>Le radici dell'Europa</title><content type='html'>Ogni tanto bisogna prendersi una vacanza. Anche dal blog.&lt;br /&gt;Torno dopo un mesetto dedicato in parte ad un piacevolissimo viaggio in Andalucía, e per il resto ad un adattamento all'estate che arriverà e che andrà vissuta con l'intensità che meritano i beni in via di esaurimento.&lt;br /&gt;Come riprendere la frequentazione? Con le memorie di viaggio?&lt;br /&gt;No. Forse più avanti.&lt;br /&gt;Forse meglio riflettere sulla crisi di valori ed ideali del continente in cui viviamo, riportando le parole di un grande poeta del novecento europeo: Thomas Stearns Eliot.&lt;br /&gt;"Un cittadino europeo può non credere che il cristianesimo sia vero e tuttavia quello che dice e fa scaturisce dalla cultura cristiana di cui è erede. Senza il cristianesimo non ci sarebbe stato neppure un Voltaire o un Nietzsche. Se il cristianesimo se ne va, se ne va anche la nostra cultura, se ne va il nostro stesso volto".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7596583437777246757?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7596583437777246757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7596583437777246757' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7596583437777246757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7596583437777246757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/06/le-radici-delleuropa.html' title='Le radici dell&apos;Europa'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4405144779032726951</id><published>2010-05-07T12:15:00.003+02:00</published><updated>2010-05-07T15:06:06.574+02:00</updated><title type='text'>Quel che resta del calcio italiano</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Non occorre uno scienziato per capire che i playoff scudetto (ed eventualmente qualcosa di simile per rimanere in A, che non vorremmo chiamare playout) risolverebbero qualsiasi problema di credibilità delle partite di fine stagione. Perché il fine stagione è per molti cominciato da tre mesi. Genoa, Parma, Bari, Chievo, Udinese, Cagliari, e lasciamo fuori la Fiorentina il cui centroclassifica è un fallimento e non un adattarsi al quieto vivere: con tutta l'onestà del mondo, sono squadre che si trascinano fin dalle settimane in cui c'era la neve. E il loro trascinarsi inevitabilmente deciderebbe le posizioni nel tabellone dei playoff, ma almeno non lo scudetto. Nessun meccanismo è perfetto, perché come dimostra anche il basket italiano (dove l'unico obbiettivo è non finire nella parte di tabellone di Siena) può essere più conveniente arrivare settimi che arrivare quarti. Esempio: la Sampdoria si beccherebbe l'Inter in semifinale, mentre la Juventus la incontrerebbe solo nella ipotetica finale scudetto. Come indennizzo per le sorprese basterebbe assegnare tutti i diritti televisivi e commerciali alla squadra con il fattore campo. Già al primo turno sarebbero botte da minimo 5 milioni, per non parlare di quanto varrebbe ospitare il Super Bowl italiano. Tanto non si farà mai, quindi teniamoci la finta sorpresa di chi in Siena-Juventus del 2006 girava la faccia dall'altra parte e con il sorrisino da uomo di calcio ti spiegava che "cose così sono sempre accadute, dipendono dalle motivazioni". Vedremo quindi le motivazioni di Chievo e Cagliari al centro del mercato, oltre che quelle del Siena all'inseguimento del premio retrocessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Stefano Olivari, su Indiscreto&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4405144779032726951?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4405144779032726951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4405144779032726951' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4405144779032726951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4405144779032726951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/05/proposito-di-calcio-italiano.html' title='Quel che resta del calcio italiano'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7741729675451116964</id><published>2010-04-17T18:32:00.010+02:00</published><updated>2010-04-19T02:13:43.610+02:00</updated><title type='text'>Manchester City e la maledizione delle magliette celesti</title><content type='html'>Oggi, vedendo in televisione il derby di Manchester, il colore delle maglie del City mi ha procurato un sussulto gastrico. Non perché in panchina ci fosse &lt;em&gt;Ciuffettino&lt;/em&gt; Mancini che - passano gli anni - di calcio continua a capire molto poco, ma per un ricordo riaffiorato dal fondo delle memorie.&lt;br /&gt;Giovedì 23 novembre 1978, a San Siro recupero degli ottavi di Coppa Uefa alle ore 13, dopo il rinvio per nebbia della sera precedente. A Milano c'era ancora la nebbia!&lt;br /&gt;Questi sconosciuti inglesi, celesti come la Lazio, nostra maledizione di quella fine anni Settanta, non ci fecero vedere palla e rimediammo faticosamente un doppio svantaggio nel finale.&lt;br /&gt;La nemesi al ritorno, con un perentorio 3 a 0.&lt;br /&gt;Il Milan quel giorno schierò: Albertosi, Giuda Collovati, Maldera III, De Vecchi, Bet, Baresi, Buriani, Bigon, Novellino, Rivera, Chiodi. Allenatore, il Barone Liedholm.&lt;br /&gt;Alla fine della stagione successiva, fummo declassati per una storiaccia di mazzette. Appunto insieme alla Lazio, nostra compare d'affari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7741729675451116964?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7741729675451116964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7741729675451116964' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7741729675451116964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7741729675451116964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/manchester-city-e-la-maledizione-delle.html' title='Manchester City e la maledizione delle magliette celesti'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5612978489232617710</id><published>2010-04-17T17:46:00.009+02:00</published><updated>2010-04-20T01:47:37.889+02:00</updated><title type='text'>Barcellona non è Milano</title><content type='html'>Trasferta a Barcellona. Per vedere il miglior calcio in circolazione (se c'è una divinità del futbol, anche quest'anno la Champions dev'essere del Barça e non certo del manettaro) e per rivisitare una città che ha segnato epoche fondamentali della mia vita: primo viaggio all'estero a 19 anni, a diploma conseguito; viaggio di nozze, tappa intermedia verso Palma nel 1966; finale di Coppa Campioni con la Steaua il 24 Maggio 1989, il giorno in cui 80 mila milanisti arrivarono da ogni angolo d'Italia e dopo il trionfo invasero la città per tutta la notte, sbalordendo gli spagnoli che di queste &lt;em&gt;ganassate&lt;/em&gt; sono i campioni del mondo. Quel club, allora magico, nel 1994 ad Atene diede la paga agli stessi blaugrana con identico 4 a 0: nottata sotto l'Acropoli, insieme ai miei cari e agli amici Benghi, Marubini e l'ineguagliabile Minoli. Bastano questi ricordi, insieme a tante altre chicche, per essere riconoscenti di essere stati milanisti lungo il percorso della vita.&lt;br /&gt;Ed ora, a tramonto già iniziato, forse un'ultima visita.&lt;br /&gt;Visitato con metodo il Barri Gotic, con la stupenda cattedrale, le Ramblas giù sino al mare ed al porto rammodernato con pontili avveniristici, e la mattina successiva il Paseig de Gracia con gli incredibili ma fascinosi palazzi modernisti di Gaudì e della sua scuola. Tappa finale alla Sagrada Famillia con la sorpresa, a me sgradita, di un completamento in corso e il timore che venga soffocata la folle poesia delle parti originariamente edificate sotto la guida del maestro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno con la sensazione, già provata in altre capitali europee, che altrove si edifichino gli assetti urbanistici del futuro, si preservi il passato con amore e cultura, si abbia un rispetto profondo per la propria storia. Qui, nel paesone di Milano, si sia solo bravi a mandare in decadenza quel poco che l'incuria ed il disamore per la città hanno lasciato in piedi.&lt;br /&gt;Barcellona, grazie alle Olimpiadi del 1992, ha ridisegnato il volto della città e del comprensorio con raziocinio e visione prospettica. Oggi la città è tappezzata di progetti che illustrano come sarà la Catalogna entro 150 anni. Scontiamo l'enfasi catalana, ma certamente Barcellona non dà l'impressione di fermarsi impotente ed annichilita da beghe di cortile e da politici mediocri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbarco in un malinconico e semivuoto aereoporto di Malpensa.&lt;br /&gt;Prendo l'espresso delle Nord. Avevano pubblicizzato che, grazie ad un costosissimo intervento in galleria, si sarebbe arrivati a Cadorna in 30 minuti. Solo per informazione, tanto non fa novità, il percorso si fa ancora in 40 minuti. Nel progettare opere costose ed ininfluenti, noi siamo sempre avanti 150 anni!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5612978489232617710?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5612978489232617710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5612978489232617710' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5612978489232617710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5612978489232617710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/barcellona-non-e-milano.html' title='Barcellona non è Milano'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3223047947559120702</id><published>2010-04-07T12:31:00.002+02:00</published><updated>2010-04-07T14:35:38.046+02:00</updated><title type='text'>In ricordo di Maurizio Mosca</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;"Lavorerai con Maurizio Mosca... Contento?"&lt;br /&gt;L'annuncio era del direttore di produzione della rete per la quale lavoravo allora, Antenna Tre Lombardia. Ero arrivato a Milano da poco tempo e mi avevano affidato la conduzione di alcune trasmissioni in diretta oltre alle telecronache di Inter e Milan. Essendo stato a un passo dal lasciare questo mestiere per fare altre cose, pensavo che la stagione in arrivo potesse essere decisiva per il mio avvenire. E ci tenevo a fare le cose per bene.&lt;br /&gt;Dunque non ero contento per niente: anzi... avevo reagito con un certo fastidio all'idea di dover condividere lo studio con quel personaggio così bizzarro e fuori dalle righe. Poi conobbi Maurizio: e tutto cambiò in pochi minuti. Lo andai a trovare nel suo nuovo ufficio a Legnano, nella sede della televisione, prendemmo un caffè e chiacchierammo a lungo. Andai a trovarlo il giorno dopo, e quello dopo, e quello dopo ancora. Alla domenica eravamo in onda insieme per una diretta di cinque ore; poi, dopo un'ora di pausa, c'erano altre tre ore e mezza di diretta per il posticipo. Antenna Tredici, la trasmissione che conducevamo ogni volta che c'era campionato, sabato pomeriggio e sera, così come la domenica, era così: una maratona. Che lui affrontava con il sorriso sulle labbra e il gusto di tenerti sempre sulla corda, costringendoti all'imprevedibile, alla battuta che ti avrebbe spiazzato e messo anche in difficoltà.&lt;br /&gt;Io in quella trasmissione non facevo nulla: a parte mettere il mio faccione in video e dare una continuità all'enorme quantità di contenuti che lui partoriva. Arrivavo in ufficio in moto con il mio bel vestitino stropicciato, andavamo a prendere un caffè e al ritorno nello stanzone arredato da centinaia di giornali accatastati in un ordine che solo lui riusciva a comprendere, mi illustrava i temi della trasmissione. Tutto ordinatamente scritto su un foglio vergato di pennarello nero punta grande con una bella grafia, molto chiara e pastorale: "Allora, sono sedici blocchi, apriamo con Vieri e poi parliamo dell'Inter che Moratti è incazzato come una biscia. E poi vediamo..."&lt;br /&gt;Era proprio quel vediamo che mi preoccupava sempre moltissimo. Ma tant'è ci si trovava bene insieme: ed evidentemente se ne accorsero perché dopo un po' di tempo mi chiesero di condurre anche un'altra trasmissione con lui, Azzurro-Italia. Era uno dei programmi 'griffati' della rete, una trasmissione storica: lui era il castigamatti, io un vigile urbano incaricato di organizzare il traffico tra lui e gli opinionisti. Avevamo (fino a quando non trovavano la panchina di una squadra da rimettere in sesto) Franco Scoglio, Nedo Sonetti e tanti personaggi interessanti e molto diversi tra loro: Aldo Serena, Enzo Gambaro, José Altafini. Mosca li ha iniziati tutti: e avviati a una professione che in Italia non è semplice. A volte è sotto stimata anche per colpa di chi l'ha interpretata. Gli appuntamenti cominciarono a diventare parecchi, e si stava insieme anche per giornate intere: in onda e fuori.&lt;br /&gt;"Adesso condurrai insieme a Maurizio Mosca 'Di qua o di là'. Contento?"&lt;br /&gt;Anche no... Per quelli che non la ricordano, e i tantissimi che non l'hanno mai vista, 'Di qua o di là' era una trasmissione creata proprio da Maurizio nel corso della quale, divisi da due gradinate, i tifosi di tante squadre diverse cambiavano opinione a seconda dell'argomento trattato saltando da uno schieramento all'altro. Esempio: "Baggio deve giocare in Nazionale ai Mondiali"? Chi diceva sì stava di qua e chi diceva no andava di là. E si iniziava a discutere: e sorprendentemente in gradinata di trovavi interisti a braccetto con juventini e milanisti in pieno accordo con gli uni e con gli altri.&lt;br /&gt;La trasmissione era divertente e surreale: difficilissima da condurre. Maurizio decideva tutto: gli argomenti, il modo di presentarli, i tempi delle discussioni. A me restava solo prendere la scaletta, mettere ordine, condurre e divertirmi. Iniziai quella trasmissione perché, secondo me, pochi avrebbero voluto farla: aveva poco di sportivo e molto di intrattenimento e tenere a bada un centinaio di tifosi non era una cosa semplice. Il rischio era quello di sputtanarsi anche un po'.&lt;br /&gt;Tenere a bada Maurizio a volte era il rischio peggiore. Per cui, contento non ero: ma in poche settimane quella trasmissione diventò un bambino da coccolare. L'abbiamo condotta insieme per oltre due anni fino a quando le nostre strade si divisero, professionalmente parlando. Quella trasmissione mi ha lasciato ricordi indelebili: non mi sono mai divertito tanto in vita mia. C'erano momenti in cui mi dovevo nascondere dietro la scenografia per poter ridere liberamente e rientravo in onda con le lacrime agli occhi.&lt;br /&gt;Oggi quella trasmissione mi ha lasciato tante cose belle: i ricordi, alcune foto, e l'amico più caro che ho, e che ho conosciuto proprio lì, in quello studio. Maurizio aveva l'abitudine di chiamare tutti i tifosi con un nomignolo e lui, che in realtà si chiama Stefano, era Batistuta a causa di una vaghissima somiglianza con l'attaccante argentino. Con Bati, c'erano Prodi e Oliver, Il Secco e Ciccio, Grugno e Gringo, Codino e Codazzo e tanti altri che ricordo solo vagamente. Opinionisti nati dal nulla che all'epoca erano vere e proprie celebrità, riconosciute e degne di richieste di autografo. L'unico pirla lì in mezzo era il conduttore: inutilmente teso nel dare una logica a una cosa che di logica non ne doveva avere, perché il bello del programma era proprio la sua illogicità.&lt;br /&gt;Era il sogno di Maurizio, fare la tv della gente con la gente. In quel caso ci riuscì alla grande.&lt;br /&gt;Alla sera, spesso, si usciva a cena insieme: e scoprivi il Mosca che la tv non avrebbe mai mostrato. Un intrattenitore brillante, grande esperto di calcio e grandissimo esperto di boxe. Un giornalista coi fiocchi, enormemente più preparato e professionale di quel personaggio bizzarro e sconclusionato che si era creato in televisione. Con il quale aveva in comune una sola cosa: l'incapacità di prendersi sul serio e di prendere tutto sul serio. Una sera, dopo la trasmissione, andiamo tutti a mangiare una pizza, tifosi compresi, e siamo più del previsto, almeno una trentina di persone: "Ok, dividiamo si fa alla romana". dice Oliver. "Io sono romano, e si fa a modo mio": e pagò per tutti. Un gesto che credetemi, da parte di uno che vive la tv da professionista e che in qualche modo è alimentato dal distacco catodico con la gente comune, non è da tutti. In tanti anni non l'ho mai visto fare da colleghi più 'piacioni' e molto più ricchi di lui.&lt;br /&gt;Gli aneddoti sarebbero davvero troppi, e si finirebbe con il solito quadretto da libro Cuore che altri possono fare meglio di me. A lui procurerebbe un po' di nausea.&lt;br /&gt;Di lui mi mancheranno le battute, i tormentoni, le rivelazioni (quelle che il pendolino non avrebbe mai detto) e le tante verità che Maurizio aveva e si teneva per sé. O al massimo rivelava davanti a un limoncello o a una di quelle orrende merendine al cioccolato che gli passavo sottobanco durante la trasmissione e che gli piacevano da morire. Come a me del resto...&lt;br /&gt;Maurizio era molto, molto generoso; con attenzioni delicatissime: ed era pieno di difetti che lo rendevano anche più umano. Aveva improvvisi sbalzi di umore e imprevedibili e violentissimi sfoghi verbali che in onda potevano diventare molto problematici da controllare. Aveva un gusto per il divertimento unico nel suo genere: era convinto (secondo me anche un po' a torto) della buona buona fede e dell'onestà delle persone di sport. Ma soprattutto gli piaceva che la gente si divertisse, ridesse e magari che ragionasse anche attraverso una battuta, una spigolatura.&lt;br /&gt;Se ce l'aveva con qualcuno lo diceva. E la cosa poteva accadere in studio, o durante un collegamento: se la discussione iniziava quasi certamente finiva in lite che, poteva rivivere ogni settimana, sempre più dura e astiosa. L'ho scritto altre volte: lavorare con lui, ma anche con il professor Scoglio, era un po' come cenare a un ristorante di lusso con una bomba a orologeria innescata sotto il tavolo. Maurizio aveva antipatie che potevano durare una vita, o finire in cinque secondi. Bastava mezza parola, in un senso o nell'altro. Una volta anche io e lui abbiamo discusso pesante: e ci siamo tenuti il muso a lungo. Ma alla fine a separarci non sono state le discussioni, ma le circostanze.&lt;br /&gt;Mi sarebbe piaciuto poter proseguire l'esperienza di 'Di qua o di là': ma questo lavoro è così. E con la stessa rapidità con la quale mi portarono a lavorare con lui, l'occasione di condividere le mie giornate con Maurizio si dissolse portando me dietro una scrivania e lui davanti ad altre telecamere. Ci siamo sentiti pochissimo, e visti ancora meno da allora. Mi arrivavano i suoi saluti, e gli mandavo i miei. Bastava quello per sapere che ci si pensava, e che ci si voleva ancora bene.&lt;br /&gt;Sapevo della sua sofferenza da tempo, e ogni domenica Guida al Campionato per me era l'occasione di constatare il suo stato di salute: "Finché è lì va tutto bene..." dicevo a mia moglie cercando di capire dalle inquadrature le sue condizioni, il suo umore. Ma lui, come sempre in onda non faceva trapelare nulla di quella che era la sua vita, il suo stato d'animo. Era capace di lavorare dodici-quattrodici ore al giorno senza interruzioni. E le tante preoccupazioni che aveva non trapelavano mai. E' stato capace di lavorare fino all'ultimo istante nonostante molta sofferenza, lunghissime cure, operazioni e terapie: perché questa sua dedizione era la cosa che lo definiva di più.