25 aprile 2008

A proposito di conflitto di interesse

«Siamo diventati il secondo gruppo editoriale del paese con 55 milioni di lettori ed una quota di mercato pari al 24,4%», dichiara Francesco Gaetano Caltagirone. L'editore è anche un pezzo da novanta nel mondo delle banche ove coltiva incarichi ed alleanze bipartisan con Generali-Mediobanca e con Monte Paschi-Antonveneta.
Apprezzabile ed ammirevole successo di un uomo che ha saputo costruire con acume ed audacia imprenditoriale la sua posizione di rilievo.
Bravo come il Berlusconi, casi di italiani che conquistano le vette senza la protezione affettuosa delle grandi famiglie sabaude o milanesi.
Per non essere da meno, il Caltagirone coltiva sagacemente le proprie sponde politiche usando come leva l'azione del Cucciolotto Casini, in secondo letto marito della figlia Azzurra.
A differenza dei terribili conflitti di interesse del Cavaliere, di quelli del Cucciolotto, in politica da quarant'anni, già ministro, già vice-presidente del Consiglio, già colonna portante del centro-destra, nessuno parla. Tanto meno la stampa, sia quella borghese radical chic di Via Solferino e di Largo Fochetti che quella di proprietà del suocero.
Forse è vero quello che hanno intuito gli italiani alle urne in aprile.
Mettilo dove vuoi, Casini non confligge poiché conta zero.
È solo una bella presenza.

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