06 marzo 2008

Poeti: Alda Merini

Milano

Milano è diventata una belva
non è più la nostra città
adesso è una grassa signora
piena di inutili orpelli

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro amico blogger,

da qualche tempo, ormai, non riesco ad alimentare il mio blog più anziano questo: http://www.bloggers.it/banzai43 i motivi non li conosco. I titolari della piattaforma non rispondono ai miei “gridi di dolore”.
Chi vuol trovarmi, allora, dovrà connettersi ad uno di questi altri due:

http://banzai43.splinder.com

http://banzai43.myblog.it

LeggerVi è sempre un piacere.

Vi aspetto. banzai43

Anonimo ha detto...

È evidente che Alda Merlini è ottimista. Milano è molto peggio.

Anonimo ha detto...

Purtroppo non é solo Milano che é peggiorata sono i rapporti umani che esistono sempre meno.-
L'opulenza scambiata per benessere é il grosso equivoco dei nostri tempi;oggi poi che questa opulenza comincia a diminuire la frustrazione prende il sopravvento.-
Giacomo

TheSteve ha detto...

Milano è una partita persa. Da troppo tempo, purtroppo, per stare oggi a parlarne ancora.

Anonimo ha detto...

Caro Steve, Milano è fortemente compromessa ma non è una partita persa. La cosa peggiore che ci stanno vendendo in questi ultimi anni è l'ineluttabilità degli eventi, di certi eventi, l'idea che certe cose non possano che andare in un certo modo, ma non è così. Milano va bonificata, dal punto di vista politico, culturale e dei suoi abitanti. Il primo passo è quello più difficile perché dipende poco da Milano e molto dalla politica romana. Anche in un contesto di unità nazionale (a cui io mi oppongo fortemente), Milano e la sua area metropolitana dovrebbero diventare un'entità a sé stante simile alle tre città stato tedesche (Amburgo, Berlino, Brema), con a capo un borgomastro che abbia le mani veramente libere e possa iniziare un nuovo corso. Da lì sarebbe quasi tutto in discesa. Certo, è pacifico che facciamo un investimento per generazioni diverse dalla nostra, ma quello che mi manca di più a Milano è quella sensazione che entrambi abbiamo provato stando a Londra e Berlino (e tu anche a New York), ovvero quella di essere in un luogo in cui percepisci che "lì" le cose accadono, che "lì" comincia il nuovo, che "lì" si è quasi al centro del mondo.