&lt;br /&gt;Di lui si possono dire un sacco di cose, a me ne interessa solo una. Perché è quella che ho sempre detto di lui a chi mi chiedeva 'come fosse lavorare con Mosca'.&lt;br /&gt;Io so solo che con lui mi sono divertito un casino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Maurizio, con te mi sono proprio divertito tanto.&lt;br /&gt;Buon viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Stefano Benzi, direttore di Eurosport&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3223047947559120702?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3223047947559120702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3223047947559120702' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3223047947559120702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3223047947559120702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/in-ricordo-di-maurizio-mosca.html' title='In ricordo di Maurizio Mosca'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-2652862384462183537</id><published>2010-04-04T19:22:00.004+02:00</published><updated>2010-04-06T16:30:20.352+02:00</updated><title type='text'>Chi peggio?</title><content type='html'>È un dilemma di facile risposta. Sul calcio giocato in Italia da qualche anno, di qualità indecorosa, la vince alla grande lo squallido modo di commentarlo da parte di Sky Sport.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-2652862384462183537?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/2652862384462183537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=2652862384462183537' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2652862384462183537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2652862384462183537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/chi-peggio.html' title='Chi peggio?'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4208496354204021661</id><published>2010-04-04T18:06:00.006+02:00</published><updated>2010-04-04T19:11:21.979+02:00</updated><title type='text'>La Lega che vorrebbero che fosse</title><content type='html'>Ernesto Galli della Loggia, lo sfortunato commentatore del &lt;em&gt;Curierun&lt;/em&gt; che qualche giorno prima delle elezioni ha preconizzato la disfatta elettorale del Pdl alle regionali perché afflitto da berlusconismo fatiscente e plasticità innata, oggi cerca di dare una lezione ideologico-programmatica alla Lega. Poiché questo partito ha vinto il test elettorale è bene, questo il suo ragionamento, trasferirlo dalla riserva indiana degli zotici paesani al proscenio dei movimenti che possono meglio interpretare le aspirazioni del mondo borghese di perpetrare il suo dominio sulla politica in Italia.&lt;br /&gt;La Lega, dice il nostro Ernestino, sa interpretare la contemporaneità perché è fatta da uomini della stessa pasta del suo elettorato: pragmatici, lavoratori, perseveranti nel perseguire le poche idee che hanno in zucca. Federalismo, buon governo, legalità pubblica e privata.&lt;br /&gt;Ma il federalismo è una chimera perché la gente è delusa dal regionalismo (sic! non vota Pd quindi il giocattolino non piace più) e perché adottarlo significherebbe mettere in angosce le regioni del sud, che infatti dovrebbero cominciare a fare i conti con il senso di responsabilità ed accantonare il clientelismo.&lt;br /&gt;Meglio dunque dedicarsi allo riforma dello stato come eccellentemente fa Maroni ed abbandonare le ubbie federaliste.&lt;br /&gt;L'articolo di Galli della Loggia è sintomatico di come il mondo alto-borghese che il Corriere della Sera fedelmente rappresenta da sempre continui non solo a non capire il fenomeno Lega ma nemmeno si sforzi di accettarlo. Da 25 anni lo considera una fastidiosa parentesi, esattamente come inquadra Berlusconi che non è della stessa pasta, è attaccabilissimo ma è purtroppo un fenomeno di consenso elettorale.&lt;br /&gt;Il federalismo è visto come una mostruosità che potrebbe sconvolgere i poteri economici sul territorio e nel paese, e la subordinazione della politica agli stessi.&lt;br /&gt;Meglio fargli fare, da bravi soldatini, la guerra alla malavita ed a compito finito, perché hanno le palle e potrebbero farcela in modo egregio, metterli in un'altra riserva, quella dei Cincinnati.&lt;br /&gt;Mai che l'illustre docente ci racconti come e perché in Italia la borghesia, sempre quella alta, giusto per intenderci, non abbia saputo mai fare una grande creativa politica nazionale ed abbia sostanzialmente fallito tutte le occasioni storiche che le si sono presentate per cambiare l'Italia(solo per fare un esempio la ricostruzione post bellica ed ancora proprio quella riforma regionalistica oggi snobbata) delegando di volta in volta la sua rappresentanza ad obbedienti commis: democrazia cristiana, sinistra post comunista, sino ai piccoli manovratori quali oggi sono Casini e Fini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4208496354204021661?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4208496354204021661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4208496354204021661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4208496354204021661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4208496354204021661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/la-lega-che-vorrebbero-che-fosse.html' title='La Lega che vorrebbero che fosse'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8263985915321437609</id><published>2010-04-02T17:07:00.002+02:00</published><updated>2010-04-02T19:40:56.030+02:00</updated><title type='text'>Che Italia è?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Che Italia è, quella che riprende la navigazione dopo essersi scannata nella baia delle regionali? Politicamente è uguale a se stessa, da quindici anni, con l’intero dibattito che ruota attorno a Silvio Berlusconi, con la sinistra ipnotizzata e, al tempo stesso, indemoniata dall’idea che si possa vincerlo senza batterlo elettoralmente, con alcuni volontari che, a turno, cercano di fargli le scarpe nel suo stesso schieramento, soccombendo uno appresso all’altro. Istituzionalmente peggiora, perché interi apparati dello Stato sono vicini al coma celebrale, mentre i giornali, per piaggeria o supposta furbizia, tendono a spandere incenso attorno al deragliamento che travolge gi equilibri costituzionali. Economicamente ha il fiatone, ha smesso di correre e ancora avanza a sobbalzi, piegandosi sul fianco e tenendosi la milza. Ha la stoffa di un gran corridore, ma acciaccato. Socialmente può essere letta in modi diversi, perché i numeri dell’economia dimostrano che le cose non vanno poi così male, ma l’umore complessivo è malmostoso, segnalando un Paese meno propenso alla grandiosità e alla generosità, più aggredito da invidia, accidia e rosiconeria. In questa situazione Berlusconi ha messo in atto il suo capolavoro elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sa leggere e interpretare l’Italia meglio di chiunque altro, e per negarlo si deve essere non di parte o avversari, ma direttamente stupidi. Chi crede che sia lui a modellare quest’Italia s’illude, perché spera che mettendolo a tacere (è una parola!) le cose cambino. No, in quel caso si perderebbe il migliore interprete, non cambierebbe la realtà. Il capolavoro delle regionali dovrebbe essere studiato, Sarkozy dovrebbe passarci sopra le vacanze, perché usa le parole altrui a proprio vantaggio. La sinistra attacca perché ritiene illiberale chiudere le trasmissioni politiche della Rai? Lui non risponde negando, ma affermando che quei conduttori politicizzati dovrebbero tacere sempre. Lo attaccano sul piano giudiziario? Lui tralascia la sostanza e accusa i magistrati. Lo crocifiggono con le intercettazioni? E lui chiede agli italiani se si sentono tranquilli, quando parlano al telefono. Il tutto a uso e consumo di quella fetta d’italiani che seguono la politica e il dibattito pubblico. Non la maggioranza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.davidegiacalone.it/"&gt;http://www.davidegiacalone.it/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8263985915321437609?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8263985915321437609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8263985915321437609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8263985915321437609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8263985915321437609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/che-italia-e.html' title='Che Italia è?'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-314192024767903160</id><published>2010-04-02T16:50:00.002+02:00</published><updated>2010-04-02T19:38:42.942+02:00</updated><title type='text'>Giorgio Porcaro, una vita che è durata uno sketch</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Bruno Porcaro ha ventitrè anni, per sovravvivere fa l'assicuratore («Ma vorrei lavorare in radio»), è appena tornato dall'Arizona dove ha partecipato al reality show Wild West («Un'esperienza che ti arricchisce ma non ti cambia, alla fine hai qualcosa in più nel tuo bagaglio ma sei sempre il solito pirla») e a Milano ci sta talmente bene che la prossima volta che partirà per il deserto, la prima cosa che mette in valigia è l'iPod con registrato i rumori del tram: «La mia vita è questa, altro che selvaggio West».&lt;br /&gt;«La mia vita è questa, altro che selvaggio sud» è una frase che suo padre, Giorgio Porcaro - il “terrunciello” che parlava un dialetto tra il pugliese e il lombardo completamente inventato - magari non ha mai detto ma di sicuro ha pensato un milione di volte quando si trovava a tirar mattina in un'osteria sui Navigli e gli capitava di pensare alla «sua» Benevento, dove era nato nel '52 (anche se bausciava di esser di Madonnetta, “che non è un paese ma la Madonna che sta sulla guglia più alta del Duomo” diceva) e che lasciò a cinque anni per salire a Milano: «Mio nonno era finanziere: gli cambiavano spesso destinazione».&lt;br /&gt;Giorgio Porcaro, invece, il massimo che cambiò fu strada, da via Caracciolo dove passò la gioventù a via Volta, dopo sposato. E quando al tramonto della carriera e della vita finì a Milano 3 probabilmente si sentì all'estero, lui che se avesse potuto avrebbe costruito una «muraglia milanese» sul parallelo di Porta Genova, perché da lì in giù sono tutti meridionali diceva. Lui che si considerava un milanese col pedigree, che mangiava busecca e risotto, lui che creò il personaggio culto del terrunciello e se lo vide scippare - rob de matt - dal suo miglior amico, Diego Abatantuono: stessi riccioli stessa classe diverso destino.&lt;br /&gt;Comico di gran razza, tra i più geniali e dimenticati cabarettisti italiani degli ultimi trent'anni, per Giorgio Porcaro la vita è durata il tempo di uno sketch: una risata e via. Un'ascesa e caduta - ha detto qualcuno - che appartengono alla mitologia dell'icona clownistica, della risata che nasconde abissi di tragedia personale: la gavetta, gli applausi, il successo che ormai è lì basta stringere il pugno, poi le luci che si spengono all'improvviso, l'assenza della ribalta mentre gli amici vanno avanti, infine una storiaccia di droga - lassem perd - e la malattia.&lt;br /&gt;Giorgio Porcaro se ne andato che non aveva neppure cinquant'anni nell'estate del 2002. Cancro, come tanti. «L'ha affrontato con forza incredibile, fino alla fine. E sì che ha sempre avuto una paura matta dei medici e degli ospedali. Eppure, ha accettato tutto pur di tentare di vincere il suo male. Ancora il giorno prima, che non aveva più voce, ha chiesto i medici come andava. Ci ha creduto davvero».&lt;br /&gt;Ci ha creduto davvero anche quando entrò per la prima volta al Derby, il tempio della comicità milanese, era l'inverno del '72: «Anni speciali, di sicuro i più belli della sua vita, papà lo diceva sempre: gli anni di quando la tv non aveva ancora ucciso il cabaret, del Meazza senza il terzo anello che alla domenica ci andavi a piedi, gli anni che se avevi bisogno di qualcuno sapevi sempre dov'era senza cercarlo sul telefonino. Diceva che era un'altra città, meno caotica, più aperta».&lt;br /&gt;Appunto. Per Porcaro le porte dello spettacolo si aprirono grazie a un grande amico che si chiama Gianfranco Funari il quale lo scaraventò sul palco del Derby con il suo gruppo, I mormoranti, che divideva con Bruno Gracieffa e il (futuro) cantautore Fabio Concato. Titolo del primo spettacolo: Da dove vieni tu?. La risposta è: Non lo so, ma so dove voglio andare, lontano. Infatti arriva La Tappezzeria, anno 1977, uno spettacolo teatrale di Enzo Jannacci e un signore che si chiamava Beppe Viola. Poi il passo dal teatro al cabaret, sempre con l'amico «Dieco», Mauro Di Francesco («Papà diceva che era il più simpatico, gliene facevano di tutte, una volta gli misero del peperoncino nel flauto che usava per il suo numero») e poi Boldi, Teocoli, il (futuro) romanziere Giorgio Faletti. E Jannacci. «Fu lui il primo a credere nel personaggio del terrunciello inventato da papà, poi però disse a Diego “Portalo avanti tu che c'hai più la faccia da meridionale”. Mio padre era un bonaccione, non si oppose. Poi Abatantuono che è un grande artista ne fece il suo capolavoro. Per un po’ rimasero amici, dopo ci fu la rottura e alla fine i tentativi di riavvicinamento, anche se non fu più come prima». Anche quando la grande stagione del Derby si chiude e il gruppo di amici sulle orme dei Gatti di Vicolo Miracoli salta dal cabaret al cinema, alla fine dei Settanta, non fu più come prima per Giorgio Porcaro.&lt;br /&gt;Tra il '79 e l'83, ai tempi del leggendario b-movie all'italiana, infilò cinque film uno dietro l'altro, dall'indimenticato Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi (con un Boldi strepitoso a fare il verso a un simil-Berlusca) al fortunatamente dimenticato Sturmtruppen II. I suoi però non erano più caratteri da commedia dell'arte ma macchiette ridotte a rubare un'inquadratura ad attori, disemm inscì, come Jimmy il Fenomeno, Gegia, Pongo e Giancarlo Magalli. «Il rimpianto più grande di papà era di non aver avuto ciò che meritava. Sapeva di aver scritto una pagina della storia del cabaret ma non aveva ricevuto niente in cambio. Però non era risentito o arrabbiato. Gli scocciava certo, ma aveva un gran carattere, sapeva passarci sopra. Mi ricordo una sera, era già in ospedale. Abatantuono era in tv, a Controcampo, e a un certo punto lo saluta in diretta e gli dice: “Dai Giorgio che ce la fai”. Papà si commosse, sono certo che dentro di lui ha detto, “Ma sì, va là che ci si vuol bene”. Era fatto così».&lt;br /&gt;Già, com'era fatto papà? «Un martello: irresistibile e incontenibile, come sul palco, uno che quando andavamo in metropolitana iniziava a fare le imitazioni in mezzo alla gente, io mi vergognavo e dicevo “Basta papà, dai” e lui niente, anzi ad alta voce: Scusa?! Che cousa! Sent'bello, i sso' milanesss. Ogni volta così». Lo diceva per far ridere, milanesss i cent pi cent, ma Porcaro, nonostante il cognome e un debole per le 128 Krups rosa con interni leopardati, milanese si sentiva davvero. «Non avrebbe abbandonato questa città per nulla al mondo, in Puglia andava una volta all'anno a trovare i parenti, ma poi subito su a Milano, dove peraltro diceva che il 70 per cento sono pugliesi. Gli piaceva tutto della città, ristoranti e osterie soprattutto, be’ per uno come lui che tutte le sere finito lo spettacolo si andava fuori a mangiare... Una cosa non sopportava: l'immigrazione, non dei terùn però, degli orientali, i giapponaiiis come diceva lui». Ne diceva e ne faceva di cose, lui: parole e lingue inventate, zeppe, improvvisazioni, smorfie, tutte l'armamentario che fa di un vero artista quello che è: un talento naturale. Oggi purtroppo Giorgio Porcaro lo hanno dimenticato in tanti, quasi tutti. Verrebbe voglia di chiedergli scussa. Che in milanese si dice me dispiass.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Luigi Mascheroni, su Il Giornale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-314192024767903160?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/314192024767903160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=314192024767903160' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/314192024767903160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/314192024767903160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/papa-giorgio-porcaro-una-vita-che-e.html' title='Giorgio Porcaro, una vita che è durata uno sketch'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4682947045078988527</id><published>2010-04-01T11:36:00.004+02:00</published><updated>2010-04-01T18:09:02.301+02:00</updated><title type='text'>Il centrodestra allunga la sua striscia vincente</title><content type='html'>Concluse le elezioni, come dice oggi sul &lt;em&gt;Curierun&lt;/em&gt; Paolo Ostellino, i voti si contano e non si pesano.&lt;br /&gt;Queste elezioni di mezzo termine hanno sostanzialmente detto quattro verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. In Italia il centrodestra è maggioritario e sopporta persino due anni di governo distratto e di scandaletti pornografici del Cavaliere. L'elettorato non è però beota, come fortunatamente crede il pensiero debole degli pseudo intelettuali di sinistra, ed i suoi messaggi li manda forti e chiari. La crescita geometrica della Lega è dovuta a questo, oltreché da una indubbia capacità politica (i migliori ministri sono leghisti o di cultura leghista).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Pd è ormai uno zatterone incapace di generare iniziativa politica. Il connubbio catto-comunista è peggio di una paresi facciale. Dal serpentone elettorale ogni tanto si stacca un sussulto di isteria politica che li indebolisce ulteriormente. Questa volta è toccato ai seguaci del comico genovese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il vero sconfitto è Casini, con la sua compagnia di giro dei Rutelli, Tabacci, Luca di Montezemolo e direttori di giornali. Il bipolarismo è una realtà che non si scalfisce con simili figuranti. Peggio, i nipotini democristiani si sono inventati una strategia dei due forni che li ha fatti somigliare a Mastella e che l'elettorato ha bocciato sonoramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Fini ha confermato di contare più sui giornali e sulle televisioni che nelle matite degli elettori di destra. Il suo rancoroso attacco prolungato a Berlusconi ed il suo altezzoso silenzio in campagna elettorale è costato poco elettoralmente, ma verrà da lui pagato molto in termini di incisività politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione è che il Pdl si sia ancora una volta ricompattato dietro al suo leader ed abbia accettato come ineluttabile l'asse di governo Berlusconi-Bossi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4682947045078988527?