22 luglio 2011

Uscire dal silenzio

In ferie, in una terra incredibilmente stupenda ed amica: il Salento.
Ritorna anche la voglia di scribacchiare qualcosa o magari, più ambiziosamente come mi sollecita Stefano, rivisitare gli spazi e le persone del mio lungo sentiero umano.
Verrebbe voglia anche di impegnarsi in più elevate riflessioni per cercare di verificare con se stesso cosa si è capito dell'unico target che conta veramente nella vita.
Per ora, l'impresa è ritrovare la voglia di raccontarsi qualcosa e di trasferirlo a quei pochi pazienti lettori che mi resistono. Non a quei quattro furfanti che ravanano in vecchi post per lasciare messaggi e siti pornografici. Ravvedetevi! Non parlo alla vostra coscienza, perché non ho sufficiente autorità morale ma al vostro spirito mercantilistico: troppi pochi lettori per sprecare tempo e sterco; credetemi, nella nostra epoca chi non è attento al ritorno è solo un povero pirla o un lenone fallito.

Vediamo cosa è successo di saliente in questi tre mesi.
Berlusconi ed il Pdl cercano di sopravvivere a se stessi ed al partito dei manettari ma l'ossigeno sta finendo, come è giusto dopo 18 anni.
Cosa succederà dopo? Una dittatura dei mandarini di stato appare sempre più probabile, fra gli osanna della stampa massonico-borghese ed i sussulti di una sinistra che non c'è più dai tempi di tangentopoli, stranita dalle facili assoluzioni in istruttoria.
Le amministrative a Milano hanno consegnato per la prima volta alla sinistra radicale ed estrema Palazzo Marino. Non è merito di Pisapia, un borghese afflitto da sindromi romantico-rivoluzionarie, ma della rivolta popolare contro il clan Moratti e dell'antipatia naturale che permea la signora Letizia, finalmente ex sindaco, sostenuta sino al suicidio elettorale da Berlusconi, un tempo famoso per sapere interpretare gli umori popolari, ora stordito da Palazzo Grazioli e dalle notti da lupanare.
Rimarrebbe la squallida vicenda Calciopoli e l'ignavia della Federazione calcio.
Ma di questo vale forse la pena parlare in modo più diffuso, per capire come in Italia ci sia sempre un croupier che non solo dà le carte ma decide preventivamente chi deve vincere le partite.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ben tornato. Ho capito, la Poesia è meglio. Racconto in pillole permette libertà a chi sa apprezzarla.
Dal fresco dei monti, in amicizia.
banzai43

Anonimo ha detto...

La stampa ed i mandarini mi preoccupano perché dopo avere demolito il bilancio dello Stato sicuramente,se governeranno, penseranno a trasferire una parte del risparmio del ceto medio al debito pubblico per farlo calare in maniera da poter ricominciare.-
Se non emerge una rappresentanza credibile e decisa del ceto produttivo con coerenti obiettivi per i propri rappresentati,il socialismo reale nel quale siamo immersi trascinerà tutti a fondo togliendo anche le residue speranze ai giovani.-
La Poesia,banzai,i problemi li elude ma non li rimuove.-
La libertà,dal fresco dei monti,
può creare pericolose illusioni nella visione di una situazione che rimane molto critica.-
Giacomo

Nautilus ha detto...

Da noi, anche quando si sta male si sta sempre troppo bene; condizioni incompatibili con una rivoluzione, ma anche lontane dalla possibilità di innesco di un moto generale spontaneo di vera indignazione. Basterebbero poche decine di migliaia di persone, in seduta permanenete e silenziosa davanti al Parlamento. Per almeno una settimana e i conigli scapperebbero. Dopo quasi vent'anni di Berlusconismo occorre un ricabio non tanto politico (e non certo nella direzione di questa sinistra impresentabile), ma generazionale. A Umberto ricordo che a mollare il vecchio e bavoso mammalucco si è sempre in tempo. Per Milano l'unica notizia positiva è che ci siamo liberati della Moratti; ora toccherà purgare una legislatura cittadina e toccare il fondo; con la speranza di toccare il fondo (se questo esiste), per poi risalire.

http://pillandia.blogspot.com ha detto...

La disamina del panorama futuro, relativamente all'evoluzione della politica italiana, è impeccabile.
La destra attuale è in discesa libera, il "terzo polo" (definizione infelicissima, perché sia nel mappamondo che nella scoperta di Alessandro Volta i poli d'attrazione sono sempre e solo due), ed allora?
Vincerà la sinistra inesorabilmente. C'è solo da sperare che emergano personaggi illuminati (personalmente vedo bene il sindaco di Firenze Renzi), altrimenti ci sarà il buio assoluto e senza speranza.