17 gennaio 2008

Campania chiama Italia

Malaticcio e nullafacente, ho assistito a tutta la conferenza stampa del Sen. Clemente Mastella, Ministro Guardasigilli dimissionario e dimissionato da un provvedimento giudiziario.
Quaranta minuti di un fluviale monologo, durante il quale si è dipanata una sorta di sceneggiata napoletana autocelebrativa, ora suadente ora minacciosa, con accenni di finta commozione per la sorte della moglie che è agli arresti domiciliari non perché ha fatto impazzire la maionese ma perché, come presidente della regione Campania, ha serenamente comunicato ad un traditore del partito che poteva considerarsi «un uomo morto». Non sono mancati gli excursus sulla sua benemerita carriera politica, i geniali provvedimenti adottati come ministro, le minacce al magistrato che ha firmato le ordinanze di carcerazione alla consorte ed a mezzo partito dell'Udeur in Campania, e la promessa che appena finito di confortare la moglie tornerà a fare politica più forte che pria.
Un piccolo gioiello, una rappresentazione assolutamente geniale del politicante italiano, ché dire meridionale sarebbe ingeneroso verso l'eguale creatività dei colleghi del Nord.
Se uno straniero desideroso di capire le storture della politica italiana volesse un esempio pratico, gli si potrebbe fornire la cassetta dell'evento. Se un sociologo volesse spiegare perché gli italiani diffidano della politica potrebbe, invece di intervistare i professionisti dei sondaggi, fare l'analisi logica e grammaticale dell'eloquio mastelliano.
Se qualcuno volesse arditamente capire perché la giustizia funziona come la politica nel bel paese, potrebbe analizzarsi l'altra emblematica cassetta della conferenza stampa del Procuratore capo di Santa Maria Capua a Vetere, di colui cioè che ha spiccato i mandati contro i Mastella e gli amici.
Eloquio dialettale, sincretismi, autoritarismo minaccioso, piglio di chi, a quindici giorni dalla pensione, sa di potere tenere in balìa anche il ministro suo superiore gerarchico.
Perché la legge è eguale per tutti, conclude il magistrato all'indirizzo del Mastella e dei giornalisti vocianti.

Sono orgoglioso di essere nato in Italia.

3 commenti:

TheSteve ha detto...

...o, come ho imparato a dire in ufficio, sono orgoglione. Forza Azzurri!

Anonimo ha detto...

L'articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi dal titolo :
" Così fan tutti" è elequente già dal titolo ed il contenuto non delude.-
Un ricordo da bancario :l'allora Governatore di Bankitalia(mi sembra fosse Carli)in attesa in corridoio al Ministero del Tesoro(Ministro Goria)per avere le nomine dei Presidenti delle Casse di Risparmio.-
Dentro il salottino stavano evidentemente "concertando".--
Come rimediare ?
Il ripristino di concorso seri( che pare siano stati aboliti dal centro-sinistra)per tutte le posizioni apicali,almeno per la sanità.-
Più in generale :riduzione strutturale della spesa pubblica che diminuisca le occasioni di cadere in tentazione.-
Giacomo

Anonimo ha detto...

Concorsi seri.

Si, E' POSSIBILE che i concorsi seri siano stati aboliti dal centro-sinistra.

E' invece CERTO che il Centro Destra o Casa delle Libertà, che dir si voglia, NON li ha ripristinati. Ovviamente sentendosi libera di fare ciò che ha ritenuto opportuno. W la libertà, W la Repubblica.

banzai43