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4682947045078988527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4682947045078988527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4682947045078988527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4682947045078988527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/04/concluse-le-elezioni-come-dice-oggi-sul.html' title='Il centrodestra allunga la sua striscia vincente'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1897739991905353054</id><published>2010-03-27T15:39:00.002+01:00</published><updated>2010-03-27T16:03:51.968+01:00</updated><title type='text'>Le mie previsioni</title><content type='html'>Test regionali. Pdl forte calo, Pd leggero incremento, Mozzaorecchi in crescita, Lega forte crescita nel Nord.&lt;br /&gt;PS: non la prendo mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1897739991905353054?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1897739991905353054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1897739991905353054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1897739991905353054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1897739991905353054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/03/le-mie-previsioni.html' title='Le mie previsioni'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8662586726245377758</id><published>2010-03-22T12:12:00.002+01:00</published><updated>2010-03-22T15:24:40.767+01:00</updated><title type='text'>Ognuno ha i propri vivai</title><content type='html'>Le Procure italiane.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;cantera&lt;/em&gt; dell'Italia dei valori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8662586726245377758?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8662586726245377758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8662586726245377758' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8662586726245377758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8662586726245377758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/03/ognuno-ha-i-propri-vivai.html' title='Ognuno ha i propri vivai'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4936498977641543175</id><published>2010-03-22T12:10:00.002+01:00</published><updated>2010-03-22T15:24:20.726+01:00</updated><title type='text'>Aspettando inam e rabbini pedofili</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Con molti amici e nemici di Indiscreto abbiamo in comune almeno una cosa, complice l'assenza del web nella nostra adolescenza e anche dopo: la frequentazione dello sport di base nelle vesti più diverse (addirittura anche l'arbitro), senza mai correre il rischio di diventare campioni, oltre alla frequentazione degli oratori quando erano un irrinunciabile punto di aggregazione e non solo il ricettacolo di tutte le sfighe del mondo.&lt;br /&gt;Mai detta una preghiera in vent'anni di frequentazione sportiva, ancora oggi la domenica quando durante il Padre Nostro ci si stringe la mano viene istintivo pensare agli azzurri di Italia Novanta: Giannini che dava forza a De Napoli che la dava a Maldini, che la dava a Zenga, eccetera. Mai detta una preghiera come biglietto di entrata, ma conosciuto centinaia di sacerdoti e di persone di buonissima volontà (oggi li si definirebbe 'educatori') che dedicavano il proprio tempo a ragazzini di periferia che non erano il massimo né della simpatia né dell'educazione. Ai nostri tempi avevano già inventato gli spogliatoi e le docce, che si facevano senza vestiti. Passavamo metà della giornata sotto gli occhi di questi adulti, che in fondo consideravamo anche poco ma che vedevamo più dei nostri genitori. Dalla prima elementare all'università ne avremo incrociati mille, della nostra e di altre realtà locali. Nessuno ci ha mai molestato, nessuno ci ha mai dedicato una battuta o un'allusione come invece è capitato in ambienti più 'laici'. Parliamo per noi e per tutti i ragazzi che abbiamo conosciuto: l'1% di una battuta, se mai fosse stata pronunciata, sarebbe diventata in automatico di dominio pubblico e base del meccanismo di scherno che rende i giovani spesso più crudeli degli adulti. Dove vogliamo arrivare? A una cosa seria, una volta nella vita. A dire che i singoli casi di pedofilia vanno giudicati e puniti caso per caso, ma non in quanto 'di categoria'. Il commercialista pedofilo è un criminale che disonora se stesso o i commercialisti? Quello che veramente pensiamo è che la Chiesa Cattolica sia un bersaglio troppo facile per i moralisti di ogni specie, quelli che alzano il ditino sapendo di non rischiare niente. Ansiosi di guadagnarsi patenti 'liberal' senza troppa fatica: un'articolessa insinuante sul coro di Ratisbona e oplà, il gioco è fatto. Citiamo, che in italiano vuol dire 'copiamo', Andreotti quando disse che "E' strano che non esistano imam o rabbini pedofili". Liberarsi dalle religioni, quelle rivelate, quelle filosofiche e quelle laiche: saremo senz'altro più soli e impauriti, ma forse troveremo Dio. Nella peggiore delle ipotesi noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Olivari, sul blog Indiscreto&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4936498977641543175?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4936498977641543175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4936498977641543175' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4936498977641543175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4936498977641543175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/03/aspettando-inam-e-rabbini-pedofili.html' title='Aspettando inam e rabbini pedofili'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3051212167546235300</id><published>2010-03-02T20:45:00.004+01:00</published><updated>2010-03-04T21:02:55.264+01:00</updated><title type='text'>Pro memoria per molti Italiani (ed una parte del clero)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Ai musulmani che vogliono vivere secondo la legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l'Australia, questo allo scopo di prevenire e evitare eventuali attacchi terroristici. Sembra che il primo ministro John Howard abbia scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando: "GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI! Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà. La nostra lingua ufficiale è l'INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l'arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua! La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d'influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E' quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un'altre parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia pacificamente con noi.&lt;br /&gt;Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un'altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che VI ha accettati."&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3051212167546235300?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3051212167546235300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3051212167546235300' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3051212167546235300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3051212167546235300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/03/pro-memoria-per-molti-italiani-ed-una.html' title='Pro memoria per molti Italiani (ed una parte del clero)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4503148916839931334</id><published>2010-02-28T12:46:00.009+01:00</published><updated>2010-03-09T19:52:28.128+01:00</updated><title type='text'>Sri Lanka</title><content type='html'>Tornando da un viaggio, specie in terre prima sconosciute, viene da chiedermi, in una galleria di paesaggi, monumenti, volti, ambienti, quali sia il flash che resterà impresso nella memoria, che sarà la sintesi di quell'esperienza, la chiave per riaprire le emozioni vissute.&lt;br /&gt;Mi capitò in terra di Israele, dove dopo giorni passati a ricercare la spiritualità che là avrei voluto trovare e che mi si nascondeva ancora, in un tardo pomeriggio, in un Santo sepolcro finalmente vuoto di torme di fedeli, incontrai l'emozione assoluta, solo, inginocchiato sulla pietra sepolcrale. Lì era il senso del pellegrinaggio e la chiave di lettura della visita in Terra Santa. Quanto meno per me, in quei giorni della mia vita.&lt;br /&gt;Oggi, di ritorno dallo Sri Lanka, mi pongo la stessa domanda.&lt;br /&gt;In una decina di giorni ho visto paesaggi inusuali, una vegetazione lussureggiante, tutte le tonalità del verde, animali selvaggi, rettili, una moltitudine di cani a guardia della minaccia dei serpenti.&lt;br /&gt;Poi le statue del Buddha nella roccia, disegnato nelle grotte, riprodotto in povere edicole infiorate lungo le strade.&lt;br /&gt;Le piantagioni montane del the e la silenziosa fatica delle contadine che colgono le foglioline più giovani per la bevanda.&lt;br /&gt;Le poche grandi città, eguali alle nostre nel degrado urbano, nei quartieri di lamiera delle periferie, nella sorda ottusità delle folle che le attraversano, nell'insistenza disperata delle torme di mendicanti che vedono nei turisti il mezzo per sopravvivere un'altra giornata.&lt;br /&gt;Il lusso spropositato dei grand hotel, isole aliene in un panorama di miseria tangibile e disperante nella sua normalità.&lt;br /&gt;La fede nei templi, dinnanzi agli alberi sacri, serena e silenziosa con i poveri ornamenti dei lumini e dei fiori di loto.&lt;br /&gt;Eppure il ricordo dell'isola meravigliosa è il saluto della gente. Radioso, i profondi occhi neri sgranati, il sorriso aperto, l'ingenua disponibilità verso i diversi. Sorrisi e saluti ovunque. Dai bambini delle scuole, dai contadini al lavoro nei campi, dalle ragazze al passeggio, da un mondo che sa vivere una difficile e povera esistenza con la serena consapevolezza che la loro missione è stare in pace con la natura e con il prossimo, anche con il diverso quale noi siamo per loro.&lt;br /&gt;Questo è l'&lt;em&gt;inprinting&lt;/em&gt; dello Sri Lanka nella mia mente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4503148916839931334?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4503148916839931334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4503148916839931334' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4503148916839931334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4503148916839931334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/02/tornando-da-un-viaggio-specie-in-terre.html' title='Sri Lanka'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-348351161494775748</id><published>2010-02-28T12:25:00.002+01:00</published><updated>2010-03-01T01:30:58.981+01:00</updated><title type='text'>Berlusconi e Fini</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La fedeltà è una dote canina. Può essere chiesta ai quadrupedi o, in politica, a chi non abbia altro da offrire. La lealtà, invece, è roba importante, ma complicata: si dovrebbe essere leali nei confronti dei propri compagni di lotta o di partito, così come si dovrebbe esserlo verso gli elettori. La coerenza, insomma, è una dote morale. Gli incoerenti e gli sleali possono ben vincere qualche partita, o galleggiare per una vita, ma non possono costruire nulla di buono, perché è guasto il materiale che li compone. Infine: è vero che Machiavelli sostenne il fine giustificare i mezzi, ma la cosa è largamente banalizzata e fraintesa, perché necessita di un fine nobile, non certo bastando il proprio tornaconto. Scusatemi se l’ho presa tanto alla lontana, ma parlare di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini ha un senso se si pensa all’insieme dei nostri problemi, altrimenti è noiosamente ripetitivo.&lt;br /&gt;Trovo giusto che Fini faccia osservare quanto sia inconcludente un centro destra con la bava alla bocca. Ma lui e gli altri, che un tempo si definivano camerati, sarebbero rimasti a bocca abbondantemente asciutta se Berlusconi non avesse adottato quel modulo comunicativo. Trovo opportuno che Fini abbia sottolineato quanto il federalismo fiscale rischia d’essere un costo, e che andare a rimorchio della Lega significa parlare solo ad una parte d’Italia. Ma quella riforma si trova nel programma elettorale da lui condiviso, e la vittoria che lo ha portato ad essere la terza carica dello Stato si deve all’alleanza con la Lega. Ricordi, inoltre, a proposito di sconquassi nelle casse pubbliche, che fu lui a fermare il già flebile piglio riformatore, nel secondo governo Berlusconi, impedendo interventi significativi a danno del pubblico impiego e della spesa improduttiva, dove, forse, vedeva sacche di proprio elettorato. E’ sensato che Fini chieda di affrontare razionalmente il tema dell’immigrazione, e su questo, da noi, sfonda una porta aperta, ma farà bene a non dimenticare due cose: la Lega che si rivolge ai reali dolori delle periferie eredita parole d’ordine che dovrebbero ricordargli qualche cosa, e la legge che regola l’immigrazione si chiama Bossi-Fini.&lt;br /&gt;Potrei continuare, ma mi fermo, per non essere frainteso. Cambiare idea può essere cosa buona e giusta, e, nel caso di Fini, ha effettivamente cambiato idee che erano profondamente e inaccettabilmente sbagliate (ricordate il Mussolini più grande statista del secolo? Poi divenuto l’autore delle leggi razziali: il male assoluto). Solo che si deve aver cura di avvertire che si sta cambiando, specificando perché prima si sbagliava, un po’ come quando si gira, con la macchina, e si deve mettere la freccia, e, inoltre, di non farlo sempre all’indomani dell’avere incassato qualche cosa. Non sta bene.&lt;br /&gt;Ma le questioni aperte fra Berlusconi e Fini non sono di carattere personale, modello Bibì &amp;amp; Bibò, o, per quel che lo sono, non m’interessano affatto. Sono questioni politiche, riassumibili così: a. si trovano nello stesso partito, che, però, non è un partito, non ci sono congressi, direzioni o segreterie in cui una linea perde e l’altra vince, sicché convivono senza fondersi; b. chi porta la gran pare dei voti è Berlusconi, capacissimo di costruire vittorie elettorali, ma meno di costruire il consenso attorno a linee politiche. A sinistra succede la stessa cosa, ma con leaders meno forti, al punto che ieri si sono dovuti umiliare ad aderire alla seconda edizione di una manifestazione che avevano inizialmente snobbato.&lt;br /&gt;Berlusconi, per chi gli vuol bene e per chi gli vuol male, domina la scena da quindici anni. Ma non domina la politica. E’ un motore che romba e intimorisce, ma fatica a ingranare la marcia. Il resto del mondo politico vive nella sua ombra, che gli sia alleato o avversario. Non so quanto ancora durerà, so che chi non ha il coraggio di affrontarlo direttamente, sfidandolo sul terreno del consenso, non gli succederà. Né che gli sia alleato, né che gli sia avversario. Lo ignorano quelli che non pensano, ma lo sanno quelli che occupano le prime file. Per questo il tira e molla dura decenni, con il ringhiare minaccioso che segue e precede lo scodinzolare festoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.davidegiacalone.it/"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;www.davidegiacalone.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-348351161494775748?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/348351161494775748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=348351161494775748' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/348351161494775748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/348351161494775748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/02/berlusconi-e-fini.html' title='Berlusconi e Fini'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1921180324551728147</id><published>2010-02-26T11:37:00.004+01:00</published><updated>2010-02-26T19:17:09.664+01:00</updated><title type='text'>Caso Mills, un pessimo esempio di esercizio della  giustizia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La partita conclusa ieri, in Cassazione, porta il nome apparente di David Mills, ma diversa era la posta reale: Silvio Berlusconi. La sentenza delude quelli che speravano di condannare il secondo, per il tramite del primo, lascia aperto un procedimento penale destinato ad autodistruggersi e impone una nuova agenda politica, in tema di giustizia. L’avvocato Mills la sfanga, salvo dover risarcire la parte civile, che, per ironia della storia, è quella presidenza del Consiglio oggi abitata dal suo cliente di un tempo. Ma chiusa una partita se ne apre un’altra, tocca al governo dare le carte, e c’è da sperare che giochi con la testa, senza il solito appellarsi alla fortuna o all’isteria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in molti scriveranno che la Cassazione ha considerato Mills copevole, ma prescritto il reato, sicché deve ritenersi colpevole anche Berlusconi, che, però, non era parte in causa. La situazione è ancora più grottesca di quel che sembra: per effetto (perverso) del lodo Alfano, ovvero della sospensione del procedimento contro Berlusconi, e quale conseguenza della successiva sentenza d’incostituzionalità, il presunto corrotto e il presunto corruttore hanno avuto due processi diversi, di cui uno, quello a Mills, appena concluso, e l’altro, quello a Berlusconi, appena iniziato. Non occorre essere giuristi per rendersi conto che è una situazione da manicomio, che si sarebbe potuta evitare se la legge fosse stata fatta in modo meno superficiale, talché, oltre a renderla costituzionale, si fosse provveduto a sospendere anche i procedimenti a carico dei coimputati. E non occorre essere studiosi, bastando il buon senso, per aver chiaro che non è ragionevole vedersi condannare in un processo nel quale neanche si è imputati, quindi non ci si è difesi. Questo, però, è quel che stava succedendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cassazione fischia la scadenza del tempo: datando il reato al novembre del 1999 si constata l’intervenuta prescrizione. Se è vero per il corrotto, lo è anche per il corruttore. Anziché condannato, Berlusconi è prescritto per interposto Mills. E’ vero, non c’è, per Mills, l’assoluzione nel merito. Ma così come non si può essere un po’ incinte, neanche si può essere un po’ colpevoli. O lo si è, o non lo si è: senza sentenza di condanna, vale l’innocenza. (Si tenga a mente questo principio, lo tenga a mente il governo, cui oggi fa comodo, perché torneremo a parlare di mafia, e vedremo che le cose non sono poi così chiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.davidegiacalone.it/"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;www.davidegiacalone.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1921180324551728147?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1921180324551728147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1921180324551728147' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1921180324551728147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1921180324551728147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/02/caso-mills-un-pessimo-esempio-di.html' title='Caso Mills, un pessimo esempio di esercizio della  giustizia'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3617533706604317517</id><published>2010-02-24T18:21:00.003+01:00</published><updated>2010-02-26T19:16:33.224+01:00</updated><title type='text'>Corruzione ed intercettazioni, un parere che fa riflettere</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La popolarità di Guido Bertolaso, il fatto che le accuse non ne abbiano provocato l’immediata cancellazione dal consesso civile, ha introdotto una novità, nella barbarie della malagiustizia italiana: nel processo mediatico, con la giuria riunita al bar, la parola spetta anche alla difesa. Un passo in avanti, rispetto a tempi in cui poteva parlare solo l’accusa. Non resta, ora, che avviare l’uso del televoto, che tante soddisfazioni ha dato, in altri ambiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mentre l’inciviltà giuridica continua la propria marcia trionfale, le molte allodole del giornalismo italico svolazzano puntando sugli appositi specchietti, compitando pensose articolesse che sono, nella sostanza, veline di procura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ribadisco la sensazione già esposta: se gli inquirenti non stanno producendosi in uno striptease giudiziario, sicché il colpo di scena arriva alla fine, in sala la tensione si smoscerà presto, perché dietro le piume dell’allusione non c’è nulla di memorabile. E sarà un disastro, non perché a me piaccia la corrida giustizialista, che aborro, ma perché passeranno in cavalleria i guasti del sistema, dopo settimane passate in onanistiche discussioni sulla moralità collettiva e la più pertinente curiosità circa i massaggi. Lascio le supposizioni ai mestatori per vocazione, professione e profitto. Metto in fila qualche fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Lo scontro fra procure è già cominciato, com’è tradizione. Firenze indaga, Roma vuol essere informata, Perugia è competente per i magistrati della capitale. Ciascuno tenta di attirare a sé la gestione della ciccia, consistente nel mettere le mani sulla politica e sui colleghi. La prima testa rotolata via è quella di Achille Toro. Mica uno da poco: delegato ai reati della pubblica amministrazione e candidato a guidare la procura capitolina. Dice l’attuale capo: certo che gli parlavo delle indagini, perché non avrei dovuto fidarmene? Perché all’epoca della scalata Bnl lo stesso Toro fu sospettato di passare informazioni riservate. Fu prosciolto, ma rimetterlo all’incrocio fra soldi e politica non è stata un’idea saggia. Ora s’è dimesso dalla magistratura, in modo da evitare il procedimento disciplinare. Spero che sia, anche questa volta, innocente. Resta da stabilire se, in quel caso, lo sia averlo riaccusato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, lamenta che i colleghi di Firenze non avrebbero rispettato le regole relative alla competenza territoriale. Già la cosa è grave, perché l’idea che le leggi non siano rispettate in procura è imbarazzante (ma niente affatto nuova, perché attorno alla “competenza” si sono agitati scontri eclatanti, in passato). Ma la cosa cui a Roma non possono sfuggire è la seguente: se i fiorentini avessero passato carte, relative ad indagini su reati ai danni della pubblica amministrazione, queste sarebbero finite a Toro, che loro, però, stavano indagando. C’è del marcio in procura, insomma, restando da stabilire in quale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Le indagini fiorentine vanno avanti, a quel che sembra, dall’aprile 2008. In un lasso di tempo così vasto le intercettazioni telefoniche “a strascico” possono non solo coinvolgere chiunque, ma riguardare ogni cosa, comprese le divagazioni sessuali. Qui si nasconde una colossale ipocrisia: con la digitalizzazione delle comunicazioni tutto è archiviabile, senza che ci sia bisogno di mettere al lavoro gli uomini con le cuffie. La legge che regola le intercettazioni non può, naturalmente, amputare un così efficace strumento d’indagine, ma neanche può far credere che tutto ruoti attorno al timbro formale del giudice dell’indagine preliminare, perché c’è un limite al prendersi in giro. Siccome la mafia può permettersi di funzionare con i pizzini, ma il mondo normale parla al telefono, dovrebbe semplicemente essere proibito utilizzare, quindi depositare e pubblicare, conversazioni senza senso compiuto, colme di puntini di sospensione, ove il soggetto che più allude è proprio chi indaga. E dovrebbe essere proibito utilizzare e depositare conversazioni che hanno a che vedere con condotte private, ivi comprese le risate notturne. A meno che non ci siano altri elementi di prova che dimostrano l’evidente significato di quelle frasi smozzicate. La supposizione e il sospetto non bastano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Le misure cautelari servono a preservare la genuinità della prova. Ma la tempestività di quelle misure è servita a stoppare la corsa di Bertolaso e un provvedimento del governo (che a me non piaceva, quindi non scrivo per difenderlo). La sconnessione temporale fra le misure cautelari ed il processo, fra il mostrarsi dell’indizio e il formarsi della prova, genera mostri. Che potete comodamente osservare nel mentre scorazzano sulla pubblica scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il tema di fondo, ineludibile, è quello degli appalti pubblici. Non funzionano, mentre la protezione civile ha funzionato perché poteva aggirare quelle regole. Se la morale finale di questa storia fosse la cancellazione della deroga non solo sarebbe un danno, ma consegnerebbe il governo reale delle cose d’Italia nelle mani di chi popola il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti. Soggetti di cui ha già parlato il presidente della seconda Corte, da me ripreso nei giorni scorsi. Questa non è una china pericolosa, è una china suicida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Per evitare che la deroga conduca al peggio occorre riscrivere le regole degli appalti, e far funzionare la giustizia. Non è solo una questione di leggi, ma anche di pratiche amministrative e giudiziarie, che oggi si svolgono in una così pesta opacità da tenere lontani dal mercato italiano i grandi operatori internazionali delle infrastrutture. Se questa storia porterà ad una maggiore presenza del mercato, quindi della trasparenza e della concorrenza, nelle opere pubbliche, sarà una fortunata dimostrazione dell’eterogenesi dei fini. Se, invece, porterà alla pretesa di più controlli, generando più controllori, sarà un caso di masochismo nazionale, destinato a rafforzare il genetico intrallazzonismo del suo generone, imprenditoriale e politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.davidegiacalone.it/"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;www.davidegiacalone.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3617533706604317517?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3617533706604317517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3617533706604317517' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3617533706604317517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3617533706604317517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/02/corruzione-ed-intercettazioni-un-parere.html' title='Corruzione ed intercettazioni, un parere che fa riflettere'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-274328247298032367</id><published>2010-02-24T15:18:00.005+01:00</published><updated>2010-02-24T18:24:22.171+01:00</updated><title type='text'>Favola del 23 Febbraio</title><content type='html'>Dicono che in un quartiere fatiscente vivesse una piccola comunità di ladri in pensione.&lt;br /&gt;Dicono che il parroco della chiesa volesse redimere le pecorelle smarrite e che perciò organizzò una serata con giochi, musica e predica finale a cui invitò anche i ladri pensionati.&lt;br /&gt;Dicono che i ladri erano in pensione non per un ripensamento sulla loro mala vita ma solo perché i ladri giovani gli avrebbero sparato nella gambe se avessero osato rubargli la piazza.&lt;br /&gt;Dicono che alla festa i parrocchiani andarono in pochi perché la diffidenza verso i ladri, seppure in pensione, era ancora tanta.&lt;br /&gt;Dicono che i ladri in pensione si divertirono tanto alla festa e che alla fine andarono tutti a brindare all'osteria.&lt;br /&gt;Dicono che nella sala ormai vuota girovagava il parrocco cercando preoccupato dove potesse avere riposto la cassettina delle elemosine.&lt;br /&gt;Dicono che alla sera, spogliandosi per andare a letto, si accorse che gli avevano rubato il portafoglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-274328247298032367?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/274328247298032367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=274328247298032367' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/274328247298032367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/274328247298032367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/02/favola-del-23-febbraio.html' title='Favola del 23 Febbraio'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7467929879913977512</id><published>2010-02-24T12:37:00.006+01:00</published><updated>2010-02-24T18:26:30.395+01:00</updated><title type='text'>Crepuscolo del berlusconismo</title><content type='html'>La vita pubblica e giudiziaria italiana sta vivendo uno dei momenti più delicati e critici dalla fine di tangentopoli. In perfetta simbiosi con una tornata elettorale che si preannuncia fondamentale per misurare il livello di decadenza del sistema di potere berlusconiano, sono emerse inchieste giudiziarie di così vasto e diffuso raggio sulla corruzione nel sistema pubblico e statuale da ingenerare la netta convinzione che gli argini contro il malaffare siano stati rotti in modo diffuso e sistemico.&lt;br /&gt;La curva del consenso berlusconiano è in evidente affanno anche per motivi fisiologici. Spesso si dimentica che fanno ormai 17 anni di leaderschip nel paese. Un lasso di tempo epocale che, accompagnato all'anzianità di Berlusconi, ben spiega i segni di un crepuscolo che il suo alleato di partito e primo erede Fini cerca di rendere i più accelerati possibili.&lt;br /&gt;Questi diffusi episodi di decadimento della moralità pubblica, che seguono gli stili di vita sessuale discutibili e poco confacenti del premier, sono però sintomatici di uno sfaldamento del modello che è stato proposto negli ultimi tre lustri e che faceva da pilastro portante del consenso popolare.&lt;br /&gt;Cosa succederà ora?&lt;br /&gt;La certezza della fine del berlusconismo è un dato inoppugnabile. Potremmo chiederci, adattando Costanzo, quale disgrazia troveremo dietro l'angolo.&lt;br /&gt;Del tutto improbabile che l'eredità del Cavaliere sia raccolta dal Pdl, che per la dissonanza delle sue componenti sembra destinato ad una inesorabile frantumazione.&lt;br /&gt;L'unica incertezza è legata ai tempi. La debolezza del Pd e le incredibili risorse del Berlusca potrebbero produrre un arco temporale sufficiente alla nascita di una nuova alchimia maggioritaria disegnata su una diversa versione di centro-destra, che resta la connotazione più certa e stabile dell'elettorato italiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7467929879913977512?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7467929879913977512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7467929879913977512' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7467929879913977512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7467929879913977512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/02/crepuscolo-del-berlusconismo.html' title='Crepuscolo del berlusconismo'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-5091283282610641117</id><published>2010-02-24T12:11:00.005+01:00</published><updated>2010-02-24T18:29:50.759+01:00</updated><title type='text'>Mou, prenditi una pastiglia</title><content type='html'>La sceneggiata dell'allenatore Mourinho durante la partita Inter-Samp ha dell'incredibile. Un uomo di sport, se tale, è tenuto a conoscere il regolamento ed a sapere cogliere il limite di demarcazione fra discrezionalità arbitrale e norme regolamentari. Aspetti solari negli episodi critici di questa partita e che l'omino sulla panchina nerazzurra ha volutamente strumentalizzato, ormai prigioniero di un guittismo ad uso e consumo della parte più decerebrata dell'opinione pubblica e dei giornalisti di fede nerazzurra.&lt;br /&gt;Questo signore, ormai si può attestare dopo un biennio, ha portato in Italia una modestissima innovazione tecnica, stante la preponderante forza dell'organico messogli a disposizione dal petroliere Moratti - un uomo a cui il sistema Italia consente di vivere e spendere come uno sceicco - ma ha riversato sul paese che lo ospita, e lo strapaga, un disprezzo di sapore coloniale che poco si spiega con le sue origini nazionali.&lt;br /&gt;Colpito in modo lieve con squalifica e multa ridicola da una Federazione serva della proprietà dell'Inter sin dall'incredibile conclusione dell'&lt;em&gt;affaire&lt;/em&gt; Calciopoli, ha vestito i panni dell'umiliato ed offeso e ieri, in conferenza stampa pre Chelsea, ha chiaramente dato del mafioso ad Ancelotti, reo di sedere con profitto su una panchina che fu sua e da cui fu cacciato a metà di un campionato fallimentare.&lt;br /&gt;Il caso sta diventando di giorno in giorno esemplarmente clinico. Se ne sono resi conto in moltissimi, persino l'ambiente calcisitico in genere pervaso da un'odiosa ipocrisia.&lt;br /&gt;Quando si presenterà in conferenza stampa con il cappelluccio di Napoleone, anche sulla fronte di Moratti comparirà una ruga di perplessità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-5091283282610641117?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/5091283282610641117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=5091283282610641117' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5091283282610641117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/5091283282610641117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/02/mou-prenditi-una-pastiglia.html' title='Mou, prenditi una pastiglia'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8095186948535421148</id><published>2010-01-31T17:02:00.005+01:00</published><updated>2010-02-01T02:23:37.729+01:00</updated><title type='text'>D'Alema, Bersani e il cappio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Pier Luigi Bersani ha messo la testa nel cappio, ed ora lo accomoda come fosse una cravatta. La botta giunta dalla Puglia s’è fatta sentire, ma ribadire e rafforzare l’alleanza con l’Italia dei Valori, considerandola strategica, equivale a non aver compreso un rischio costantemente presente nella storia della sinistra italiana: non appena si accetta la presenza di estremisti e massimalisti, questi asfissiano la sinistra riformista, prendendo la guida del fronte. Massimo D’Alema aveva abbozzato una via ben diversa: dialogo con l’Unione di Centro, ricerca di una posizione moderata, apertura alle riforme condivise, in modo da non rassegnarsi all’estremismo preconcetto, che impedisce di pescare nell’elettorato degli avversari. E’ stato sconfitto all’interno, ed ora Bersani si consegna ostaggio di quelle stesse forze che impediranno ogni futura vittoria. Veramente, come abbiamo già scritto, la sinistra è prigioniera, inchiodata fra la toga e la pompa (quella della Bonino). Ed è un disastro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggioranza di governo ha compattamente votato per D’Alema, che diventa presidente del Copasir all’unanimità. Trovarsi a capo della commissione parlamentare incaricata di sorvegliare i servizi segreti, ed arrivarci con una tale indicazione politica, sarebbe dovuta essere l’indicazione di un possibile cammino politico. Un passo sulla via delle riforme, una scelta utile a giocare il resto della legislatura senza l’obbligo propagandistico delle contrapposizioni sterili. Ma la sinistra ha consegnato un D’Alema tramortito, ha provveduto essa a togliergli spazio e forza politica, talché quella presidenza potrebbe anche essere, dopo la non riuscita scalata all’esecutivo europeo (anche in quel caso con l’appoggio del governo), un avviso di prepensionamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda personale di D’Alema sembra, allora, incarnare la colpevole maledizione che impedisce alla sinistra d’essere forza indirizzata al cambiamento e alla modernizzazione del Paese. Egli è uno dei politici più capaci ed intelligenti, non solo del proprio schieramento, ma dell’intera scena parlamentare. Ha professionalità e sa che la politica costruisce, nel presente, la storia. Fu fra i primi, e fra i pochi, che sentì lo sfregio delle inchieste giudiziarie contro la politica, e, in quel caso, la sua formazione comunista lo aiutò a vedere il pericolo insito nel sovvertimento della gerarchia democratica. Ma non ebbe abbastanza forza e coraggio per farsi valere, prevalse in lui la voglia di continuare la navigazione, senza infrangersi sugli scogli dei principi e senza arenarsi nelle secche dell’isolamento. Aveva capito, prima, la necessità dell’accordo con i socialisti, riconoscendo in Bettino Craxi la stoffa della sinistra riformista, ma aveva poi lasciato correre, non ritenendo necessario difendere quel tessuto nel momento in cui veniva sbranato. Rimase a metà, fra l’essere comunista e l’essere un protagonista della democrazia. Si accorse che Berlusconi non era un fenomeno plastificato, comprese la natura profonda e la radice solida di un’esperienza politica cui s’indirizzavano la maggioranza degli elettori, ma non seppe essere conseguente fino in fondo, ripetutamente contando che qualcun altro s’incaricasse di rimuovere il problema. Giunse giovane alla presidenza del Consiglio, con una costruzione tattica che resta il suo capolavoro, ma perse in fretta la visione strategica è si mise a ruzzare con le privatizzazioni come un generale incapace poteva giocare con i soldatini. Ne ricavò una pagina vergognosa, la scalata a Telecom Italia, che presto mise in mostra due pericolose verità: non solo mancava la preparazione culturale per essere sinistra di governo, ma anche sul terreno degli affari lo fecero fesso, portando via, sotto il suo naso, la gran parte del malloppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato dipinto come cinico, prepotente, chiuso, determinato, machiavellico. E’ stato considerato un uomo di potere. Poi s’è visto che un Vendola qualsiasi può organizzare un cammellaggio elettorale tale da umiliarlo sulla pubblica scena. Massimo D’Alema, a me sembra, è un uomo di qualità, anche umana, che non è stato all’altezza di due compiti decisivi: chiudere la storia, pessima, del comunismo ed aprire quella della sinistra di governo. Al contrario di altri, ha valutato con realismo la condizione e ha visto la possibile meta, ma non ha saputo correre abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornalisti e commentatori che si sentono vicini al centro destra, in queste ore, lo hanno rimesso sullo spiedo, nel mentre il centro destra stesso lo votava al Copasir. Gli hanno messo nel conto, non sbagliando, lo sfascio della sinistra, l’autodistruzione di quel disegno abborracciato e mal riuscito del Partito Democratico, affetto dalle due più grandi arretratezza del secolo scorso: il dossettismo e il centralismo. Credo siano critiche fondate, ma trovo stonato un sovrappiù di soddisfazione. Non ho mai risparmiato critiche a D’Alema, quando ho creduto le meritasse, ma vedo cos’è la sinistra che gli sfugge di mano, vedo quel che succede ad un capo debole, Bersani, quando si ritrova a non saper dominare le guerre intestine e si mette al rimorchio di radicalismi e massimalismi. L’elefante che ha paura del sorcio, che barrisce scomposto e provoca sconquassi. Prendete un libro di storia, rileggete i capitoli in cui il massimalismo, nella sinistra, ha messo fuori gioco il riformismo, e constatate che l’Italia non ci ha mai guadagnato. Chiudete il libro, guardatevi attorno, e toglietevi dalla testa che il centro destra d’oggi abbia la forza, culturale e politica, per evitare i guai rinunciando alla sponda del riformismo di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro a D’Alema di non restarsene tranquillo al Copasir e di trovare la forza interiore per non rimanere prigioniero del falso potere, come già gli accadde. Spero che il voto unanime lo restituisca alla politica, incaricandolo di cancellare le peggiori tentazioni sinistre, correndo i rischi connessi al combattere il massimalismo. Ha avuto molto, dalla Repubblica, non s’accontenti della pensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal blog di Davide Giacalone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analisi puntuale del momento di crisi dei post comunisti. Non pienamente condivisibili sono i giudizi su D'Alema, personaggio più furbo che statista, che mi sembra avere perso tanti anni fa l'occasione per fare politica di grande spessore. Indubitabilmente però fra i PD è uno dei migliori e più abili, e come tale uno dei più odiati e perdenti fra i suoi compagni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8095186948535421148?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8095186948535421148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8095186948535421148' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8095186948535421148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8095186948535421148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/dalema-bersani-e-il-cappio.html' title='D&apos;Alema, Bersani e il cappio'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7682742889722186498</id><published>2010-01-27T01:49:00.001+01:00</published><updated>2010-01-27T01:53:14.156+01:00</updated><title type='text'>Il debito perfetto</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Tutto il mondo è paese? Per anni ci hanno detto (e noi lo credevamo anche) che le squadre inglesi fossero maestre nella buona (corretta) gestione del calcio, al contrario di quelle nostrane, piene di debiti e ancora archeologiche in termini di modelli di gestione che approcciano al calcio in chiave di marketing e quindi segmentano ogni ambito sfruttabile commercialmente e lo incrociano a prodotti appetibili da collocare nel frastagliato mondo del tifo e non. La società inglese al top di questo tipo di impostazione è stata da sempre il Manchester United, che ora si scopre essere stato gestito come una squadra italiana qualsiasi, tanto da accumulare una massa debitoria di quasi un miliardo di euro (quasi l’intero debito del campionato di calcio italiano). Ma se il Manchester la fa da padrone in tema di debiti, gli altri attori del calcio inglese non sono da meno. Si parte dai 130 milioni del Chelsea, per passare ai 380 milioni dell'Arsenal, ai 440 milioni del Liverpool, per arrivare infine ai 964 milioni del Manchester United. Quasi 2 mila miliardi di vecchie lire. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Detto ciò, occorre precisare che non tutti i debiti del calcio inglese sono uguali (e non solo per dimensioni). I debiti del Chelsea sono quasi tutti nei confronti del magnate russo Abramovich, il quale potrebbe, volendo, estinguerli in un batter d'occhio (tipo Moratti con l’Inter, per intenderci). Quelli dell'Arsenal sono quasi interamente legati alla costruzione del mega-stadio di Ashburton Grove, in altre parole sono una specie di mutuo e potrebbero addirittura essere iscritti alla voce investimenti indiretti. Anche secondo la Uefa (che ha aperto un focus sul fenomeno) questo tipo di esposizione è - tutto sommato - accettabile. Diverso invece, e assai più rischioso, il rosso di Liverpool e Manchester United. In entrambi casi si tratta quasi esclusivamente di debiti verso le banche contratti per l'acquisto del club stesso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Un escamotage – quello tecnicamente detto del «leveraged buy-out» - che ha fatto molto discutere e funziona più o meno nel seguente modo: per comprare il Manchester United l'attuale proprietà ha chiesto un prestito di poniamo 500 milioni di euro ad una nota banca inglese. Ottenuto il prestito e comprata la più gloriosa società britannica la medesima proprietà ha chiesto attraverso il Manchester United un nuovo prestito di 600 milioni di euro alla stessa banca che lo ha nuovamente autorizzato. Dopo averlo ottenuto la proprietà restituisce i soldi alla banca che in origine le aveva accordato il prestito per l’acquisto del club. Risultato? La proprietà ha comprato il Manchester senza tirare fuori una sterlina (e senza avere più debiti) e lo United si trova invece con un debito di 600 milioni di euro (solo di interessi il Man U paga circa 38 milioni di euro l’anno). Bravi, no? Basta solo trovare una banca che si presti al giochetto: la vera abilità, chiamiamola così, è questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Libeccio, sul blog Indiscreto&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7682742889722186498?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7682742889722186498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7682742889722186498' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7682742889722186498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7682742889722186498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/il-debito-perfetto.html' title='Il debito perfetto'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-2377403877700068953</id><published>2010-01-24T15:09:00.006+01:00</published><updated>2010-01-24T20:35:00.888+01:00</updated><title type='text'>Genova per noi...</title><content type='html'>Mercoledì scorso, una gita a Genova con i simpatici amici pensionati della Bpm.&lt;br /&gt;Sembra incredibile che una meta abituale per un milanese come Genova possa riservare sorprese impensate, se la visita è sapientemente organizzata a temi.&lt;br /&gt;Innanzitutto l'Acquario, uno dei più dotati di esemplari del mondo. Sarà che invecchiando si torna bambini ma quelle vasche fantastiche in cui scivolano, silenziosi, pesci di ogni oceano suscitano meraviglia ed entusiasmo.&lt;br /&gt;Frammischiati alle scolaresche, ci siamo goduti i multicolori pescini tropicali, i piranha (scoprendo che singolarmente non sono quei killer raccontati dalla vulgata giornalistica... ma viaggiano sempre in branco di centinaia!), gli squali e quei tontoloni (così mi appaiono) dei delfini e tanto altro ancora, anche i branzini della vicina costa di Levante.&lt;br /&gt;Dopo un pranzo memorabile, via al tour per il quartiere di Albaro e poi il centro storico a piedi con i magnifici palazzi patrizi, il palazzo Doria, le fontane ed il duomo, un gioiello di arte tardo medioevale.&lt;br /&gt;Genova ha saputo utilizzare al meglio i fondi del drammatico G8 del 2001 e delle Colombiadi per ridare lustro e vitalità al centro antico (dice niente Letizia Moratti?) e smentire quella nomea di città irrimediabilmente decadente che si era accompagnata alla crisi industriale e portuale.&lt;br /&gt;Dei tempi peggiori restano le orribili periferie pedemontane e quello scempio urbanistico della sopraelevata che dicono, però, prossima al pensionamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-2377403877700068953?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/2377403877700068953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=2377403877700068953' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2377403877700068953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2377403877700068953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/genova-per-noi.html' title='Genova per noi...'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1018462752558357494</id><published>2010-01-18T16:06:00.003+01:00</published><updated>2010-01-19T01:11:56.167+01:00</updated><title type='text'>Non me li merito</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;di Davide Giacalone&lt;br /&gt;(apparso in origine su www.davidegiacalone.it il 12/12/2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra politica non c'è più né destra, né sinistra. C'è un'aggregazione d'interessi attorno alla speranza che si possa superare Berlusconi, senza essere costretti a batterlo. E c'è un coagulo d'interessi attorno a Berlusconi, che essendo invitto non intende farsi seppellire. Attorno alla scena s'agitano le tifoserie, sempre più incattivite verso la curva avversaria, ma sempre più disinteressate a un gioco ripetitivo e privo d'azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per liberarsi di Berlusconi, senza essere riusciti a prendere più voti di lui, non basta sperare nei tribunali. È una tattica vecchia, dimostratasi largamente perdente. Ha sbrindellato l'Italia, complice il ripetuto tentativo di neutralizzarla in Parlamento, ma non ha conseguito lo scopo. La trappola, semmai, hanno in mente farla scattare subito dopo le regionali, quando si aprirà un periodo lungo, per le abitudini nazionali, senza elezioni. A quel punto il governo dovrà vedersela sia con una crisi difficile che con un Parlamento sbandato. I parlamentari sanno di essere dei nominati, e non degli eletti, sicché sono più intenti a capire chi potrà rinominarli che a lavorare per essere rieletti. Pertanto, dopo le regionali, Berlusconi sarà elettoralmente più forte e politicamente più debole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'ultimo, per evitare d'essere rosolato allo spiedo, sputa benzina sul fuoco e dirige le fiamme verso quanti s'apprestano anzitempo al banchetto. Non reagisce come sarebbe più politicamente opportuno, ad esempio ponendo il tema della separazione delle carriere, per i magistrati, e chiamando al voto immediato. Della serie: chi ci sta ci sta, e chi non ci sta peste lo colga. No, preferisce roteare la durlindana e notificare agli astanti che il sistema della seconda repubblica lui lo ha forgiato e lui è in grado di distruggerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, siamo finiti tutti in uno di quei film che raccontano l'incubo delle giornate che ricominciano sempre uguali, come se non fossero già state vissute. Oggi le elezioni anticipate sono una soluzione, ma più per lo stallo in cui si è finiti che quale presupposto di un governo governante. Convengono ai maggiori protagonisti e non convengono ai comprimari e alle mosche cocchiere. Nel mentre le istituzioni sono ferme, vetrificate, e il Paese viene marinato in una pozza ingloriosa, dove tocca ascoltare anche l'opinione di gente che, al contrario, dovrebbe essere tumulata in galera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuare il gioco non ha senso, ma interromperlo e farlo saltare significa solo riprenderlo dopo le urne, probabilmente eguale a quello di prima. Se ne dovrebbe uscire usando la politica, se esistesse. Se ci fosse in giro gente assennata, sentiremmo parlare di riforme costituzionali ed elettorali. Invece c'è solo gente aggrappata a Berlusconi, o gente aggrappata alla speranza che sparisca. Se esistesse una classe dirigente, avrebbe chiare due cose: la prima è che il suo ciclo politico volge al termine, la seconda è che la peggiore disgrazia, per l'Italia, sarebbe concluderlo con un colpo di palazzo, sia esso di giustizia o meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha senso delle istituzioni, e dello Stato, dovrebbe capirlo. Per questo m'infastidiscono i luogocomunismi falsocoscienziosi. Quelli che ti dicono: in nessun Paese al mondo un capo di governo fugge dal processo. Già, ma in nessun Paese si cerca di processarlo ogni giorno. Oppure: ha attaccato la corte costituzionale, demolendo le istituzioni. Ma quella corte non è solo politicizzata, è anche, largamente, dequalificata. Non prendiamoci in giro, ma lo avete visto come eleggono i presidenti? O, ancora: ha parlato a Bonn svergognando l'Italia all'estero. Roba da matti: abbiamo mondato in mondovisione un assassino che diceva d'avere agito su mandato di Berlusconi e sarebbe deplorevole che il presunto mandante si dica calunniato? Fanno tutti gli scandalizzati, ma sono scandalosi, perché credono che cancellato Berlusconi il Paese sia riconsegnato loro senza più il fastidio di quel branco fastidioso che chiamano elettorato. Si credono vestali della democrazia, ma sono i primi a volerne tradire le radici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È sempre la stessa scena, da troppi anni. Basta. Io lo so che il cosiddetto processo breve è una boiata. E lo so che l'Associazione Nazionale Magistrati non è un'accolita di fini giuristi, ma di grossolani corporativi. Lo so che gli uni meritano gli altri. Sono io, però, che non me li merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal blog Ali e Radici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giacalone è un vecchio rappresentante di quel miracolo di cultura politica e pulizia morale che fu il PRI di La Malfa.&lt;br /&gt;Esprime tesi ed umori in larga parte condivisibili.&lt;br /&gt;Il processo di avvicendamento di Berlusconi sarà lungo e faticoso. Sarebbe importante ed utile che alla fine del guado non ci ritrovassimo con le gerarchie massoniche ed azioniste ad inscenare il vecchio teatrino dei democratici progressisti alleati con i poteri più oscuri del potere economico nazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1018462752558357494?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1018462752558357494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1018462752558357494' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1018462752558357494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1018462752558357494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/non-me-li-merito.html' title='Non me li merito'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4713712471689891124</id><published>2010-01-10T16:17:00.007+01:00</published><updated>2010-01-11T01:32:07.495+01:00</updated><title type='text'>I socialisti del PD ghettizzati dal loro partito</title><content type='html'>Intervista a Alberto La Volpe, già direttore del TG2 dal 1987 al 1993. In seguito è stato parlamentare, sottosegretario nei governi Prodi I e D'Alema I.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;[...] C'è una cosa che proprio io non capisco di questi ex-comunisti. Ha notato? Dicono sempre, "ah, ci spiace, non avevamo capito". Non avevano capito la questione della scala mobile, non avevano capito questo, non avevano compreso quello...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d. Non avevano capito Craxi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E certo... in fondo era un grosso personaggio, in fondo avremmo dovuto, avremmo potuto, e invece no, e così davvero adesso ci spiace... ma sono ritardati?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d. Con Del Turco, però, pure in queste ore, mentre sembra profilarsi una possibile, clamorosa inversione di tendenza processuale, ancora tacciono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E questo, come le dicevo prima, mi sembra francamente incredibile. Anche se... è gente un po' così. Ottaviano m'ha raccontato che in un giorno di pioggia, a Roma, ha incrociato due altissimi dirigenti del PD che, pur di non salutarlo, hanno abbassato gli ombrelli...". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;dal Corriere della Sera, del 10 Gennaio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma quello che è drammatico è che il figlio di Bettino per una poltroncina a Strasburgo finge di non capire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4713712471689891124?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4713712471689891124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4713712471689891124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4713712471689891124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4713712471689891124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/i-socialisti-del-pd-ghetizzati-dal-loro.html' title='I socialisti del PD ghettizzati dal loro partito'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-483788495034965664</id><published>2010-01-08T17:08:00.002+01:00</published><updated>2010-01-08T19:02:36.931+01:00</updated><title type='text'>Gioconda, icodiagnosi e colesterolo alto</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La Gioconda non godeva di buona salute: probabilmente, aveva il colesterolo alto e i trigliceridi alle stelle.&lt;br /&gt;Monna Lisa è stata analizzata da diversi tipi di studiosi, dai tradizionali critici d'arte agli psicologi fino ai cultori di esoterismo, ma gli icodiagnosti sono un'aggiunta relativamente nuova.&lt;br /&gt;Essi sono specialisti di una nuova disciplina, medici che passano al setaccio le pietre miliari dell'arte alla ricerca di possibili indizi rivelatori sulle malattie o sui disturbi fisici di cui soffriva l'antico modello.&lt;br /&gt;In Italia pioniere di tale branca di studi è il professor Vito Franco, docente di Anatomia Patologica all'Università di Palermo e relatore sul tema all'ultimo convegno Società Europea di Anatomia Patologica. La sua ultima ricerca è un ottimo esempio di icodiagnostica: un centinaio di casi, dall'Antico Egitto all'arte contemporanea, tutti divisi per malattia.&lt;br /&gt;Viaggiando nel lavoro del professor Franco e dei suoi compagni di scienza (e passione) si scopre così come la sorridente signora ritratta da Leonardo mostra uno xantelasma (accumulo di grasso sottocutaneo) nell'incavo dell'occhio sinistro e un lipoma sulla mano in primo piano, segnali indicatori di troppo grasso.&lt;br /&gt;La Madonna del Parto di Piero della Francesca (oltre alla palese gravidanza) manifesta un gozzo sul collo, endemico in un periodo (il Medioevo) in cui la maggior parte dell'acqua bevuta proveniva dalle cisterne.&lt;br /&gt;La Scuola di Atene (dipinto di Michelangelo conservato ai Musei Vaticani) vede, in basso a sinistra, un uomo malato, identificato come Michelangelo, seduto sulle scale, curvo, con le ginocchia gonfie e tumefatte. Spiega Franco: "Sembrano indicare un eccesso di acido urico, tipico di chi soffre di calcolosi renale. E d'altronde lui per mesi e mesi si è nutrito solo di pane e vino, lavorando giorno e notte al suo capolavoro, la Cappella Sistina".&lt;br /&gt;Come in tutte le sezioni della medicina, anche nell'icodiagnosi ci sono delle controversie. Ad esempio, l'Amorino Dormiente di Caravaggio: artrite reumatoide o rachitismo? Oppure la Madonna del Collo Lungo del Parmigianino esposta agli Uffizi. Sicuramente soffre di aracnodattilia (per le sue dita lunghe e sottili, come le zampe di un ragno) ma forse è anche vittima della sindrome di Marfan, un disturbo ereditario che colpisce le ossa, i legamenti, gli occhi, il sistema cardiovascolare.&lt;br /&gt;A volte, l'arte studia lo stesso soggetto più volte, consentendo all'indagatore medico di osservare i cambiamenti prodotti dal tempo [...]. E, come spiegano gli icodiagnosti, il legame tra arte e malattia, diventa più evidente quando l'artista è contemporaneamente soggetto e oggetto [...].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal blog Ali e Radici&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-483788495034965664?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/483788495034965664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=483788495034965664' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/483788495034965664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/483788495034965664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/gioconda-icodiagnosi-e-colesterolo-alto.html' title='Gioconda, icodiagnosi e colesterolo alto'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7857825179742728254</id><published>2010-01-07T10:12:00.004+01:00</published><updated>2010-01-08T19:03:58.273+01:00</updated><title type='text'>La voce del Patriarca dell'Est</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;"La risposta religiosa alla sfida del secolarismo neoliberale può essere di tre tipi: radicale, ed è il caso di una parte dei seguaci più bellicosi dell'Islam; altrettanto liberale, come settori significativi delle comunità protestanti, i quali ammettono i matrimoni tra omosessuali, l'aborto e l'eutanasia; infine, può essere quella delle chiese che si ispirano alla tradizione cristiana, ed è la risposta di chi vuole difendere la purezza delle verità insegnate dal Salvatore sulla vita e l'uomo.&lt;br /&gt;La Chiesa ortodossa e quella cattolica sono separate da contrasti dottrinali ed ecclesiologi, ma al di là di questo c'è qualcosa che rende ortodossi e cattolici alleati strategici.&lt;br /&gt;Dalla loro reciproca comprensione, dal successo delle azioni da intraprendere insieme dipende il futuro non solo dell'Europa ma, forse, del mondo intero".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kirill I&lt;br /&gt;Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Tempi, del 9 Dicembre 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7857825179742728254?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7857825179742728254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7857825179742728254' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7857825179742728254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7857825179742728254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/la-voce-del-patriarca-dellest.html' title='La voce del Patriarca dell&apos;Est'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-9099768789460426167</id><published>2010-01-02T18:15:00.010+01:00</published><updated>2010-01-08T19:06:21.926+01:00</updated><title type='text'>Natale fra dune e pozzi petroliferi</title><content type='html'>Sono tornato. Otto giorni di crociera nel Golfo Persico e di Oman per toccare con mano le civiltà arabe proiettate nel futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beneficiati dalle enormi riserve di greggio, questi stati desertici hanno saputo coniugare fortuna ed acume imprenditoriale trasformando paesaggi lunari in avveniristiche metropoli, dotate di infrastrutture inimmaginabili per la nostra stanca mentalità europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Selve di grattacieli, gioielli architettonici, torri alte centinaia di metri, intrico di autostrade urbane sovrapposte le une alle altre. Questa è soprattutto Dubai, la più spettacolare invenzione urbanistica dell'ultimo trentennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferire sensazioni è difficile. Stupore, come la prima volta che arrivi nella Grande Mela, ma anche ammirazione per tanta ingegnosità e creatività dell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'intorno di queste megalopoli del terzo millennio, l'eterno, immenso deserto, la radice di questi popoli e forse il loro destino finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono questi paesi musulmani, ma senza apparenti forzature integraliste. L'immigrazione, che il benessere economico ha mosso (l'87% della popolazione), ha profondamente modificato i costumi e indotto le autorità ad acconsentire la pratica religiosa anche ad altre fedi che hanno potuto erigere loro templi, sebbene al di fuori dei centri storici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stile multietnico si avverte ovunque, nei centri commerciali di stile occidentale, nell'offerta gastronomica, nella presenza importante delle più famose &lt;em&gt;griffe&lt;/em&gt; del lusso, nei profili delle cento razze che qui convivono in pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa grande fiera campionaria del mondo, i locali passano quasi inosservati con le loro vetture, i loro natanti, impaludati come quando la tenda era il loro ricovero e l'imam la loro unica guida esistenziale, fedeli alle tradizioni, l'ancora di salvezza di ogni popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ho colto in pochi giorni con la netta sensazione di avere, per un attimo, respirato l'aria dei nuovi padroni del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esperienza della crociera non mi ha invece totalmente convinto. Si vive e ci si muove su queste città galleggianti, piccoli capolavori di ingegneria e di logistica, ma la sensazione, dopo poche ore di permanenza, è di essere parte di un ben diretto formicaio, le cui regole sono ferreamente stabilite dalla pianificata organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo, e proprio per questo, il più bel ricordo è il safari nel deserto ove, se ti sposti di cento metri dalla carovana, sei solo nell'immenso a parlare con la natura e con Dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-9099768789460426167?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/9099768789460426167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=9099768789460426167' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9099768789460426167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9099768789460426167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2010/01/sono-tornato.html' title='Natale fra dune e pozzi petroliferi'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3844340372421521613</id><published>2009-12-18T20:37:00.004+01:00</published><updated>2010-01-08T19:06:36.344+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale</title><content type='html'>Vado lontano dall'Italia per un po' di giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro a tutti buon Natale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3844340372421521613?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3844340372421521613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3844340372421521613' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3844340372421521613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3844340372421521613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/12/buon-natale.html' title='Buon Natale'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-1177367391777541563</id><published>2009-12-06T18:55:00.003+01:00</published><updated>2009-12-09T18:41:10.630+01:00</updated><title type='text'>Italia patria del diritto</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Vorremmo cortesemente avvisare il N.Y. Times, la CNN, il Washington Post, Newsweek e il fior fiore dell'informazione progressista americana, la quale ha mandato prestigiosissimi inviati a Perugia, Italia, per seguire il processo ad Amanda Knox, salvo scoprire, infine: con Timoty Egan(N.Y.T. premio Pulitzer) "che questo processo italiano ha poco a che fare con le prove fattuali" con Barbie Nadeau (Newsweek),"che in Italia l'imputata è colpevole prima di essere giudicata colpevole"; con il duo John Q.Kelly-Larry King (CNN) che "in Italia è in corso la più straordinaria persecuzione giudiziaria mai vista", e qui ci fermiamo per carità di patria; ma si&lt;br /&gt;vorrebbe, dicevamo, cortesemente avvisare questi fascistoni di americani, i quali si ritrovano felici e contenti con il loro pubblico ministero alle dipendenze dell'esecutivo, di fare quantomeno il favore di non rompere i coglioni alla gloriosa autonomia della nostra gloriosa magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea's Version, da il Foglio del 5 dicembre 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-1177367391777541563?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/1177367391777541563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=1177367391777541563' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1177367391777541563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/1177367391777541563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/12/italia-patria-del-diritto.html' title='Italia patria del diritto'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-9159035216465915894</id><published>2009-11-27T16:04:00.004+01:00</published><updated>2009-11-30T12:14:01.108+01:00</updated><title type='text'>Rivoluzione e resurrezione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Nessuna rivoluzione può creare un uomo nuovo: ciò sarebbe sempre e soltanto violenza e costrizione; ma lo può creare Dio, a partire dal di dentro. La speranza che ce lo fa attendere conferisce anche al nostro agire dentro la storia una speranza nuova.&lt;br /&gt;In verità, quando si lascia da parte il problema della morte, non viene data alcuna risposta sufficiente alle domande umane di giustizia e libertà. Tutti i morti della storia passata, infatti, sono uomini ingannati, se solo un avvenire imprecisato porterà un giorno la giustizia sulla terra. Non giova nulla dire che anch'essi avrebbero collaborato a preparare e a realizzare la rivoluzione e che per questo ora ne sarebbero entrati a farne parte. Essi non vi sono affatto entrati, sono anzi usciti dalla storia, e senza avere ottenuto giustizia.&lt;br /&gt;In questo caso, la misura dell'ingiustizia rimane sempre infinitamente maggiore della misura della giustizia che si può realizzare. Per questo un pensatore così coerentemente marxista come Adorno ha detto che, se ci deve essere giustizia, ci dovrebbe essere giustizia anche per i morti. Una liberazione, che trova nella morte il suo limite definitivo, non è una liberazione reale. Senza una soluzione al problema della morte, tutto il resto diventa irreale e contradditorio.&lt;br /&gt;Perciò la fede nella resurrezione dei morti è il punto a partire dal quale è possibile pensare una giustizia per la storia, e può quindi diventare ragionevole lottare per essa. Soltanto se esiste resurrezione dei morti ha senso anche morire per la giustizia: perché solo allora la giustizia è qualcosa di più che il potere, e soltanto allora essa è un a realtà, altrimenti non rimane che un'idea vuota.&lt;br /&gt;Per questo, la certezza di un giudizio universale che attende il mondo ha anch'essa un significato eminentemente pratico. Lungo i secoli, la coscienza che un giorno ci sarà il giudizio è stata la forza che, sempre di nuovo, ha trattenuto i potenti a trasgredire determinati limiti. Noi tutti dovremo passare per questo giudizio, ognuno di noi ed è questo che costituisce quell'eguaglianza tra gli uomini, cui nessuno potrà mai sottrarsi. Il giudizio finale non ci esime quindi dallo sforzo di promuovere la giustizia nella storia; al contrario, esso dona a questo sforzo il suo significato e sottrae la sua doverosità ad ogni arbitrio.&lt;br /&gt;Così anche il regno di Dio non è affatto un futuro confuso e indistinto. Solo nella misura in cui noi, già in questa vita, apparteniamo al regno, vi apparterremo in quel giorno. Non è la fede nelle verità ultime, la fede nella sua valenza escatologica a compiere l'errore di rimandare il regno nel futuro: è invece l'utopia che lo commette, poiché il suo futuro non ha alcun presente e la sua ora non arriva mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Joseph Ratzinger: Chiesa, ecumenismo e politica (p. 256s)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-9159035216465915894?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/9159035216465915894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=9159035216465915894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9159035216465915894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/9159035216465915894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/rivoluzione-e-resurrezione.html' title='Rivoluzione e resurrezione'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7059491775996429530</id><published>2009-11-23T15:33:00.006+01:00</published><updated>2009-11-23T16:58:27.289+01:00</updated><title type='text'>Decerebrati e felici (profilo di spettatore della TV generalista, ma anche satellitare)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Un aggiornamento scientifico ogni tanto ci vuole, per precisare lo stato reale delle cose. Perché se abbiamo un compito (qui su "Indiscreto") è quello di spazzare via l'epica da bar sport o almeno renderla meno ipocrita. Tutta quella melassa da quattro soldi, spalmata su una montagna di retorica facile e strappalacrime, preparata solitamente sotto dettatura e prezzolata. Visto che dalle altre parti, vantando padrini padroni ingombranti (beati loro...), tendono a fornire una versione dei fatti alterata o di comodo, noi abbiamo bisogno del samizdat: il sistema usato nell'Urss di Stalin per diffondere materiale informativo clandestino. Per farlo compiutamente, necessitiamo di un preambolo tortuoso come la discesa del Fauniera...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Qualche anno fa in Irlanda ebbero l'idea di produrre un telefilm dalla verve comica irresistibile, basato su un argomento tabù dalle nostre parti. "Father Ted" elevò a icone di resistenza umana tre preti cattolici, confinati su un'isola sperduta: il protagonista Ted, donnaiolo e scommettitore folle; il vecchio Jack, alcolizzato demente e violento, e il giovane (?) Dougal, un ventiseienne ritardato mentalmente. I tre eroi, esiliati dal mondo moderno perché impresentabili, rappresentavano loro malgrado il rifiuto totale verso il sistema: improbabilmente anarchici e magnificamente liberi. Ebbene, la serie (che ebbe un successo incredibile) coniò pure un neologismo: il dougalismo, ovvero l'incapacità di distinguere tra realtà e finzione, enunciando frasi talmente stupide e ignoranti da apparire surreali (postdadaiste?). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il punto è proprio questo: oggi i media, chi più chi meno, sognano un mondo di idioti felici, pronti a bere (e quindi consumare) qualsiasi aborto giornalistico partorito dal quarto (e quinto) potere. Insomma un pianeta di Dougal: eterni adolescenti cristallizzati sul vuoto pneumatico, incapaci di andare oltre le frasi fatte e la destrutturazione cerebrale delle stesse. [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;di Simone Basso, dal blog Indiscreto&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7059491775996429530?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7059491775996429530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7059491775996429530' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7059491775996429530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7059491775996429530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/profilo-di-spettatore-della-tv.html' title='Decerebrati e felici (profilo di spettatore della TV generalista, ma anche satellitare)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4821150357016987008</id><published>2009-11-18T16:20:00.015+01:00</published><updated>2010-04-08T01:51:36.733+02:00</updated><title type='text'>La frontiera del terziario: agitare accuratamente il fumo dentro lo scatolone</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Il Convegno sul Digital Signage.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se il mondo aziendale è il regno del non senso e il marketing è il riassunto del nulla, la partecipazione a un Convegno è la sublimazione assoluta del vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altra settimana ho avuto l’onore di partecipare a un convegno sul Digital Signage. Non chiedetemi cosa cazzo sia perchè non lo so e nemmeno mi interessa. Però ci sto lavorando da un po' di tempo e ho fatto una gran figura con il mio capo mostrando un certo interesse per partecipare alla cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va da se che a un corso o a un convegno si va esclusivamente per tre motivi:&lt;br /&gt;1) Vedere se c’è figa&lt;br /&gt;2) Mangiare a scrocco&lt;br /&gt;3) Passare una giornata fuori dall’ufficio di merda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ con queste solide motivazioni che mi sono alzato alle 6 del mattino e ho messo il mio culo su uno sporchissimo Intercity di trenitalia diretto a Milano. Trascorso il solito viaggio con aria condizionata a -10° e il solito ritardo sono arrivato al prestigioso Hotel giusto in tempo per ascoltare il primo relatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben lungi da me l’idea di concentrarmi sulle presentazioni ho cominciato a esplorare attentamente la sala.&lt;br /&gt;Tutti uomini! Ma porc.... e le famose belle ragazze milanesi? Tre o quattro al massimo e già ampiamente circondate da serissimi manager in abito scuro.&lt;br /&gt;Disastro.&lt;br /&gt;Tanti anni fuori da Milano mi hanno fatto perdere smalto. I manager Milanesi sono tutti inappuntabili, attentissimi e carichissimi. Io ho la faccia di cartone, rispetto a loro sono vestito come un diciottenne e il mio cervello ha la stessa capacità di concentrazione di una scimmia che salta da un ramo all’altro nella giungla...&lt;br /&gt;Lo so che loro, nel loro intimo, stanno pensando “che palle” esattamente come me. Però non lo danno a vedere e, devo ammetterlo, se la tirano da gran professionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre rassegnato mi metto a seguire la materia del Convegno (facendo una estrema sintesi in genovese potremmo dire: tutte musse) riapro il book e mi saltano all’occhio i Curriculum Vitae dei relatori.&lt;br /&gt;Una vera meraviglia. Chi più ne ha più ne metta. Titoloni a stecca, referenze a manetta e, soprattutto, una serie di minchiate immonde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tralasciando i numerosi figli di papà che da neolaureati si sono trovati “Direttori della filiale di Londra” oppure con un “Master alla San Diego University” di seguito riporto alcune perle che mi hanno commosso:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Membro dell’associazione Mensa - associazione mondiale delle persone dotate di alto QI – (giuro, c’è scritto cosi!!!)&lt;br /&gt;• Svolgo l’attività di Disruptive Innovator (e sticazzi!)&lt;br /&gt;• Ero noto con lo pseudonimo di “1.0” (ma vaffanculo va!!!)&lt;br /&gt;• E’ mia l’idea di dare voce (contenuto parlato) ai siti internet (e come no!!!)&lt;br /&gt;• Nel 1996 realizza la prima moneta virtuale al mondo “EnergyBank” (ah belin!!!)&lt;br /&gt;• Nel 2007 produce TuoVideo definito dalla stampa lo YouTube italiano (ah ah ah ah!!!)&lt;br /&gt;• Mi interesso di letterattura francese e jazz (ma vai a lavorare va!!!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Man mano che leggo, la consapevolezza che la gente che scrive queste cazzate poi fa carriera e soldi mi fa montare una tale carogna che mi porta a terminare velocemente la lettura prima di dover mettere le mani addosso a qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriva l’ora dell’agognato pranzo. Purtroppo non è a buffet ma è servito al tavolo impedendomi le classiche razzie di piatti composti da pasta, carne, patatine, crocchette e sottaceti tutti mischiati assieme. Mi ritrovo a un tavolo dove parlano di lavoro. Tento qualche sortita di cazzeggio ma vengo subito stoppato tipo “Pierino, stai zitto che qui siamo gente seria e parliamo di business”. Rassegnato mi bevo cinque bicchieri di bianco per affrontare il pomeriggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Convegno riparte e ormai il mio livello di attenzione è lo stesso che ho guardando un GP di Formula 1. Morte apparente.&lt;br /&gt;Passa un tempo indeterminato e sulla frase che da sola riassume il vero spessore intellettuale dei relatori: “anche i tristi musei possono essere ravvivati da questa tecnologia del Digital Signage” , mi riprendo e mi accorgo che devo correre in stazione. Faccio giusto a tempo a comprare un libro sul tema del convegno in modo da poter raccontare qualcosa al mio capo quando mi chiederà l’inevitabile resoconto di quel che hanno detto.&lt;br /&gt;Prendo le mie carabattole e me la filo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra proficua giornata da uomo di marketing è trascorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Polonegativo, dal blog: Burattini da ufficio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rendo onore e merito al blog di Polonegativo, che trasuda verità lapidarie ed incontrovertibili, e porto qui la mia onesta testimonianza di manager in una società "attiva nel settore della comunicazione digitale e più specificamente nel digital signage delivery". Posso per di più pregiarmi di avere assistito al convegno di cui all'oggetto del post.&lt;br /&gt;Sono con ciò portatore sano (ma non in ottima salute) di solide esperienze ed argomentazioni, attraverso le quali tenterò di diradare le nebbie che ancora oggi si addensano davanti agli occhi dell'autore e dei molti altri che tuttora si domandano: &lt;em&gt;ma il Digital Signage, in definitiva, che cazzo è?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La risposta è das Nicht, il nulla. Non esiste nella stanza, alla stregua della donna nell'aforisma di Karl Kraus. Esso non esiste in sé! A questa drammatica conclusione esistenziale sono giunti (dopo un paio di ricapitalizzazioni, un numero imprecisato di trasferimenti di quote sociali e svariate centinaia di migliaia di euro di perdite a fronte di zero centesimi di euro di ricavi) anche i due titolari della mia azienda “attiva nel Digital Signage”.&lt;br /&gt;Il primo s'è dileguato con le prime brume d’autunno, portandosi appresso soci di capitale, partner di servizio e (in una grossa scatola di cartone) persino i robot d'acciaio con i quali aveva adornato gli scaffali (freddi e vuoti) della nostra sede operativa: gli scaffali che noi dipendenti - così, per farci un po' di compagnia e di calore - avevamo affettuosamente battezzato "le minchie" (una volgare deformazione di "le nicchie"). Mi si perdoni la divagazione romantica, ma tant'è.&lt;br /&gt;Dal momento che al peggio non vi è mai fine, il secondo titolare (dopo aver ricevuto in dono dagli ex azionisti le quote della società, con annesse le perdite a cinque zeri di cui più sopra) nell'estremo tentativo di salvare la nave che cola a picco, ha pensato dunque di affidarsi a due "professionisti del marketing". Con ciò, sono diventato il responsabile operativo di una "agenzia di marketing".&lt;br /&gt;Ora, un cristiano medio come me si domanda: &lt;em&gt;ma che cazzo fa una agenzia di marketing?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Dopo una prima fase di smarrimento (chi siamo? dove andiamo? ci sarà vita su Marte?) ho tuttavia recuperato aplomb e dirittura metodologica, e prontamente ho convocato una riunione con i due "professionisti del marketing" ed il seguente ordine del giorno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Il nuovo modello di offerta:&lt;br /&gt;a. Dichiarazione formale dei servizi che sono oggetto del business aziendale,&lt;br /&gt;b. Dichiarazione delle partnership di servizio in essere (specifica dei referenti e modalità di relazione).&lt;br /&gt;2) La nuova strategia di marketing:&lt;br /&gt;a. Formalizzazione degli obiettivi aziendali (qualitativi e quantitativi),&lt;br /&gt;b. Dichiarazione delle azioni di marketing atte a raggiungere gli obiettivi aziendali,&lt;br /&gt;c. Definizione degli strumenti (materiali) a supporto delle azioni di marketing.&lt;br /&gt;3) I nuovi materiali istituzionali (declinazione del modello di offerta e della strategia di marketing):&lt;br /&gt;a. Determinazione dei materiali da realizzare,&lt;br /&gt;b. Identificazione dei responsabili (interni/esterni) del rilascio dei materiali da realizzare.&lt;br /&gt;4) Le nuove linee-guida commerciali:&lt;br /&gt;a. Approvazione della (mia) proposta di processo per la gestione dell’offerta commerciale,&lt;br /&gt;b. Declinazione della strategia di marketing nella gestione dei prospect (quali mezzi: mail? telefonata?).&lt;br /&gt;5) Reporting delle attività commerciali:&lt;br /&gt;a. Approvazione del report proposto (da me) per il tracciamento dello stato avanzamento lavori,&lt;br /&gt;b. Determinazione della frequenza di erogazione del report e condivisione delle modalità di feed-back.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione dei due “professionisti del marketing” alla lettura dell’agenda è stata, per dirla con un eufemismo, un po' scomposta. La riunione ha avuto infatti una durata complessiva di non più di mezzora, nella prima metà della quale sono stati sommariamente smarcati i punti relativi alla mission aziendale: “vogliamo essere consulenti della comunicazione”, alla strategia di marketing: “il nostro scopo è portare a casa ordini di una prestazione di marketing” e agli obiettivi quantitativi: "1,5 milioni di euro di fatturato entro 30 giorni, 10 milioni nel 2010".&lt;br /&gt;Alla mia cortese richiesta di declinare con maggiore concretezza strategie e obiettivi in azioni e strumenti, uno dei due "professionisti del marketing" abbandonava polemicamente la sala riunioni, sostenendo di non avere altro tempo da perdere. Il secondo mi accusava di essere “un sofistico” e mi congedava con l’invettiva: “Lei dovrebbe lavorare all’Eni!”.&lt;br /&gt;La notte ha portato sonni disturbati.&lt;br /&gt;Stamane il mio datore di lavoro mi ha convocato per comunicarmi che, stante la mia totale assenza di proattività e il disagio ambientale da me provocato con la riunione del giorno prima, devo ritenermi sollevato da tutte le responsabilità di supervisione e controllo dei processi operativi dell'azienda.&lt;br /&gt;Ho tentato di argomentare sulla differenza che corre fra le mansioni attinenti i processi operativi e quelle di natura strategico-decisionale. In altre parole: &lt;em&gt;questo cazzo di piano di marketing dovrà mica descriverlo il responsabile di processo??&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Lo sguardo perso nell’infinito del mio interlocutore (soglia di attenzione crollata a zero dopo cinque secondi) mi ha persuaso della totale irrecuperabilità della situazione.&lt;br /&gt;Da domani mi occuperò di “progetti verticali”.&lt;br /&gt;Ma se rinasco, giuro che rinasco proattivo. Oppure professionista del marketing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;zioSteve (el Hombre Vertical)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4821150357016987008?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4821150357016987008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4821150357016987008' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4821150357016987008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4821150357016987008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/la-frontiera-del-terziario-agitare.html' title='La frontiera del terziario: agitare accuratamente il fumo dentro lo scatolone'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-2110471729330894960</id><published>2009-11-16T17:37:00.002+01:00</published><updated>2009-11-18T11:17:28.792+01:00</updated><title type='text'>Anche la CEI disegna gli scenari futuri della politica italiana</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Città del Vaticano - Dialoga con tutti gli interlocutori della politica, la Conferenza episcopale italiana di Bagnasco. Magari li pungola sui temi a cui tiene, ma rispettosamente. Non scomunica né si schiera. E, concludendo i lavori dell'assemblea generale Cei che si è svolta ad Assisi - la prima del dopo Boffo -, più che prospettare alleanze con i vari soggetti di un mondo politico in ebollizione, chiede che i cattolici "laddove sono e ovunque siano" possano esprimere "con libertà ed efficacia" le loro convinzioni. E ribadisce - dall'ora di religione islamica alla sentenza di Strasburgo sul crocifisso - che per i vescovi la fede cattolica è e rimane al centro della vita dell'Italia. Nella conferenza stampa conclusiva del 'parlamento' dei vescovi, Bagnasco evita di dare giudizi 'tranchant' su partiti e parlamento. Spiega, l'Arcivescovo di Genova: "Quello che a noi interessa e auspichiamo è che i cattolici, laddove sono e ovunque siano, possano esprimere con libertà e efficacia, nel gioco della democrazia, le loro convinzioni e i loro valori". Giudizio ben diverso da quello che, solo pochi giorni fa, aveva dato il Cardinale Camillo Ruini, auspicando - in modo neppure tanto velato - l'abbandono del Pd da parte dei parlamentari cattolici. Nella Cei è un’altra era. Se Ruini aveva trovato nel centro-destra un interlocutore privilegiato, oggi prevale una punta di equidistanza, se non di distacco, da parte della Cei quanto del Vaticano. Bagnasco, intanto, non si esprime nei confronti della futura formazione di Francesco Rutelli. Non certo per disinteresse nei confronti di un partito che potrebbe intercettare molte delle preoccupazioni ecclesiastiche, ma perché ogni benedizione sarebbe prematura. "Sui movimenti politici - risponde il porporato ad una domanda dei giornalisti - non è compito nostro dare giudizi e valutazioni di merito, perché ci sono dinamiche che sono proprie del mondo della politica". Le primarie del Pd? "Le forme di partecipazione democratica, rispettosa e civile, sono benvenute", dice. Anche nei confronti della Lega - con la quale sull'immigrazione non sono mancate le scintille nei mesi scorsi - sembra lanciare un messaggio distensivo. A un cronista che gli domanda se abbia colto nell'incontro con Bossi una disponibilità sui temi dell'unità nazionale, Bagnasco assicura, in termini generali, si aver trovato "ovunque" un "desiderio di un clima più costruttivo". Dialogo con tutti, e una punta di distacco, insomma. Le traumatiche dimissioni di Dino Boffo dalla direzione di 'Avvenire' dopo gli attacchi del 'Giornale' di Feltri, del resto, sono ancora fresche. E non solo perché i vescovi ancora non trovano la quadra per la scelta del suo successore. La Cei guarda con crescente apprensione la 'guerra di dossier' in corso. Al caso Boffo - seguito alle critiche della stampa contro le escort del premier Berlusconi a cui lo stesso Boffo si era accostato - si è aggiunto lo scandalo Marrazzo. E se già Bagnasco aveva aperto i lavori del 'parlamento' con un appello al "disarmo" della politica e dei media con un allarme sul rischio che si diffonda un "odio" che mette a rischio il paese, adesso precisa che a volte, "se le cose sono accadute", i giornali "giustamente" danno notizie, ma è inopportuna "l'insistenza": "Metterci il coltello dentro non so quanto arricchisca l’informazione", sono le sue parole Quel che interessa veramente alla Cei, Bagnasco lo dice chiaro e tondo. Più che una legge che sancisca l'obbligo del crocifisso nelle aule scolastiche - rimarca -, i vescovi si attendono un "pronunciamento" europeo "sul merito e sul metodo" della sentenza di Strasburgo sul crocifisso. Quanto all'ora di Islam, Bagnasco ripete il suo 'no'. Infine, "rammarico" e "dolore" per gli attacchi di ritorsione ai 'rom' ad Alba Adriatica. Un monito anche ai 'confratelli' vescovi: "Ben sappiamo - afferma il porporato nella Messa mattutina alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli - che essere liberi da se stessi è per tutti l'impresa più ardua: liberi da progetti, calcoli, ambizioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal blog Petrus&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-2110471729330894960?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/2110471729330894960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=2110471729330894960' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2110471729330894960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/2110471729330894960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/anche-la-cei-disegna-gli-scenari-futuri.html' title='Anche la CEI disegna gli scenari futuri della politica italiana'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8160438891490311444</id><published>2009-11-16T17:09:00.004+01:00</published><updated>2009-11-18T11:20:14.044+01:00</updated><title type='text'>La rivincita della politica (politicante)</title><content type='html'>La fine della parabola berlusconiana si avvicina e la picconata decisiva la stanno dando due vecchi politici della prima repubblica, Fini e Casini in concerto, entrambi appartenenti allo schieramento conservatore.&lt;br /&gt;Là dove non sono riusciti in 19 anni i post-comunisti, i cazzari di Di Pietro, le mortadelle assortite, la magistratura ad orologeria, riescono con una perfetta strategia politica di alta scuola due uomini ora alleati ma entrambi contendenti per la successione.&lt;br /&gt;È una battaglia molto interessante che deve però scontare ancora una variante decisiva: come reagirà Berlusconi, che dalla sua ha ancora le truppe elettorali seppure afflitte?&lt;br /&gt;Può darsi che gli basti una sanatoria giudiziaria oppure preferirà giocare allo sfascio, andando alle elezioni anticipate?&lt;br /&gt;Quello che è certo è che il paese ha una solida maggioranza conservatrice, che l'eredità di leadership spetterà a chi sarà investito da Berlusconi stesso, che la sinistra continuerà a mangiare polvere per qualche lustro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8160438891490311444?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8160438891490311444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8160438891490311444' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8160438891490311444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8160438891490311444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/la-rivincita-della-politicapoliticante.html' title='La rivincita della politica (politicante)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-823109944470468730</id><published>2009-11-13T18:01:00.003+01:00</published><updated>2009-11-16T12:48:12.224+01:00</updated><title type='text'>Pro-memoria per la sen. Finocchiaro (PD)</title><content type='html'>Processo breve.&lt;br /&gt;Sei anni sono uno scandalo.&lt;br /&gt;Meglio nove anni e sei mesi per due gradi di giudizio, 800.000 euro di parcella, per sentenziare che il fatto non sussiste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-823109944470468730?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/823109944470468730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=823109944470468730' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/823109944470468730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/823109944470468730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/pro-memoria-per-la-senfinocchiaropd.html' title='Pro-memoria per la sen. Finocchiaro (PD)'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4773186315904018208</id><published>2009-11-06T16:10:00.011+01:00</published><updated>2009-11-09T17:25:11.701+01:00</updated><title type='text'>Sky calcio: una televisione di guitti sguaiati</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Chissà, il freddo di Kiev o la pazzia dell’Inter: al secondo gol dei nerazzurri, l’immaginifico Fabio Caressa ha sciolto un dubbio che ci attanagliava: «Pensavo che c’avesse messo un vetro davanti al&amp;shy;la porta». Non è chiaro chi fosse il vetrinista ma l’immagine è abbastanza eloquente. Il secondo tempo di Di&amp;shy;namo-Inter ha visto l’ingresso in campo del dodicesimo gio&amp;shy;catore, nelle vesti di Caressa Fabio.&lt;br /&gt;Ha urlato con tutto il fia&amp;shy;to che aveva in gola, ha via via sostituito l’allenatore nel detta&amp;shy;re i cambi, l’arbitro nell’asse&amp;shy;gnare i falli, i giocatori nel tira&amp;shy;re in porta, i tifosi nell’incitare la squadra. Forse troppe parti in commedia per il ruolo di tele&amp;shy;cronista. Siamo stati i primi a sottoli&amp;shy;neare come le telecronache Sky avessero fatto fare un salto im&amp;shy;portante a questa singolare pra&amp;shy;tica retorica (altrove sono anco&amp;shy;ra alla tv in bianco e nero). Sia&amp;shy;mo stati i primi a tessere l’elo&amp;shy;gio di Caressa e di una formida&amp;shy;bile squadra di «voci tecniche» (Bergomi, Marcheggiani, Di Gennaro su tutti). Ma l’impres&amp;shy;sione attuale è che a capo della redazione sportiva non ci sia più una persona in grado di in&amp;shy;dirizzare la crescita dei telecro&amp;shy;nisti, frenarne la deriva narcisi&amp;shy;stica.&lt;br /&gt;La sera prima Maurizio Com&amp;shy;pagnoni non ha smesso un solo attimo di gridare ed enfatizzare anche la più scontata azione del Milan. E non parliamo della rubrica sui gol internazionali che conducono Caressa e Stefa&amp;shy;no De Grandis: sembrano due guitti da avanspettacolo. E che dire di Alessandro Bonan che ormai è una recita continua? L’impressione è che il giocattolo rischi di rompersi, che ognuno pensi soltanto a costruire il proprio personaggio (gli incipit paraletterari, i tormentoni, le frasi fatte...) e non si curi più del proprio ruolo e degli aspetti tecnici dell’evento. P.S. Ma se poi in Rai ci sono Bartoletti e Zazzeroni, Sky tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Aldo Grasso, su Corrieredellasera.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se persino il vate dei radical-chic in materia televisiva alza la penna e lancia l'allarme sulla deriva di Sky, significa che anche i "migliori" cominciano a vergognarsi.&lt;br /&gt;Per noi il vaso è colmo da tempo ed i &lt;em&gt;vaffa&lt;/em&gt; ai commenti demenziali dei cronisti Sky si sprecano. Il marketing di prodotto più squallido e becero, i gorgoglii della voce, i "pazzesco" sprecati cretinamente, l'interismo bovino, fanno rimpiangere - caro vate Grasso - le domestiche, noiose, ma oneste telecronache Rai dei Pizzul e degli Ameri.&lt;br /&gt;Sky, tribunale di Milano permettendo, ha il pallino delle dirette di serie A, ma un rimedio italico si trova sempre.&lt;br /&gt;Consiglio il canale audio "altro" (schiacciare la "i" sul telecomando). Ne risulta un'atmosfera un po' rarefatta ma vengono eliminati i disturbi degli idioti.&lt;br /&gt;Ps: l'unico che si salva è il vecchio, un po' svanito, Josè Altafini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4773186315904018208?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4773186315904018208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4773186315904018208' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4773186315904018208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4773186315904018208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/sky-calcio-una-televisione-di-guitti.html' title='Sky calcio: una televisione di guitti sguaiati'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-3656383470526024453</id><published>2009-11-05T10:55:00.007+01:00</published><updated>2009-11-09T13:03:23.726+01:00</updated><title type='text'>Expo 2015: un fallimento annunciato</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Tra liti, immobilismo e buchi di bilancio. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;Expo, l'occasione (quasi) perduta.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’Italia che ha altro a cui pensare, parlare di Expo e di Milano sembra quasi fuori luogo, ma il sinistro scricchiolio che arriva dal capoluogo del Nord (opere pubbliche in ritardo, finanziamenti tagliati, risse istituzionali, conti pubblici in rosso) è un brutto segnale per tutti. Se uno dei motori possibili della ripresa è già in avaria vuol dire che c’è un allarme da non sottovalutare che va oltre il silenzio del ministro del Tesoro, il disinteresse della Lega e il gelo del premier: vuol dire che Milano rischia di perdersi ancora una volta nei ritardi e nelle nebbie della bassa politica, rinunciando a quel ruolo tante volte invocato di guida, di traino dell’intero Paese.&lt;br /&gt;C’è sicuramente un malessere generale, il peso di una crisi che avvolge un po’ tutti, ma se dopo il rullio di tamburi per l’Expo il risultato percepito è solo un balletto di potere, una inutile guerra tra Roma e Milano, allora vuol dire che non interessa la partecipazione, la potenzialità civica della città, il progetto di rilancio capace di dare una prospettiva al futuro di tanti giovani. Milano in questi giorni sta facendo da sola la sua parte, e male. Undici milioni di deficit all’inizio della gestione non sono una buona partenza. L’Expo 2015, nonostante il masterplan e l’orto globale dedicato ai valori della sostenibilità, dell’ambiente e della ricerca contro la fame nel mondo, resta un’incompiuta che non decolla. Doveva dare alla città più metropolitane e meno traffico, più decoro e meno degrado, un sistema di infrastrutture da capitale europea e una Grande Brera da offrire ai visitatori di tutto il mondo. Ma tra accuse, dimenticanze romane e buchi di bilancio, il grande evento sta diventando il pretesto per un regolamento di conti, una litania di occasioni perdute.&lt;br /&gt;Colpiscono l’inerzia, l’immobilismo, il gioco delle parti: la Provincia senza fondi, la Regione già in campagna elettorale, il sindaco Moratti schiacciato in un angolo dai dubbi nella maggioranza sulla sua ricandidatura. Ma sorprende di più l’incapacità di coinvolgere le forze positive di Milano in un progetto importante, da presentare al mondo: la città dei talenti, dei creativi, dell’imprenditoria diffusa, delle università e della ricerca si aspettava (e meritava) molto di più.&lt;br /&gt;E così si perde il senso di un’opportunità, di un futuro che con l’Expo si potrebbe inventare, come nel lontano 1881, quando Milano odorava ancora di fieno e acque stagnanti ma era una città in divenire e faceva decollare, insieme alle fabbriche, la «vitalità del sentimento » nelle arti e nella scienza. Servirebbe qualche segnale diverso da parte di chi governa questo evento, da Milano e anche da Roma, un’assunzione di responsabilità sui finanziamenti dovuti, un maggior gioco di squadra. Oggi l’Expo sembra diventata una clava per colpire l’avversario, un simbolo che mostra più inefficienze che potenzialità. Forse si può ancora rimediare, correggere la rotta, restituire a Milano l’orgoglio di fare e fare bene. L’Expo non è più una partita immobiliare, è l’occasione per mostrare le buone pratiche di un Paese e di una città. Il nuovo disegno architettonico è un’idea che va sfruttata meglio, mobilitando energie che creano consenso. Anche nell’austerità ci può essere entusiasmo. I privati pronti a dare una mano non mancano, ma oggi chiedono dove si andrà con l’Expo 2015: verso il mondo o in un ingorgo di traffico, come a una sagra di paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;di Giangiacomo Schiavi, sul Corriere della Sera del 4 novembre 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fallimento annunciato, doloroso e rovinoso.&lt;br /&gt;La scelta di un evento che ha finito di avere un senso alla fine dell'800 e che ha segnato fallimenti finanziari clamorosi nelle ultime edizioni.&lt;br /&gt;Una classe politica promotrice senza radici culturali nella città e con capacità propositive appena utili per organizzare una pesca benefica.&lt;br /&gt;Il sacro terrore dei finanziatori privati d'avvicinarsi al pubblico, con il rischio di ballare nei corridoi di Corso di Porta Vittoria per anni.&lt;br /&gt;L'assoluta indifferenza della città, che alla propria amministrazione chiede interventi per migliorare la qualità della vita e sicurezza nelle strade piuttosto che astruserie sul mondo ecosostenibile.&lt;br /&gt;Queste fra le cause di un disastro organizzativo e d'immagine epocali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-3656383470526024453?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/3656383470526024453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=3656383470526024453' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3656383470526024453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/3656383470526024453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/11/expo-2015-un-fallimento-annunciato.html' title='Expo 2015: un fallimento annunciato'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-6855254946262897851</id><published>2009-10-20T17:47:00.004+02:00</published><updated>2009-10-21T11:23:58.018+02:00</updated><title type='text'>Cogestione o copartecipazione?</title><content type='html'>In attesa di leggere gli atti del convegno sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale, tenutosi nei locali di Bpm alla presenza di illustri ospiti fra cui il ministro del Tesoro ed i tre segretari generali confederali, ha suscitato scalpore mediatico l'esternazione di Tremonti sulla esigenza strategica di tornare ai contratti a tempo indeterminato per porre solide basi alla vita degli individui, alla costruzione della famiglia su certezze economiche, per fidelizzare il rapporto azienda-lavoratore. Il ministro è partito da spunti di riflessione propri della dottrina sociale della Chiesa, ribaditi nell'ultima enciclica di Benedetto XVI.&lt;br /&gt;Ma la cultura di sinistra ne ha invece colto una sorta di invasione di campo, tanto più fastidiosa quanto più flebili sono ormai le attenzioni verso il mondo del lavoro da parte del Pd (dei &lt;em&gt;republicones&lt;/em&gt; non dà conto parlare perché tanto più è rilevante il loro potere di condizionamento sulla galassia della sinistra, tanto più è loro estranea l'attenzione a qualcosa di diverso dal colore delle mutande delle compagne di letto di Berlusconi).&lt;br /&gt;Tremonti ha affondato la sua riflessione negli ex domini del Pci e si è posto come interlocutore diretto dei lavoratori. Mossa strategica, augurabilmente non solo furba.&lt;br /&gt;Per i poveri dirigenti del Pd alle prese con i calzini color turchese, un colpo da k.o. ma non solo.&lt;br /&gt;La piattaforma che va costruendo il ministro è sempre più manifestamente una identità innovativa su cui raggruppare il consenso politico e popolare del Pdl post-berlusconiano.&lt;br /&gt;L'uomo è intelligente, finissimo stratega, modesto comunicatore ma con solide alleanze con la Lega, partito di popolo e coagulatore di consensi.&lt;br /&gt;Seguiremo con interesse e partecipazione la sua scalata al gradino più alto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-6855254946262897851?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/6855254946262897851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=6855254946262897851' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6855254946262897851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/6855254946262897851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/10/cogestione-o-copartecipazione.html' title='Cogestione o copartecipazione?'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-7488376404598707567</id><published>2009-10-16T17:26:00.001+02:00</published><updated>2009-10-19T12:46:26.534+02:00</updated><title type='text'>Loro, i Democratici</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;"Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?!". La frase in questione non è stata pronunciata in un anonimo bar dal primo pirla che passava di lì, ma è stata pubblicata su FaceBook da tal Matteo Mezzadri (nomen omen, direbbe qualcuno), ventiduenne quasi ingegnere coordinatore del circolo del PD di Vignola e membro della segreteria provinciale dei Giovani Democratici di Modena. È finita con scuse e dimissioni, ma resta comunque in circolazione una delle tante teste bacate della sinistra. La stampa, naturalmente, ha pensato bene di dare al fatto uno scarsissimo risalto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal blog Ali e Radici&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-7488376404598707567?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/7488376404598707567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=7488376404598707567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7488376404598707567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/7488376404598707567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/10/loro-i-democratici.html' title='Loro, i Democratici'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-8947553296089066520</id><published>2009-10-16T17:16:00.003+02:00</published><updated>2009-10-19T12:45:34.175+02:00</updated><title type='text'>Il Presidente fancazzista</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Lasciate perdere i sondaggi in calo, ignorate i dati sulla disoccupazione, trascurate le difficoltà sulla riforma sanitaria e sulla guerra in Afghanistan, c’è qualcos’altro a segnalare il mutamento di status di Barack Obama, da nuovo messia a uomo politico normale: i comici hanno cominciato a prenderlo in giro. Sabato scorso il più tradizionale dei programmi televisivi di satira, il Saturday night live della Nbc che in campagna elettorale ha sostenuto il candidato Obama in ogni modo possibile, ha inaugurato la nuova stagione con una devastante imitazione del presidente fatta da Fred Armisen. Nei panni di Obama, Armisen ha letto un messaggio alla nazione dallo Studio ovale della Casa Bianca: “Buona sera e congratulazioni a Rio per l’assegnazione delle Olimpiadi del 2016”, ha detto ricordando subito il clamoroso fallimento della candidatura di Chicago sostenuta con insuccesso da Obama. “L’anno scorso sono stato eletto col mandato di apportare un cambiamento credibile in questo paese – ha detto il finto presidente – Ma ora c’è gente a destra che è molto arrabbiata. Pensano che stia trasformando questo grande paese in qualcosa che somiglia all’Unione Sovietica o alla Germania nazista. Ma non è così. Se guardate bene ai primi mesi di presidenza è molto chiaro che cosa ho fatto fino a questo momento: niente, nada. E’ trascorso quasi un anno e non ho niente da mostrarvi”. Nel 2000 il Saturday night live ha preso in giro lo stile di Al Gore e Al Gore ha perso, mentre l’anno scorso la credibilità di Sarah Palin è stata sbriciolata dalla parodia di Tina Fey e il duo McCain/Palin è stato travolto da Obama. Ora il nuovo obiettivo stagionale sembra essere Obama come un “do-nothing president”, un “presidente fancazzista”, nonché leader, diremmo in Italia, di un’immaginaria fondazione “Fare niente”. I giornali americani segnalano che le battute di Snl non sono una buona notizia per la Casa Bianca. I consiglieri del presidente dovranno rendersi conto che in giro c’è molta gente convinta che Obama non abbia fatto assolutamente niente o, perlomeno, niente di diverso dal suo predecessore George W. Bush, tanto che, questa settimana, sulla copertina dello storico settimanale della sinistra britannica New Statesman campeggia il titolo “Barack W. Bush”, sotto un formidabile fotomontaggio di due immagini sovrapposte di Obama e Bush. E’ molto probabile, poi, che gli sfottò di Saturday night live continueranno, anche perché Obama ci mette qualcosina di suo. Ieri, per esempio, ha convocato alle cinque un gruppo di ministri e deputati per una partitella a basket alla Casa Bianca. Le battute di Saturday night live hanno colpito al punto che la Cnn, con scarso senso dell’umorismo, si è spinta fino a condurre una serissima inchiesta sull’accuratezza delle critiche (fact-checking) mosse al presidente dal programma satirico. “Guardate la lista delle cose fatte e non fatte”, ha detto Armisen/Obama ricordando le promesse di Obama in campagna elettorale. “Chiudere Guantanamo? Non l’ho fatto. Ritirare le truppe dall’Iraq? Non l’ho fatto. Migliorare la situazione in Afghanistan? Non l’ho fatto, anzi la situazione è peggiorata. E che dire della riforma sanitaria? Certo che no. Riforma dell’immigrazione? Ma va… Riscaldamento terrestre? Non ancora. E, ricordatevi, posso fare qualsiasi cosa voglia. Ho la maggioranza in entrambi i rami del Congresso. Avrei potuto rendere obbligatorio il matrimonio gay e imporre automobili alimentate a marijuana. L’ho fatto? No!”. Qualcosa, secondo gli autori di Saturday night live, però Obama l’ha realizzata: “Non ci sono soltanto brutte notizie. Posso vantate qualche risultato: gli incentivi alle rottamazioni hanno davvero stimolato l’economia, peccato fosse quella del Giappone. Fatemi vedere, cos’altro? Ah sì, ho ucciso una mosca in tv, ve lo ricordate?”, ha detto il comico riferendosi a una cosa realmente successa durante un’intervista alla Casa Bianca. “E poi ho invitato un poliziotto bianco e un professore nero a bere una birra. Chi altri avrebbero potuto fare una cosa del genere? Sì, avete ragione, anche Oprah. Nessun altro, però”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;di Cristiano Rocca, sul blog Camillo del 9 ottobre 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-8947553296089066520?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/8947553296089066520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=8947553296089066520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8947553296089066520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/8947553296089066520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/10/il-presidente-fancazzista.html' title='Il Presidente fancazzista'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-4681601267609957864</id><published>2009-10-16T16:35:00.003+02:00</published><updated>2009-10-19T12:41:50.226+02:00</updated><title type='text'>Barbarossa</title><content type='html'>Spinto dalle velenose recensioni della critica di sinistra e dalla curiosità di vedere all'opera un regista italiano in un kolossal storico, ho visto il film icona dei leghisti.&lt;br /&gt;Delusione profonda, non tanto per la rivisitazione storica, sostanzialmente fedele alle gloriose vicende del Carroccio e della rivolta delle città del Nord contro l'imperatore tedesco, ma per la mediocre resa drammatica, la sceneggiatura approssimativa, la scelta disastrosa degli interpreti, fatta eccezione per il sempre stupendo Rutger Hauer, ingigantito dal confronto con l'interpretazione miserrima di Raz Degan, volto di Alberto da Giussano.&lt;br /&gt;Nel film gira un'aria di mediocre fiction della Rai, dilettantismi insopportabili delle interpreti femminili, un doppiaggio offensivamente sovrabbondante di esse sibilanti.&lt;br /&gt;Peccato. Poteva essere una bella occasione per esaltare un raro episodio di dignità nazionale e per raccontare drammaticamente le pulsioni e la civiltà del tardo-medioevo.&lt;br /&gt;Occorreva un'altra tempra di regista ed un approccio culturale più sincero e serio all'epica della civiltà comunale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-4681601267609957864?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/4681601267609957864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=4681601267609957864' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4681601267609957864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/4681601267609957864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/10/barbarossa.html' title='Barbarossa'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-34999916.post-505926040154400886</id><published>2009-10-16T16:19:00.003+02:00</published><updated>2009-10-19T12:40:25.968+02:00</updated><title type='text'>La CGIL schiava del vetero-marxismo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;"Il compito fondamentale che incombe ad ogni sindacato è quello di ottenere i più alti salari possibili in ogni azienda e in ogni settore tenendo conto che esistono limiti differenti da azienda ad azienda nello stesso settore. Il fatto che la CGIL, sottovalutando questo processo di differenziazione, abbia continuato negli ultimi anni a limitare la sua attività salariale quasi esclusivamente alle contrattazioni nazionali di categoria e generali, è stato un grave errore."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Giuseppe Di Vittorio, segretario Cgil dal 1945 al 1957&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/34999916-505926040154400886?l=anniquaranta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anniquaranta.blogspot.com/feeds/505926040154400886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=34999916&amp;postID=505926040154400886' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/505926040154400886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/34999916/posts/default/505926040154400886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anniquaranta.blogspot.com/2009/10/la-cgil-schiava-del-vetero-marxismo.html' title='La CGIL schiava del vetero-marxismo'/><author><name>Danielone</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11977571759740550304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
